Google (di proprietà di Alphabet) ha chiuso un contenzioso tributario con il Fisco italiano versando 326 milioni di euro e la Procura di Milano, che indagava per evasione fiscale sulla Google Ireland Limited, ha chiesto l’archiviazione del procedimento. Lo si legge in una nota firmata dal procuratore Marcello Viola.
L’inchiesta del Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Milano aveva ipotizzato una frode fiscale da quasi 900 milioni di euro fra 2015 e 2019 con la presenza in Italia di una “stabile organizzazione occulta” di Google costituita dai “server e dall’infrastruttura tecnologica” per il funzionamento dei servizi digitali offerti dalla piattaforma.
La Procura contestava, come in molti casi simili riguardanti le multinazionali tech e non, l’omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi annuali prodotti in Italia e delle dichiarazioni di sostituto d’imposta che Google Irlanda avrebbe dovuto applicare sulle royalty girate alle società estere dello stesso gruppo.
Azioni Alphabet: quotazioni in ribasso puntano verso i 170 dollari
Quotate sul mercato tecnologico statunitense Nasdaq, le azioni Alphabet sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 176,77.
In seguito al minimo relativo toccato lo scorso 9 settembre sul livello 148,20, le azioni Alphabet hanno drasticamente invertito la propria rotta con un prolungato movimento rialzista, pur condito da fisiologici ritracciamenti, ma sempre posizionato al di sopra di una precisa trendline ascendente, fino a raggiungere un massimo storico a quota 208,70 (4 febbraio).
Da quel momento i corsi hanno effettuato un violento storno, anche accentuato da un vistoso gap down rimasto ancora aperto dal giorno successivo sul livello 204,26, fino alle quotazioni attuali, le ultime delle quali caratterizzate da tre giornate consecutive in perdita.
Per l’immediato futuro è lecito attendersi un lieve rimbalzo, almeno di corto respiro, che permetta ai prezzi di recuperare l’area 187, dopodiché è molto probabile assistere a una prosecuzione del trend negativo in corso che riporti Alphabet verso il primo supporto individuabile nell’intorno dei 170 dollari, anche in considerazione del fatto che è stata violata la già citata linea di tendenza che ha sostenuto i corsi negli ultimi mesi.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 180,75 con target nell’intorno dei 187 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 176,77 con obiettivo molto vicino al livello 170. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a inizio febbraio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 34.










