Azioni Alphabet: cosa fare dopo il blocco news di Google in Europa

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Google Search e Google Discover sono ormai diventati fondamentali strumenti per accedere all’informazione. Google, di proprietà di Alphabet, questo lo sa bene, così come lo sanno gli editori. Le relazioni tra il colosso di Mountain View e questi ultimi hanno passato alti e bassi, mentre il dibattito su come regolamentare il rapporto tra chi offre la piattaforma e chi provvede ai contenuti continua in diverse parti del mondo.

Tra cui l’Europa, dove Google ha avviato il 14 novembre un test perché – dichiara – gli editori e le autorità europee “hanno chiesto dati aggiuntivi sull’effetto dei contenuti di news su Search”. Il test dovrebbe determinare l’impatto sul traffico e sull’esperienza di ricerca dei contenuti di informazione. Ma più che un test sembra un avvertimento.

Google rimuoverà gli articoli di editori europei dal Feed di Search, Google News e Discover di una piccola parte di utenti – l’uno per cento – di otto Paesi, tra cui l’Italia. Gli altri sono Belgio, Croazia, Danimarca, Grecia, Olanda, Polonia e Spagna. In Francia è stato sospeso dietro ordine di un tribunale di Parigi: in attesa della decisione del giudice, la società rischiava una multa fino a 900mila euro al giorno.

“Continueremo a mostrare i risultati di altri siti web, compresi gli editori di notizie con sede al di fuori dell’Ue. Intendiamo utilizzare questo test per valutare l’impatto dei risultati degli editori di notizie dell’Ue sull’esperienza di ricerca dei nostri utenti e sul traffico verso gli editori”, spiegano. Aggiungendo che, una volta terminato il test – non sappiamo quanto durerà però – i risultati di ricerca saranno ripristinati. La reazione degli editori non è stata positiva.

La nota congiunta delle associazioni europee di editori – La European Magazine Media Association (EMMA), la European Newspaper Publishers’ Association (ENPA) e la News Media Europe (NME) – ha dichiarato che Google non li ha consultati su questo studio né li ha precedentemente informati. “L’annuncio è stato una vera sorpresa. Siamo estremamente preoccupati per la mancanza di informazioni e di trasparenza di questa iniziativa, nonché per le conseguenze che potrebbe avere per gli editori europei. Esortiamo pertanto Google a sospendere i test con effetto immediato e ad avviare un dialogo con il settore editoriale europeo per concordare, in modo costruttivo e trasparente, una strada comune da seguire”.

Segue la risposta della stessa Google, che sottolinea l’importanza che a Mountain View si dà all’ecosistema delle notizie. Un portavoce risponde in particolare alla situazione del nostro Paese: “Oltre a supportare i media italiani a ottenere traffico prezioso attraverso il motore di ricerca, Google è la prima azienda ad aver sviluppato un programma di accordi di licenza per i contenuti degli editori di notizie nell’ambito della direttiva sul diritto d’autore: collaboriamo con oltre 4.000 pubblicazioni in Europa, compresa l’Italia”.

Il portavoce ha spiegato come “gli editori ci hanno chiesto ripetutamente più dati sul valore delle notizie per Google”. Per questo il colosso ha deciso di eseguire questo test, durante il quale “non ci sarà alcun impatto sui pagamenti che effettuiamo agli editori di notizie ai sensi della direttiva sul copyright”.

 

Azioni Alphabet: quotazioni in ribasso verso il supporto a 160 dollari

Quotate sul mercato tecnologico statunitense Nasdaq, le azioni Alphabet sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura molto al di sopra della chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 170,46, per poi ritracciare nel corso del pomeriggio.

Dopo il massimo storico toccato lo scorso 10 luglio sul livello 193,31, l’azione ha drasticamente invertito la propria rotta con un violento e repentino movimento ribassista che si è arrestato solo in prossimità del supporto presente a quota 148,20 (9 settembre). Il minimo relativo precedente e successivo a tale soglia hanno permesso al mercato di creare una tipica (nonché rara) configurazione di “testa e spalle rovesciato”, indicante una immediata inversione di tendenza. Da quel momento, infatti, i corsi hanno recuperato parte del terreno perso andando a raggiungere esattamente il target teorico previsto dal pattern, ossia l’area nell’intorno dei 184 dollari.

Quest’ultimo livello, però, durante questo mese di novembre, è stato toccato ben due volte senza essere superato, creando un evidente doppio massimo daily. Trattandosi ancora una volta di un pattern di inversione, le quotazioni hanno effettivamente ricominciato a perdere valore fino ai prezzi attuali. Nonostante il rialzo di ieri, tale negatività non sembra affatto terminata ponendosi come obiettivo il raggiungimento del primo target ribassista individuabile vicino a quota 160.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 170,46 con target nell’intorno dei 176 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte già alla violazione di quota 167,40 con obiettivo molto vicino al livello 160. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti la scorsa settimana. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 45.


L’andamento di breve termine del titolo ALPHABET

Immagine di Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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