Azioni Amazon: cosa fare dopo il crollo causato dai conti trimestrali

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Nel trimestre aprile-giugno 2025 appena concluso, Amazon ha registrato ricavi per complessivi 167,70 miliardi di dollari, realizzando una crescita del 13% rispetto alle vendite per 147,98 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2024. Il reddito operativo, invece, ha riportato un incremento del 31% su base annua a 19,17 miliardi di dollari, mentre l’utile netto si è attestato a 18,16 miliardi di dollari, con una crescita del 34% rispetto a guadagni per 13,49 miliardi di dollari del secondo trimestre 2024.

Ma tutto questo non è bastato per evitare il forte tracollo del titolo in Borsa venerdì scorso. Le criticità che gli analisti hanno rilevato riguardano soprattutto la divisione di cloud computing AWS (Amazon Web Services) che, oltre ad una marginalità operativa in calo (33% rispetto al precedente 36%), è cresciuta meno rispetto ai concorrenti Azure (Microsoft) e Google Cloud (Alphabet).

Proprio a questo proposito, Amazon aveva già deciso da tempo di ridurre centinaia di posti di lavoro nella divisione AWS. in favore di cambiamenti quasi sempre dovuti al ruolo sempre più centrale dell’intelligenza artificiale.

 

Azioni Amazon: dopo il gap down le quotazioni puntano verso il supporto in area 207

Quotate sul mercato tecnologico statunitense Nasdaq, le azioni Amazon sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance molto negativa registrata nella seduta di venerdì (-8,27%). Dopo un’apertura in gap down (rimasto aperto nell’intraday sul livello 231,40), infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo a quota 212,80, per poi andare a chiudere sul finale poco distante a 214,75 dollari.

In seguito al minimo relativo battuto lo scorso 7 aprile sul livello 161,38, i titoli hanno drasticamente invertito la propria direzionalità con un prolungato movimento rialzista, sempre posizionato al di sopra di una precisa trendline ascendente, fino ad arrestare la corsa in prossimità della resistenza presente a quota 236,53 (31 luglio).

Poi venerdì la doccia fredda con un vistoso gap down, complice una trimestrale (seppur buona) con tassi di crescita inferiori rispetto alle altre big tech e criticità relative alla guidance per la seconda parte del 2025. Dal punto di vista grafico si tratta di un chiaro segnale di inversione e quindi, per l’immediato futuro, è lecito attendersi una ulteriore accelerazione ribassista che riporti i corsi fin verso il primo supporto individuabile in area 207 dollari.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 220,44 con target nell’intorno dei 231,40 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 212,80 con obiettivo molto vicino al livello 207. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti proprio durante l’ultima seduta aperta. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 42.


L’andamento di breve termine delle azioni AMAZON

Immagine di Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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