Amazon continua nell’automazione dei propri magazzini, tant’è che presto il numero di robot presenti nelle varie strutture potrebbe superare quello dei dipendenti umani, attualmente 1,56 milioni. L’azienda, che da anni investe nell’automazione delle attività logistiche, ha superato il milione di robot attivi nei suoi centri di distribuzione, il livello più alto mai registrato di sempre.
Nei magazzini del colosso dell’e-commerce, bracci meccanici afferrano prodotti dagli scaffali, veicoli autonomi trasportano merci verso le aree di imballaggio, nonché sistemi automatizzati smistano articoli che poi altri robot confezioneranno per la spedizione.
Uno degli ultimi arrivati è Vulcan, un robot dotato del senso del tatto, capace di prelevare oggetti da scaffali di diversa configurazione. Amazon sta integrando sempre più queste macchine con i propri sistemi di gestione degli ordini, rendendo il lavoro coordinato e complementare a quello delle persone.
Secondo l’azienda, oggi circa il 75% delle consegne globali di Amazon è in qualche modo supportato dalla robotica. L’automazione ha permesso di aumentare la produttività e allo stesso tempo di ridurre l’impatto del turnover del personale nei centri di distribuzione.
Per alcuni dipendenti, l’automazione ha significato un cambio radicale: addio ai compiti fisici e ripetitivi, benvenuti i ruoli più qualificati. Neisha Cruz, ex magazziniera a Windsor (Connecticut), ad esempio, oggi supervisiona robot da un ufficio in Arizona, guadagnando più del doppio rispetto a prima.
Azioni Amazon: quotazioni ai massimi di periodo
Quotate sul mercato tecnologico statunitense Nasdaq, le azioni Amazon sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance negativa registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 218,43, per poi rimbalzare leggermente sul finale.
In seguito al minimo relativo battuto lo scorso 7 aprile sul livello 161,37, Amazon ha drasticamente invertito la propria direzionalità con un repentino movimento rialzista, pur effettuando fisiologici ritracciamenti periodici, ma sempre posizionato al di sopra di una precisa trendline ascendente, fino ad arrestare la corsa in prossimità della resistenza presente a quota 224,29 (massimo di periodo del 7 luglio).
Poiché il titolo sta correndo troppo e da troppo tempo, per l’immediato futuro è lecito attendersi una pausa di consolidamento delle posizioni acquisite, uno leggero storno (forse iniziato ieri) che probabilmente durerà ancora per qualche seduta fino a raggiungere il primo supporto individuabile in area 210 dollari, dove transita anche l’importante indicatore Supertrend. Solo a quel punto sarà conveniente entrare nuovamente sul mercato essendo tornata Amazon ad essere una buona occasione di acquisto.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 224 con target nell’intorno dei 230,72 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte già alla violazione di quota 218,43 con obiettivo molto vicino al livello 214. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25, diventati rialzisti a inizio maggio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 62.

L’andamento di breve termine delle azioni AMAZON









