Il 2025 è stato un anno da ricordare per le azioni biotech europee. Alcune aziende hanno realizzato guadagni da sogno, arrivando ad aumentare fino a circa il 1.300% le loro quotazioni (come nel caso di Abivax). A spingere le valutazioni in Borsa sono state soprattutto le sperimentazioni promettenti su farmaci destinati al trattamento di diverse patologie, tra cui obesità, malattia di Lyme, morbo di Crohn e altri disturbi autoimmuni. Non meno rilevante è stato l’interesse degli investitori per potenziali operazioni di fusione e acquisizione, considerate strategiche sia per ampliare le pipeline di sviluppo sia per compensare la perdita di ricavi derivante dalla scadenza di brevetti chiave. “È incoraggiante vedere storie di aziende europee che riescono ad affermarsi”, ha dichiarato Giovanni Mariggi, partner della società di investimento Medicxi. “Una volta superate determinate soglie di capitalizzazione, anche alcuni investitori statunitensi iniziano a guardare a questi titoli”.
In questo articolo:
- Quale scenario per il 2026
- Azioni biotech: 5 società da tenere d’occhio
Quale scenario per il 2026
L’attenzione ora è rivolta all’anno che sta per arrivare. Diversi studi clinici sono in attesa di risultati che potrebbero ridisegnare gli equilibri del settore, mentre alcune operazioni di consolidamento potrebbero concretizzarsi a breve. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, nel 2026 sono state annunciate oltre 500 operazioni tra biotech e pharma, per un valore complessivo di circa 137 miliardi di dollari, ben al di sopra dei 71 miliardi di dollari registrati quest’anno.
L’esito delle sperimentazioni rimane però cruciale, poiché il mercato tende a punire severamente i fallimenti, soprattutto quando si verificano in fasi avanzate dopo aver alimentato grandi aspettative. Un esempio emblematico è quello di MoonLake Immunotherapeutics, quotata negli Stati Uniti, le cui azioni sono crollate del 90% in un solo giorno dopo che un farmaco sperimentale contro una malattia della pelle è stato giudicato inefficace.
Azioni biotech: 5 società da tenere d’occhio
Alcune società si troveranno di fronte a snodi decisivi nel 2026, soprattutto sul fronte delle sperimentazioni cliniche. Eccone cinque in particolare.
Zealand Pharma
Zealand Pharma è una casa farmaceutica danese specializzata nella scoperta e nello sviluppo di nuovi farmaci peptidici per malattie metaboliche, infiammatorie e croniche, con un focus particolare sul mercato dell’obesità e su altri bisogni medici non soddisfatti. Gli investitori attendono i dati cruciali sul farmaco per la perdita di peso petrelintide, sviluppato insieme a Roche e attualmente in Fase 2. Il trattamento imita l’ormone intestinale amilina, che rallenta la digestione e aumenta il senso di sazietà. Questo approccio è considerato potenzialmente più “delicato” rispetto a Zepbound di Eli Lilly e Wegovy di Novo Nordisk, spesso associati a effetti collaterali come nausea e vomito. I risultati sono attesi nel primo trimestre. Nella prima metà dell’anno saranno pubblicati anche i dati di Fase 3 di survodutide, sviluppato in partnership con Boehringer Ingelheim. Le azioni Zealand Pharma hanno perso circa il 35% quest’anno.
Valneva
Valneva SE è una società biotecnologica francese specializzata nello sviluppo, nella produzione e nella commercializzazione di vaccini contro malattie infettive. Nel 2025 l’azienda ha beneficiato del successo del vaccino contro la chikungunya, una malattia trasmessa dalle zanzare, con le azioni in rialzo di circa due terzi da inizio anno. Per la prima metà del 2026 sono attesi i risultati di Fase 3 del vaccino contro la malattia di Lyme, sviluppato insieme a Pfizer, che secondo l’analista di Stifel Damien Choplain presenta una probabilità di successo dell’80%.
Abivax
Abivax è una biotech con sede a Parigi focalizzata sullo sviluppo di terapie innovative per malattie infiammatorie croniche. Nel 2025 ha moltiplicato di circa 13 volte il proprio valore in Borsa, grazie ai dati positivi sul farmaco sperimentale obefazimod, destinato al trattamento delle malattie infiammatorie intestinali. Gli appuntamenti chiave per il 2026 includono i risultati di Fase 3 nella colite ulcerosa (primo trimestre), e i dati di Fase 2 nel morbo di Crohn (seconda metà dell’anno).
Argenx
Argenx SE è una società biotecnologica globale con sede nei Paesi Bassi e importanti operazioni in Belgio, focalizzata sullo sviluppo e sulla commercializzazione di terapie per gravi malattie autoimmuni. Nel 2025 ha raggiunto un traguardo significativo con l’ingresso del titolo nell’Euro Stoxx 50. Il futuro dell’azienda resta però strettamente legato a Vyvgart, l’unico farmaco attualmente in commercio, già approvato per diverse patologie autoimmuni. Nel 2026 sono attesi i risultati di Fase 3 per la miastenia gravis oculare (prima metà dell’anno), la miosite e la porpora trombocitopenica immune (seconda metà), oltre ai dati di Fase 3 di empasiprubart per la neuropatia motoria multifocale.
Inventiva
Inventiva SE è una società biotecnologica francese specializzata nella ricerca e nello sviluppo di terapie orali innovative, in particolare per la steatoepatite metabolica associata a disfunzione metabolica (MASH), una forma grave e progressiva di malattia epatica per la quale non esistono terapie approvate. Su questa indicazione, l’azienda pubblicherà nella seconda metà del 2026 i risultati di Fase 3 di lanifibranor, che secondo l’analista di Van Lanschot Kempen, Sushila Hernandez, presenta un “profilo promettente”, soprattutto nei pazienti con diabete di tipo 2.









