Azioni Dell: cosa fare dopo la commessa con il Pentagono per 9,7 miliardi?

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Dell Technologies, tramite la controllata Dell Federal System, ha recentemente siglato un accordo quinquennale con il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti da 9,7 miliardi di dollari. Nell’ambito del “Core Enterprise Technology Agreement” (CETA), il quadro che regola a livello di tutto il Pentagono gli acquisti di software, la società fornirà e gestirà licenze Microsoft, abbonamenti ai servizi cloud e licenze per software installato in loco per tutte le forze armate statunitensi, le agenzie di intelligence e la Guardia costiera Usa.

Secondo Kirsten Davies, responsabile dei sistemi informativi del Dipartimento della Guerra americano, che ha informato i giornalisti al Pentagono, il CETA dovrebbe far risparmiare al dicastero circa 422 milioni di dollari l’anno, grazie all’accentramento in un’unica struttura di acquisto dei budget tecnologici oggi frammentati tra le diverse forze armate.

 

Azioni Dell Technologies, le quotazioni in ribasso puntano verso il supporto sul livello 363,86

Quotate sul mercato statunitense Nyse, le azioni Dell sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alle performance negative registrate nelle ultime recenti sedute. Partendo dal minimo relativo segnato lo scorso 20 gennaio sul livello 110,84, però, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un prolungato movimento rialzista, con un andamento di crescita pressoché esponenziale, che le ha portate a realizzare un massimo storico a quota 469,47 (1 giugno).

Da quel momento i corsi sono entrati in una fisiologica fase di ritracciamento che ha buone probabilità di accelerare anche nelle prossime giornate, con lo scopo di raggiungere presto il primo supporto individuabile sul livello 363,86, dove transita anche l’importante indicatore Supertrend daily. Qualora il ribasso dovesse mostrarsi anche più violento (e vista la corsa precedente, motivi per stornare pesantemente non mancano), il target successivo diventerebbe l’area 325 dollari per ricoprire il gap up rimasto ancora aperto dallo scorso 29 maggio,

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 412,90 con target nell’intorno dei 436 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte già alla violazione di quota 386,28 con obiettivo molto vicino al livello 363,86. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati positivi a fine febbraio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “ipercomprato” vicino al livello 76.


L’andamento di breve termine delle azioni DELL TECHNOLOGIES

Immagine di Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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