Azioni europee difesa in calo: pesano i colloqui di pace USA-Ucraina

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Le azioni europee della difesa sono in ribasso nelle contrattazioni di oggi, bissando il calo di venerdì scorso. Nel momento in cui si scrive, l’Etf Stoxx Europe Aerospace and Defence che riproduce l’indice del settore perde l’1,70%, dopo aver messo a segno quattro sessioni consecutive in rosso. Il benchmark si trova ora nei pressi del livello più basso da luglio. Le vendite degli investitori sono motivate dall’ottimismo sui colloqui di pace guidati dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riguardo alla guerra Russia-Ucraina. Da quando è scoppiato il conflitto, nel febbraio 2022, i titoli legati alla difesa hanno intrapreso un rally straordinario, con i colossi del settore come la tedesca Rheinmetall, l’italiana Leonardo e la francese Thales particolarmente in evidenza. I flussi di denaro verso queste società sono stati alimentati dalle preoccupazioni dell’Unione europea su un possibile allargamento del conflitto in Ucraina, che hanno indotto il blocco a programmare piani di spesa giganteschi per i prossimi anni. Negli ultimi mesi, però, le azioni hanno subito una forte correzione: in parte perché gli investitori hanno preferito monetizzare i guadagni, in parte perché si sono avvertiti segnali – per quanto deboli – della volontà di porre fine a questa guerra che sta insanguinando i popoli ucraino e russo. In questo articolo:

  • Russia-Ucraina: la settimana decisiva
  • Azioni europee difesa: per gli analisti cali immotivati

 

Russia-Ucraina: la settimana decisiva

Trump ha dato un ultimatum al presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, affinché approvi un piano di 28 punti che, secondo alcuni, il capo della Casa Bianca avrebbe concordato con Mosca. Il leader ucraino ha tempo fino a giovedì per prendere una decisione e, in caso di diniego, dovrà fare a meno del supporto militare degli Stati Uniti.

In questi giorni, però, le trattative sono serrate per rivedere alcuni aspetti del memorandum e coinvolgono anche l’Europa. Nella giornata di ieri, USA e Ucraina hanno diffuso un comunicato in cui dichiaravano che le consultazioni sono state “altamente produttive”, alimentando l’ottimismo degli investitori che hanno venduto le azioni europee della difesa. I progressi nei colloqui di pace, tuttavia, potrebbero non significare molto. Su alcuni punti le parti sono molto distanti. Trump propone la cessione dei territori conquistati dai russi – Crimea, Luhansk e Donetsk – oltre alla riduzione dell’esercito ucraino di un terzo a 600.000 unità e all’impegno sancito in Costituzione che l’Ucraina non aderisca mai alla NATO.

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha però ribadito che qualsiasi accordo debba poggiare su tre principi sacrosanti:

  • i confini dell’Ucraina non possono essere modificati con la forza;
  • l’Ucraina, in quanto nazione sovrana, non deve subire limiti alle sue forze armate che la renderebbero vulnerabile a futuri attacchi;
  • il ruolo centrale dell’Unione Europea nel processo di pace deve essere pienamente riconosciuto, con un coinvolgimento attivo nella ricostruzione, nel supporto difensivo e nella futura integrazione europea.

I primi due principi sono quelli che allontanano maggiormente Kiev da Mosca. Secondo il primo vice ministro degli Esteri ucraino, Sergiy Kyslytsya, Stati Uniti e Ucraina avrebbero rimodulato l’accordo in 19 punti, ma quelli più sensibili dal punto di vista politico – e che potrebbero dirimere l’intera questione – sono stati lasciati in sospeso in attesa di essere affrontati dai presidenti dei due Stati, Trump e Zelensky.

 

Azioni difesa: per gli analisti cali immotivati

Gli analisti sono in parte sorpresi dal nuovo sell-off dei titoli della difesa, poiché ritengono improbabile che il piano statunitense, molto favorevole alla Russia, riceva il benestare dell’Ucraina e dell’Europa.

“La reazione del mercato ai potenziali accordi di pace è stata finora esagerata”, ha dichiarato Loredana Muharremi, analista azionaria di Morningstar. Inoltre, ha proseguito, “anche se si raggiungesse un accordo, il settore della difesa non dovrebbe subire una diminuzione causata da uno shock di mercato, poiché le valutazioni europee sono sostenute da aumenti strutturali dei bilanci della difesa in tutta Europa, piuttosto che da entrate a breve termine provenienti dall’Ucraina”. A suo avviso, il settore della difesa europeo è sottovalutato, con un potenziale rialzista superiore al 20% rispetto ai livelli attuali.

Secondo Graeme Bencke, gestore di fondi presso Amati Global Investors, c’è stato un cambiamento nel sentiment del mercato verso il conflitto in Ucraina. “Alcuni investitori credono sempre più spesso che il conflitto sarà risolto nei prossimi mesi dopo le azioni intraprese dall’amministrazione Trump per compiacere la Russia”, ha scritto. Tuttavia, osserva, il conflitto stesso e il cambiamento di atteggiamento degli Stati Uniti verso la Nato hanno portato a una modifica “permanente dell’approccio europeo alla spesa per la difesa, che non potrà essere invertita, anche se la guerra dovesse finire”.

Gli analisti di Mediobanca, guidati da Alessandro Pozzi, ritengono improbabile un accordo di pace prima della fine del 2026. Ciò significa che “la spesa per la difesa in Europa è destinata a continuare a crescere”, hanno scritto in una nota.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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