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Azioni FinecoBank: quali target dopo il crollo odierno?

Azioni FinecoBank: quali i prossimi target dopo il crollo odierno?

In una giornata debole per Piazza Affari spicca il sell-off che sta colpendo le azioni FinecoBank, le cui vendite sono aumentate dopo che la società ha comunicato i dati riguardanti la raccolta di agosto. Nello specifico il mese appena passato ha visto una raccolta netta che si è attestata a 650 milioni di euro e si confronta con i 342,9 milioni di euro che si erano avuti 12 mesi fa. Nel dettaglio la raccolta gestita passa dai 257,1 milioni di euro dello stesso periodo del 2022 agli attuali 156,5 milioni di euro, con una raccolta diretta in deciso calo dai -70,2 milioni di euro ai -517,4 milioni di euro. A portare il segno positivo ci pensa la raccolta amministrata che passa dai 156 milioni di euro di agosto 2022 agli attuali 1,008 miliardi di euro.

Nel mese passato i ricavi del brokerage sono stimati a 15 milioni di euro, un dato in crescita di quasi il 40%
rispetto alla media dei ricavi del mese di agosto che si sono avuti tra il 2017 e il 2019. Da inizio anno i ricavi del brokerage raggiungono i 126 milioni di euro. Per quanto riguarda Fineco Asset Management nel mese passato ha registrato una raccolta retail di 73 milioni di euro, con un particolare interesse della clientela per i prodotti rivolti agli investitori prudenti, caratterizzati da un’elevata protezione. Infine nel mese passato sono stati acquisiti 7.974 nuovi clienti, in aumento del 18% rispetto ad agosto 2022, portando i nuovi clienti da inizio anno a 76.566, in crescita del +24% rispetto a un anno fa e confermando il trend di miglioramento della base della clientela maggiormente interessata ad investire.

 

Azioni FinecoBank: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere la reazione dell’azione dopo queste notizie. E’ una giornata in deciso territorio negativo quella odierna per il titolo Fineco con i prezzi che, dopo aver rotto i primi supporti di brevissimo termine situati sui 12,45-12,40 euro, si sono spinti fin verso la soglia dei 12 euro. Nel breve periodo fondamentale sarà non perdere questi livelli per evitare un test sui minimi dell’anno situati sugli 11,60-11,55 euro. Dal punto di vista operativo l’eventuale violazione di quest’ultimi livelli andrebbe a rafforzare il trend discendente, partito dai massimi del 2023 in area 17 euro, fin verso i minimi degli ultimi 12 mesi situati sui 10,5 euro.

Al contrario una segnale di positività si avrebbe solo con il ritorno dei corsi oltre la soglia dei 13 euro, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni che l’indicatore daily del Supertrend. Il superamento di queste aree resistenziali aprirebbe le porte per un primo obiettivo situato sui 13,465 euro, dove verrebbe chiuso il gap-down lasciato aperto l’8 agosto scorso, e successivamente i 13,80 euro dove ci sarebbe da chiudere un ulteriore gap ribassista rimasto aperto in questo caso il 2 agosto scorso. Ricordiamo infine che per avere un vero e proprio segnale di forza il titolo dovrebbe spingersi oltre i massimi degli ultimi 4 mesi situati sui 14,20 euro, dove peraltro troviamo la media mobile di lungo periodo.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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