Azioni Inditex: mettono il turbo con la semestrale, ma nubi sul futuro

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Le azioni Inditex sono in forte rialzo oggi alla Borsa di Madrid dopo che l’azienda tessile spagnola ha presentato dati incoraggianti sulle vendite, sebbene i ricavi siano stati al di sotto delle aspettative. La delusione è ascrivibile in buona parte all’indebolimento del dollaro Usa. La società ha comunicato che i cambiamenti valutari impatteranno negativamente sulle vendite 2025 di quattro punti percentuali, oltre la quota del 3% prevista in precedenza.

In sostanza, con un biglietto verde più debole rispetto all’euro, i ricavi negli Stati Uniti della più grande azienda tessile quotata al mondo risentirebbero dell’effetto cambio negativo una volta convertiti nella moneta unica. Tuttavia, “anche senza l’impatto valutario, la crescita delle vendite è stata leggermente peggiore di quanto ci aspettassimo”, ha detto Sara Herrando Deprit, analista di Kutxabank Investment.

 

Inditex: i numeri dei primi sei mesi del 2025

Nel secondo trimestre fiscale conclusosi il 31 luglio, Inditex ha riportato vendite complessive di 10,08 miliardi di euro, al di sotto dei 10,26 miliardi di euro previsti dagli analisti. Considerando i primi sei mesi dell’anno fiscale, il fatturato è ammontato a 18,36 miliardi di euro, in leggera crescita rispetto ai 18,07 miliardi di euro dello stesso periodo del 2024.

La gran parte delle vendite è derivata dal marchio Zara, i cui ricavi sono ammontati a 13,15 miliardi di euro (+0,92% a/a). Per il resto, il fatturato di Pull&Bear è cresciuto del 3,02% a 1,16 miliardi di euro; Bershka ha registrato un incremento del 4,05% a 1,44 miliardi di euro; Stradivarius ha avuto una variazione delle entrate del +5,74% a 1,33 miliardi di euro; Oysho ha realizzato vendite per 389 milioni di euro (+5,71% a/a); Massimo Dutti ha riportato una contrazione dell’1% a 895 milioni di euro.

Inditex ha conseguito un margine operativo di 3,57 miliardi di euro (19,44% sul fatturato), in crescita dello 0,85% rispetto ai 3,54 miliardi di euro del primo semestre fiscale 2024. L’utile netto semestrale di 2,79 miliardi di euro ha registrato un lieve progresso rispetto ai 2,77 miliardi di euro di un anno prima.

“Abbiamo nuovamente raggiunto una solida performance in questo primo semestre del 2025, con vendite soddisfacenti in un complesso contesto di mercato e mantenendo forti livelli di redditività”, ha affermato l’amministratore delegato Óscar García Maceiras. “L’esecuzione efficiente realizzata dai nostri team dimostra la forza del modello di business di Inditex”. Con riferimento all’anno fiscale 2024, il dividendo finale sarà di 0,84 euro per azione, che verrà pagato il 3 novembre 2025. 

 

Una prospettiva preoccupante per il settore della moda

La seconda parte dell’anno è molto importante per Inditex, con l’arrivo delle collezioni autunno/inverno. L’azienda ha comunicato che la concentrazione nelle aree di miglioramento dell’offerta, del livello di assistenza clienti e della sostenibilità, aiuteranno il gruppo a “consolidare il potenziale di crescita a lungo termine”. Il modello di business “caratterizzato da flessibilità, reattività e approvvigionamento ravvicinato durante la stagione, ci consente di reagire alle tendenze della moda, rafforzando la nostra posizione unica sul mercato”, si legge nel comunicato.

Tuttavia, l’azienda spagnola dovrà fare i conti con un contesto dei consumatori che rimane incerto a livello internazionale. Le ombre sulle vendite sono già un segnale di allarme, e sollevano interrogativi sulla forza della domanda di abbigliamento Zara e sulla misura in cui il gruppo sarebbe in grado di aumentare i prezzi negli Stati Uniti per proteggere i margini.

La situazione preoccupante nel settore della moda è stata rilanciata quest’anno anche dalla Federazione Moda Italia-Confcommercio, secondo cui lo scenario è quello di una contrazione dei consumi. Questa si accompagnerebbe alle minacce derivanti dall’ascesa dell’e-commerce e dalle mutate abitudini di spesa dei consumatori che ora si appoggiano a canali online mettendo a dura prova i negozi fisici, nonché dalle politiche redistributive dei brand e dall’inflazione sempre in agguato.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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