L’anno di Intel era iniziato con grandi piani (e investimenti) per il futuro. Pochi mesi dopo, ecco l’agosto nero, con una trimestrale deludente, maxi-licenziamenti, un crollo in Borsa che non si vedeva dal 1974 e una class action degli azionisti.
Le difficoltà non sono mai improvvise. Quando OpenAI ha inaugurato una nuova era dell’economia digitale, il bisogno di chip nei sempre più vasti data center è aumentato esponenzialmente. Nvidia ha cavalcato l’onda diventando il motore della rivoluzione AI: ad oggi fornisce tra il 70 e il 95% dei chip per sviluppare e allenare i modelli. Il rivale Intel ha in realtà un business e una struttura molto differenti, dove al centro rimangono ad oggi i microprocessori per i computer.
Dal 2021 il nuovo Ceo Patrick Gelsinger sta provando nuove strade. La scommessa sull’AI era inevitabile. E l’ha fatta in due modi. La prima è la creazione di chip più potenti e pensati per i data center ma soprattutto per i futuri AI Pc. Il secondo è la trasformazione dell’azienda in una «fonderia», per produrre non solo i propri chip ma anche quelli di altre aziende: un investimento di circa 100 miliardi di dollari che la mette in concorrenza con le fabbriche di silicio asiatiche, Tsmc e Samsung.
Intel si è già portata a casa un accordo con Microsoft, e conta sui sussidi, pari a 8,5 miliardi di dollari, dati dal Chips Act dell’amministrazione Biden. Le aspettative per il futuro sono alte, anche se la Foundry nel 2023 ha registrato perdite operative per 7 miliardi. Tant’è che a inizio agosto Intel ha annunciato il taglio del 15% della forza lavoro. «Questo è un giorno incredibilmente difficile» ha detto Gelsinger. I tagli seguono a una trimestrale dove si parla di perdite di 1,6 miliardi e di un calo del fatturato dell’1%.
Il risultato è stato un crollo in Borsa che ha portato il titolo ai minimi dal 2013. In un mese ha perso oltre il 40%. Si aggiunge una class action degli azionisti, con l’accusa di poca trasparenza sulla situazione di difficoltà. Il momento è critico, bisogna sperare che ciò che Gelsinger ha messo in moto paghi sul lungo termine. Nel mentre, lui si affida alla Bibbia: «Non temere; non ti scoraggiare, perché il Signore tuo Dio sarà con te dovunque andrai», ha scritto su X.
Azioni Intel: quotazioni in attesa di rimbalzo tecnico dopo il recente crollo
Quotate a Wall Street o sul mercato tecnologico statunitense Nasdaq, le azioni Intel sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine, anche grazie alle timide performance positive registrate nelle ultime settimane. Dopo il massimo relativo toccato lo scorso 27 dicembre sul livello 51,28, l’azione ha drasticamente invertito la propria rotta con un prolungato movimento ribassista che potrebbe essersi arrestato solo recentemente in prossimità del supporto presente in area 19 dollari. Durante tale periodo sono da sottolineare sia l’accelerazione negativa del mese di aprile (-34%) che il visto gap down realizzatosi nella seduta del 2 agosto (-26%).
Da quest’ultima data, comunque, i corsi sembrano voler rimbalzare mantenendosi all’interno di uno stretto trading range (che al momento non ha mai superato la soglia dei 22 dollari) che potrebbe rappresentare una fase di accumulazione come preludio ad un recupero tecnico dei prezzi. Probabilmente una risalita di corto respiro, visto che la pressione in vendita è ancora molto forte, ma motivata dal posizionamento dell’oscillatore RSI nella sua area di “ipervenduto” vicino al livello 27.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 21,86 con target nell’intorno dei 23,50 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 20 con obiettivo molto vicino al livello 18,84. L’impostazione algoritmica settimanale, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a inizio aprile. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal.

L’andamento di medio termine del titolo INTEL









