La trimestrale di Tesla, pubblicata settimana scorsa, ha sollevato molti dubbi in analisti e investitori che hanno affossato le azioni sul Nasdaq (-12%). Ecco l’analisi degli esperti di Vontobel nella newletter settimanale (Clicca QUI per iscriverti).
Quella passata è stata una settimana negativa in Borsa per Tesla, con la casa automobilistica che dopo la diffusione dei risultati trimestrali ha visto le proprie quotazioni scendere in poche ore del 12%. Nel periodo aprile-giugno i ricavi di Tesla sono cresciuti del 2,3% rispetto al secondo trimestre 2023 a 25,50 miliardi di dollari, meglio del consensus degli analisti posto a 24,77 miliardi. L’utile per azione rettificato è stato di 52 centesimi per azione, il 42,86% in meno dei 91 centesimi di 12 mesi prima e nella parte bassa del range (45-87 cents) atteso dal mercato.
A favorire le vendite sono stati soprattutto il rinvio del lancio dei robotaxi da agosto a ottobre e la marginalità. Escludendo i crediti normativi, Tesla ha registrato un margine lordo del settore automobilistico del 14,6%. Sotto il 16,29% stimato dal mercato e peggior dato degli ultimi 5 anni. Il calo della marginalità cela diverse criticità su cui il mercato sta riflettendo. La contrazione dei margini è infatti diretta conseguenza dei ripetuti cali dei prezzi decisi negli ultimi mesi da Musk. Decisione presa per rilanciare le vendite, con un mercato che nonostante ciò permane in una fase di stagnazione. Una scelta che tuttavia potrebbe non bastare per rilanciare nel lungo periodo le vendite.
La concorrenza sempre più agguerrita delle case automobilistiche cinesi (basti pensare a BYD, a Geely, a Nio Motors, a XPeng o a Li Auto) e i possibili tagli agli incentivi riservati alle auto elettriche qualora a vincere le prossime elezioni statunitensi fosse Donald Trump sono i due fattori principali di rischio. Dietro al calo delle consegne riportato nell’ultimo trimestre, così come in quello precedente, vi è peraltro la mancanza di nuovi modelli a prezzi accessibili. Una produzione che nei piani di Tesla (piani che, come nel caso dei robotaxi, spesso negli anni hanno spesso registrato ritardi) dovrebbe iniziare nel primo semestre del 2025.









