Banca MPS: Piano 2022-2026 eviterà nuovi minimi al titolo? - Borsa e Finanza

Banca MPS: Piano 2022-2026 eviterà nuovi minimi al titolo?

Banca MPS: Piano 2022-2026 eviterà nuovi minimi al titolo?

Il giorno in cui Banca Mps avrebbe presentato il nuovo Piano industriale 2022-2026 è arrivato. La banca senese con il Piano “A clear and simple commercial bank” intende rafforzare il proprio ruolo di banca commerciale e per la sua realizzazione si basa sul completamento di un aumento di capitale di 2,5 miliardi di euro, da sottoporre all’approvazione di un’Assemblea Straordinaria degli Azionisti prevista entro la fine di settembre 2022.

L’obiettivo finale è il raggiungimento di un livello di sostenibilità sostenibile, una semplificazione della struttura del Gruppo, attraverso le fusioni per incorporazione di società controllate, ed il rafforzamento di Widiba. Su quest’ultima sono previsti importanti investimenti per oltre Euro 30 milioni di euro per portare a scala il suo modello di business, sempre più orientato alla consulenza finanziaria.

Per quanto riguarda il risultato operativo lordo è atteso a 370 milioni di euro al 2024 e di 527 milioni di euro al 2026, mentre l’utile netto è visto a un miliardo di euro nel 2024 e a 833 milioni di euro nel 2026. Per quanto riguarda il Cet1 dovrebbe essere al 14,2% nel 2024 per passare al 15,4% a fine Piano. Il cost/income ratio è visto passare dal 71% del 2021 al 60% nel 2024 e al 57% nel 2026. In questo contesto dal 2025 è atteso anche il ritorno il dividendo. Nel corso dei quattro anni è prevista infine la chiusura di 150 filiali, di cui 100 entro il 2024, ed un piano di uscite volontarie di 4 mila addetti.

 

Azioni Banca Mps: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere l’impostazione grafica del titolo. L’impostazione del titolo Banca Mps è sempre al ribasso, con i prezzi che in queste ultime sedute stanno testando i minimi di periodo in area 0,675-0,68 euro. Nel breve termine saranno questi i livelli da monitorare, perchè in caso di rottura si avrebbe un ulteriore deterioramento della struttura grafica con nuove discese che avrebbero un primo target sugli 0,65 euro e a seguire la soglia degli 0,6 euro.

Al contrario la tenuta dei sostegni in area 0,68 euro potrebbe innescare un recupero delle quotazioni che fin quando rimarranno sotto gli 0,8 euro verrebbe catalogato come un semplice rimbalzo. Nel caso in cui però questi livelli dovessero essere lasciati alle spalle, si avrebbe un segnale di forza che aprirebbe la strada ad ulteriori allunghi verso gli 0,85 euro e successivamente 0,9 euro.

 

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