Banco BPM frena dopo rally ma correrà ancora: ecco fin dove

Banco BPM frena dopo rally ma correrà ancora: ecco fin dove

Banco BPM: dove andranno prezzi azioni?

Banco BPM storna nelle ultime due sedute dopo la corsa pazza di venerdì scorso, ma gli analisti sono soddisfatti dei conti e del piano industriale. Target e stime rivisti al rialzo.
La settimana, infatti, è partita all’insegna della cautela per l’istituto milanese, che ha tirato il fiato dopo la corsa della settimana passata. Il titolo prima del week-end ha messo a segno un rally del 5,03%, ma ieri e lunedì ha prestato il fianco alle prese di profitto. A fine giornata, in particolare, il titolo si è fermato a 2,7800 euro, con una flessione dell’1,97% e più di 16 milioni di azioni trattate, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 11,3 milioni.

 

Piano industriale: il giudizio degli analisti

Banco BPM resta sotto la lente del mercato dopo che sul finire della scorsa ottava il gruppo ha presentato i conti del terzo trimestre 2021 e il nuovo piano industriale. Gli analisti di Equita SIM, in una nota appena diffusa, hanno evidenziato che il nuovo business plan di Banco BPM poggia sul rafforzamento del business model nei settori dell’asset management e dell’assicurazione, facendo leva sull’attività delle fabbriche prodotto e prevedendo l’internalizzazione delle joint-venture assicurative. Secondo gli esperti, tra i principali temi emersi è da segnalare in primis che Banco BPM è fiduciosa di ottenere dal regulator l’utilizzo del Danish Compromise e di completare l’internalizzazione delle joint-venture assicurative a fine 2023. L’apporto in termini di dividendi dalle partecipate è previsto salire da 124 a 270 milioni di euro a fine piano, con un contributo della joint-venture pari a 125 milioni.

Un altro tema riguarda la crescita commissionale che si basa su una forte trasformazione della raccolta diretta in masse gestite e sul contributo delle tre fabbriche prodotto (Agos, Anima, JV assicurative), stimato crescere a un tasso medio annuo composto dell’8% nel periodo 2021-2024. Si tratta di obiettivi che gli analisti di Equita SIM ritengono ambiziosi, compensati da un outlook che giudicano prudente su margine di interesse e trading. Sempre Equita SIM stima un CET1 ratio al 13,7% per la fine del piano, che lascia spazio per un possibile incremento del payout ratio rispetto al 40% già previsto, mentre prevede che nel 2024 l’internalizzazione delle joint-venture assicurative possa includere maggiori dividendi per 55 milioni di euro. In definitiva la SIM alza il prezzo obiettivo di Banco BPM dell’8% a 3,5 euro, con una raccomandazione “buy” invariata.

Una conferma bullish arriva anche da Deutsche Bank che ieri ha reiterato il rating “buy”, con un target price incrementato da 3,2 a 3,4 euro. Per la banca tedesca la presentazione del business plan è stata efficace e conferma l’idea che i target al 2023 siano realistici.

A rivedere la valutazione del titolo è stato anche Kepler Cheuvreux, che da una parte ha confermato la raccomandazione “hold” e dall’altra ha alzato il fair value da 2,9 a 3,1 euro. Dopo il piano industriale, che si caratterizza per obiettivi ambiziosi al 2024, il broker ha rivisto le stime di eps di Banco BPM, alzandole del 2,3% per il 2021 e del 4,1% per il 2022. Cauto, invece, il giudizio di Mediobanca Securities, che ha ribadito il rating “neutral” con un prezzo obiettivo da 2,9 a 3,4 euro. Infine, a mettere mano al target price è stata anche JP Morgan che ha lasciato fermo il rating “neutral”, ma ha rivisto il fair value da 2,8 a 3,1 euro.

 

Banco BPM: fondamentale tenuta supporto a 2,692 euro

Fase di ritracciamento in corso dunque per le azioni. Il titolo Banco BPM sembra impostato al rialzo nel medio periodo, nonostante il ritracciamento in corso. L’impostazione grafica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 48.

Comunque, niente di preoccupante: un normale pullback dopo la corsa delle prime sedute di novembre. Ci sono tutte le premesse affinché il titolo possa riprendersi monitorando con attenzione l’importante supporto posto a quota 2,6920 euro. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 2,8270 con target nell’intorno dei 2,9120 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 2,7380 con obiettivo molto vicino al livello 2,6760.

 


L’andamento di breve termine del titolo Banco BPM

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