In un panorama finanziario incerto, dove le tensioni geopolitiche alimentano costantemente i timori inflattivi, la strategia di investimento deve farsi audace. Al Salone del Risparmio 2026, Luca Ramponi, vicedirettore generale di BCC Risparmio&Previdenza, ha lanciato un messaggio chiaro: per proteggere il patrimonio nel lungo periodo, l’azionario non è un rischio da evitare, ma una risorsa necessaria.
Inflazione e catena del valore: per BCC si combattono con l’investimento azionario
Secondo Ramponi, l’instabilità geopolitica sta agendo su più fronti: “Il quadro geopolitico sta innestando timori di inflazione”. Questa dinamica mette pressione sulla capacità degli investitori di rivalutare il patrimonio in termini reali. Sebbene la volatilità spinga molti verso la prudenza, Ramponi avverte che “solo con l’investimento obbligazionario si rischia di subire l’inflazione e non fronteggiarla”. Nella costruzione del portafoglio, BCC Risparmio&Previdenza guarda con particolare interesse all’Europa. Ramponi ha spiegato che, mentre il mercato americano è stato storicamente più “caro” in termini di rapporto prezzo/utili, l’Europa offre oggi valutazioni più attrattive. “Abbiamo già dall’inizio dell’anno aumentato il peso (sull’Europa n.d.r.), avendo così un investimento che nel medio-lungo termine dovrebbe chiudere il gap on il mercato azionario americano”. Anche il settore tecnologico Usa, tuttavia, sta mostrando segnali di accelerazione nei profitti che rendono i suoi multipli meno proibitivi rispetto al passato. Non manca un’analisi sul comparto obbligazionario, dove la preferenza va al governativo euro, considerato decisamente interessante nell’attuale asset allocation. Ramponi ha citato anche il corporate e una selezione di high yield, sempre in area euro, ritenendoli oggi “correttamente valutati” e capaci di fornire un contributo solido alla diversificazione, purché inseriti in una strategia che non prescinda da una “esposizione azionaria congrua”.









