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Bitcoin a 57.000 dollari, MicroStrategy incrementa gli acquisti

Bitcoin a 57.000 dollari, MicroStrategy incrementa gli acquisti

Bitcoin si è affacciato oltre la soglia dei 57.000 dollari con lo strappo messo a segno nelle ultime 24 ore, un livello che non vedeva dalla fine del 2021. A spingere la principale criptovaluta, la notizia che MicroStrategy ha acquistato questo mese altri 3.000 Bitcoin, per un esborso di 155,4 milioni di dollari. Ora il bottino della società di software aziendale americana sale a complessive 193.000 monete virtuali, per un valore totale di 9,88 miliardi di dollari. Gli ultimi acquisti sono stati eseguiti tra il 15 e il 25 febbraio, stando a un deposito normativo presso la Securities and Exchange Commission.

MicroStrategy è una delle società che ha sostenuto con più convinzione il Bitcoin da quando ha iniziato a investirvi nel 2020. L’obiettivo dichiarato dell’investimento era quello di coprirsi contro l’inflazione e avere un’alternativa alla detenzione di liquidità. Da allora il prezzo di Bitcoin è aumentato di circa il 460%, ma non sono mancati i momenti bui.

Il principale risale al 2022, quando la criptovaluta precipitò dal record storico di 68.990 dollari di novembre 2021 a un minimo di 15.500 dollari, affondata dal fallimento di importanti società crittografiche come FTX. A un certo punto si era parlato di grandi difficoltà finanziarie anche per MicroStrategy ma poi la ripresa delle quotazioni ha risollevato la società. Il fondatore e amministratore delegato di MicroStrategy, Michael Saylor, ha dichiarato la scorsa settimana che non esiste motivo per vendere Bitcoin in questo momento, in quanto la valuta digitale è tra i grandi vincitori del mercato.

Agli investimenti di MicroStrategy si sono uniti quelli della piattaforma di social media Reddit, prossima alla quotazione a Wall Street, che ha dichiarato di aver impiegato una piccola quota della sua liquidità in eccesso nell’acquisto di una serie di criptovalute tra cui proprio Bitcoin.

 

Bitcoin: altri due grandi catalizzatori del rally

A soffiare nelle vele del Bitcoin non sono solamente gli acquisti di MicroStrategy. Altri due catalizzatori stanno dando un contributo importante in questo periodo. Il primo sono gli afflussi che stanno arrivando a ritmo sostenuto negli ETF Bitcoin spot approvati dalla SEC l’11 gennaio. Superati i primi giorni di assestamento, ora gli investitori istituzionali stanno cominciando a puntare su questi ETF, favorendo un flusso di denaro che dall’11 gennaio si aggira intorno ai 6,1 miliardi di dollari. La gran parte degli ETF ha registrato un volume record finora, mentre dai dati Coinglass risulta che circa 162 milioni di dollari di posizioni di trading di criptovalute ribassiste sono state liquidate nei primi due giorni di questa settimana.

Il secondo fattore rialzista si riferisce all’imminente halving. L’appuntamento di aprile è molto atteso perché comporta il dimezzamento nell’estrazione di Bitcoin, come avviene ogni quattro anni. Ciò significa che l’offerta diminuisce rispetto alla domanda premendo al rialzo sui prezzi. Almeno questo è quanto avvenuto durante i mesi precedenti e successivi in occasione degli halving passati.

 

Cosa succederà ora?

È difficile immaginare cosa possa far invertire la rotta di Bitcoin. Lo slancio è talmente pronunciato che anche notizie negative sul fronte dei tassi di interesse, che mettono pressione alle attività a rischio, vengono velocemente assorbite dal mercato. “Lo slancio rialzista delle criptovalute si sta verificando nonostante un aumento dei tassi” ha scritto in una nota Sean Farrell, responsabile delle strategie digital-asset di Fundstrat Global Advisors.

Il sentiment positivo è più forte di tutto secondo Katie Stockton, fondatrice di Fairlead Strategies: “Non ci aspettiamo un grande pullback da Bitcoin, dato il  breakout e lo slancio positivo a medio termine”. Anche Justin d’Anethan, responsabile delle partnership in Asia presso Keyrock, un market maker di asset digitali, è stato perentorio nelle sue affermazioni: “La domanda scatenata dagli ETF spot statunitensi sembra essere implacabile”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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