Bitcoin manda ko le crypto treasury companies: Strategy perde 12,4 miliardi di dollari

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La volatilità su Bitcoin è tornata a essere estremamente elevata, dopo che per un lungo periodo la criptovaluta sembrava essersi allineata ad altri asset più stabili. Nell’ultima sessione di trading, i prezzi sono precipitati fino a 60.000 dollari, segnando il crollo più violento dal novembre 2022, quando Ftx, la società di Sam Bankman-Fried, finì gambe all’aria. Da quella soglia Bitcoin è rimbalzato, il che fa pensare a un forte livello di supporto, al di sotto del quale la discesa potrebbe però risultare ancora più violenta.

 

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Bitcoin: è finito il Trump trade?
Le crypto treasury companies alla deriva

 

Bitcoin: è finito il Trump trade?

L’Indice di volatilità implicita di Bitcoin Volmex, progettato per riflettere la volatilità prevista di Bitcoin a 30 giorni dal mercato e derivato dai prezzi delle opzioni crypto in tempo reale, è salito a oltre il 97% dal 57% di giovedì. “La volatilità del Bitcoin è raddoppiata rispetto alla scorsa settimana”, ha dichiarato Pratik Kala, responsabile della ricerca presso Apollo Crypto, un hedge fund di asset digitali. “Alcuni hanno capito che questo è un momento di ‘sangue per strada’ e stanno facendo offerte”.

Tuttavia, il sentiment sui mercati è fortemente provato, completamente all’opposto rispetto a quando Donald Trump è diventato presidente degli Stati Uniti promettendo di fare del Paese la capitale mondiale delle criptovalute. Da allora Bitcoin ha seguito un percorso dirompente, raggiungendo un massimo storico a 126.186 dollari a ottobre 2025. Negli ultimi quattro mesi, tuttavia, i prezzi si sono pressoché dimezzati. “Avere un’amministrazione pro-crypto non elimina magicamente la volatilità e qualsiasi investitore che si aspettasse il contrario sta imparando questa lezione a sue spese”, ha detto Nate Geraci, presidente di NovaDius Wealth Management. “Come molte altre classi di asset, le criptovalute sono soggette a inevitabili periodi di forte calo, qualcosa che né la Casa Bianca né i regolatori possono impedire”.

La rapidità del crollo ha colto molti di sorpresa, anche investitori di lungo corso come Roger Ver, veterano del mondo crypto. “Non mi aspettavo un mercato orso così presto, a essere onesto”, ha detto. “Questo ciclo è diverso, spero sia perché il mercato sta maturando”. Tuttavia, ha aggiunto che chi ha acquistato a 120.000 dollari in questo momento è molto arrabbiato, ma può prendersela solo con sé stesso, non con Trump o altri politici.

 

Le crypto treasury companies alla deriva

Tra coloro che stanno risentendo maggiormente della caduta di Bitcoin figurano le crypto treasury companies, ovvero le società che hanno accumulato grandi quantità di criptovalute in bilancio. Di seguito, una schematizzazione delle dieci aziende che detengono il maggior numero di bitcoin in portafoglio, ricavata dai dati forniti dal sito BitcoinTreasuries.Net.

 

RankSocietàNazioneTickerBitcoin detenuti
1StrategyUSAMSTR713.502
2MARA Holdings, Inc.USAMARA53.250
3Twenty One CapitalUSAXXI43.514
4Metaplanet Inc.USAMPJPY35.102
5Bitcoin Standard Treasury CompanyUSACEPO30.021
6BullishUSABLSH24.300
7Riot Platforms, Inc.USARIOT18.005
8Coinbase Global, Inc.USACOIN14.548
9Hut 8 Mining CorpUSAHUT13.696
10CleanSpark, Inc.USACLSK13.513

 

Come si può vedere, Strategy comanda di gran lunga la classifica con 713.502 monete in portafoglio. Il crollo di Bitcoin è stato particolarmente deleterio per l’azienda guidata da Michael Saylor, che ieri ha annunciato una perdita netta di 12,4 miliardi di dollari nel quarto trimestre 2025, dovuta proprio alla riduzione di valore delle sue posizioni in criptovalute. Il passivo si è aggravato ulteriormente nell’ultima settimana, con il prezzo di Bitcoin scivolato al di sotto del costo cumulativo dell’azienda per la prima volta dal 2023.

La società di software ha messo in secondo piano il proprio core business nel 2020, trasformandosi di fatto in un accumulatore e gestore di bitcoin. Per finanziare gli acquisti, ha fatto ricorso anche all’emissione di nuove azioni. La strategia ha funzionato finché la criptovaluta ha continuato a crescere di valore; con l’ultima inversione di tendenza, tuttavia, rischia di andare in pezzi. Saylor ha dichiarato che l’azienda non è soggetta a chiamate di margine e dispone di 2,25 miliardi di dollari in contanti, sufficienti a coprire interessi e distribuzioni per oltre due anni. Ciò non toglie che la pressione stia aumentando. Strategy ha ribadito giovedì di non aspettarsi di generare utili e profitti nell’anno in corso né nel prossimo futuro. Dal massimo storico toccato a novembre 2024, il titolo è sceso di quasi l’80%.

In settimana è arrivato anche il monito di Michael Burry, il grande investitore che aveva previsto la crisi dei mutui subprime del 2008. “Il calo di Bitcoin potrebbe innescare una spirale di disapprovazione tra azionisti e investitori, mettendo sotto pressione le aziende esposte alla criptovaluta e lasciando la società guidata da Saylor esposta a perdite per miliardi di dollari”, ha detto.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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