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Bitcoin: ecco come gli investitori USA possono sfruttare le perdite fiscali

Bitcoin: ecco come gli investitori USA possono sfruttare le perdite fiscali

Gli investitori di Bitcoin si stanno leccando le ferite mentre l’anno si avvia alla conclusione. Coloro che avevano acquistato la criptovaluta quando viaggiava a ridosso dei 70.000 dollari, pensando che il mercato fosse inserito in un rialzo secolare, oggi si ritrovano con un terzo di quel valore. È chiaro che lo sconforto e la depressione prendano il sopravvento in molte di quelle persone, che ora devono aspettare il prossimo rally, se e quando ci sarà. Negli ultimi tempi Bitcoin ha per giunta perso gran parte della volatilità che aveva in passato, tant’è che da un paio di mesi si muove in un intervallo di prezzi molto ristretto e qualsiasi tentativo di incursione in una direzione o nell’altra viene immediatamente respinto.

Le interpretazioni di questo comportamento sono diverse. C’è chi sostiene che in realtà si tratti di una fase di accumulazione che anticipa un’inversione del trend ribassista, come dimostrerebbe la riduzione degli scambi e la conservazione di Bitcoin nei wallet senza alcuna intenzione di vendere. C’è chi invece ritiene che la valuta digitale si stia preparando per un’altra ondata ribassista che stavolta la proietterebbe almeno verso i 10.000 dollari. “L’inverno crittografico andrà a peggiorare”, ha affermato Kathleen Breitman co-fondatrice della piattaforma blockchain Tezos.

 

Bitcoin: ecco un vantaggio fiscale

Una buona notizia per quegli investitori di Bitcoin residenti negli Stati Uniti che sono rimasti scottati dal tracollo dei prezzi riguarda l’aspetto fiscale. Con l’anno che giunge all’epilogo le enormi perdite sostenute possono essere utilizzate in maniera intelligente. Come? Vendendo la criptovaluta e riacquistandola immediatamente. In tal modo è possibile portare le perdite in deduzione dalle plusvalenze ottenute da altri asset fino a 3.000 dollari l’anno, abbassando così l’imponibile su cui applicare l’aliquota fiscale. E, qualora quest’anno non si registrino plusvalenze, le minus da Bitcoin si possono spostare avanti nel tempo.

Non è un vantaggio da poco in quanto tale operazione non può essere fatta con gli altri strumenti finanziari come le azioni, ad esempio, per la regola del “wash-sale” in vigore negli Stati Uniti. È concesso di vendere e riacquistare azioni per sfruttare le perdite fiscali ma devono trascorrere 30 giorni tra un’operazione e l’altra. Con Bitcoin tale regola non vale perché i token digitali vengono considerati alla stregua dei beni immateriali. Tuttavia, l’utilizzo di tale strategia in maniera aggressiva può accendere una spia presso l’Internal Revenue Code (IRS), l’Autorità fiscale americana. Secondo le regole dell’IRS, infatti, le transazioni per essere valide devono avere sostanza economica oltre che generare benefici fiscali.

Ad ogni modo, la normativa è confusa e questo potrebbe essere l’ultimo anno in cui gli investitori statunitensi possono utilizzare le perdite fiscali da Bitcoin per compensare le plusvalenze di portafoglio. Infatti, nel Build Back Better Act, non ancora diventato legge, potrebbe essere stata chiusa questa scappatoia per gli operatori in criptovalute.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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