Bitcoin: ecco perché Warren Buffett non lo comprerà mai

Bitcoin: ecco perché Warren Buffett non lo comprerà mai

Bitcoin: ecco perché Warren Buffett non lo comprerà mai

Warren Buffett non ama Bitcoin. Lo ha confermato ancora una volta durante la riunione annuale che si è tenuta con gli azionisti di Berkshire Hathaway, dove il 91enne miliardario ha risposto alle domande del pubblico. A suo avviso, la criptovaluta non è un bene produttivo e non comporta nulla di tangibile, ma è solo una magia a cui le persone hanno attaccato molte cose.

Secondo l’oracolo di Omaha, tutti quanti stanno tenendo Bitcoin nella speranza di vedere un aumento dei prezzi nel lungo periodo, ma alla fine questo asset cosa produce? Buffett fa un paragone con beni reali, come condomini e fattorie. Questi se acquistati producono affitti e cibo, ma se si compra Bitcoin bisognerebbe rivenderlo perché non genera nulla. Quindi il grande guru della finanza ribadisce che non comprerebbe la valuta digitale nemmeno se gli venissero offerti tutti i token del mondo a 25 dollari.

 

Bitcoin: per Buffett non può sostituire la moneta legale

Negli anni Bitcoin ha acquisito comunque sempre maggiore valenza sia come investimento che come strumento di pagamento. Nel primo caso sono stati sempre più gli investitori istituzionali che l’hanno inserito nelle scelte di portafoglio e adesso si sono fatti avanti anche alcuni fondi come Fidelity, che ha in programma di proporre Bitcoin nei piani pensionistici 401 (k). Nel secondo caso molte realtà commerciali l’hanno accettato come mezzo per regolare gli scambi e uno Stato sovrano come El Salvador l’ha battezzato moneta legale nel Paese.

Buffett però rimane molto perplesso e sostiene che un asset per avere volare deve consegnare qualcosa a qualcuno. Ognuno potrebbe inventare una moneta, anche la Berkshire, ma non c’è alcun motivo al mondo perché il Governo degli Stati Uniti lascerà che i soldi di un’azienda privata sostituiscano quelli ufficiali.

La posizione di Buffett nei confronti di Bitcoin del resto non è nuova. In passato il re del value investing è più volte entrato a gamba tesa sulla principale criptovaluta, definendola veleno per topi al quadrato. A rincarare la dose sono stati anche i commenti del socio in affari Charlie Munger, da sempre estremamente ostile a Bitcoin. Il 98 enne di Omaha ha riferito che questa moneta virtuale è stupida, malvagia e fa sentire sciocchi. È stupida perché è ancora probabile che andrà a finire a zero. È malvagia in quanto mina il sistema monetario della Federal Reserve. E fa sentire sciocchi rispetto alla Cina, che è stata abbastanza intelligente da bandirlo completamente nel territorio.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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