Bitcoin si avvia verso il mese peggiore dal 2022, nonostante il recupero nel fine settimana. La principale criptovaluta è ora scambiata intorno a 86.000 dollari, ma recentemente è arrivata a poca distanza dagli 80.000 dollari. Per trovare un sentiment così negativo tra gli investitori bisogna tornare indietro di tre anni, al crollo dell’exchange FTX di Sam Bankman-Fried, che aveva seminato il panico nel settore crittografico. In questo articolo:
- Bitcoin: cosa sta spingendo al ribasso la criptovaluta
- Risalite a breve o altre vendite?
Bitcoin: cosa sta spingendo al ribasso la criptovaluta
Dal picco storico di 126.186 dollari del 6 ottobre, Bitcoin ha perso quasi un terzo del suo valore, con gli investitori che hanno prelevato miliardi di dollari dagli Etf spot sulla criptovaluta. Secondo gli osservatori di mercato, le cause di questa pressione al ribasso sono molteplici.
Il quadro mutato sulle aspettative di un taglio dei tassi di interesse della Federal Reserve nella riunione di dicembre è stato uno dei fattori principali. Gli ultimi dati sull’occupazione americana, pubblicati in ritardo a causa dello shutdown, hanno delineato un mercato del lavoro meno debole del previsto, alimentando l’idea che la Banca centrale statunitense possa rinviare il taglio del costo del denaro rispetto alla scadenza di dicembre. L’ipotesi è stata rafforzata dalle dichiarazioni di alcuni alti funzionari Fed che lasciano presagire una politica monetaria meno accomodante.
Nonostante alcuni considerino Bitcoin un bene rifugio, gli andamenti del mercato mostrano come la criptovaluta sia più a suo agio in contesti di calma finanziaria, spesso legata a tassi più bassi che stimolano la propensione al rischio degli investitori. Negli ultimi giorni, John Williams, influente membro della Fed, ha dichiarato che i tassi potrebbero scendere nel breve termine. I future sui Fed Funds indicano ora circa il 60% di probabilità di un taglio di 25 punti base a dicembre. “Ci aspettiamo un ulteriore taglio della Fed a dicembre, seguito da altre due mosse a marzo e giugno 2026, che porteranno i tassi al 3‑3,25%,” ha affermato Jan Hatzius, capo economista di Goldman Sachs. Il mercato crypto, tuttavia, resta in difficoltà. Secondo alcuni osservatori, mancano al momento catalizzatori significativi in grado di sostenere le quotazioni del Bitcoin.
Risalite a breve o altre vendite?
La domanda ora è se la caduta dei prezzi di Bitcoin invoglierà gli investitori a comprare a prezzi più bassi, incrementando le posizioni esistenti, o se li indurrà ad attendere ulteriori segnali di una possibile ripresa. Secondo Caroline Mauron, cofondatrice di Orbit Markets, “i movimenti sono piuttosto piccoli e rientrano nelle normali variazioni. È probabile che Bitcoin si scambi nell’intervallo tra 80.000 e 90.000 dollari durante la settimana, mentre il mercato cerca indizi sulla prossima decisione dei tassi della Federal Reserve”.
Rachael Lucas, analista di BTC Markets, ritiene che i trader stiano monitorando il livello di supporto a 85.200 dollari, dopo il crollo della scorsa settimana. “I fattori tecnici e macro stanno dominando sui fondamentali in questo momento, ma la storia mostra che queste ondate di liquidazione spesso precedono rimbalzi, se non si verificano nuovi shock”, ha aggiunto.
Meno ottimisti sono gli analisti di Glassnode, che segnalano come le perdite realizzate dai detentori a breve termine — cioè chi possiede Bitcoin da meno di 155 giorni — siano aumentate. Oggi ammontano a 630 milioni di dollari al giorno, il livello più alto da giugno 2022. “Questa elevata realizzazione delle perdite mette in evidenza una struttura superiore più pesante, costruita tra 106.000 e 118.000 dollari, molto più densa rispetto ai cicli precedenti,” si legge in una nota di ricerca. “O emerge una domanda più forte per assorbire i venditori in difficoltà, oppure il mercato richiederà una fase di accumulo più lunga e profonda prima di ritrovare l’equilibrio”.









