Bitcoin vola in questo inizio settimana, raggiungendo un nuovo record a 123.200 dollari. La principale valuta digitale ha accelerato negli ultimi giorni sulla scia dell’afflusso di capitali negli ETF statunitensi sulle criptovalute e della chiusura di posizioni ribassiste da parte dei trader shortisti. Secondo i dati pubblicati da Coinglass, la scorsa settimana sono stati investiti 2,7 miliardi di dollari nei fondi che investono nella criptovaluta spot, portando il totale in gestione dei 12 ETF a circa 151 miliardi di dollari. Si tratta del quinto più grande afflusso netto settimanale da quando i veicoli finanziari hanno debuttato a gennaio 2024. Nel contempo, l’open interest – ossia il numero di contratti ancora aperti – ha raggiunto il livello record di 86,3 miliardi di dollari. Quanto alla liquidazione delle posizioni short, Coinglass riporta che alla fine della scorsa settimana oltre 1 miliardo di dollari è stato spazzato via con la chiusura forzata causata dall’impennata di Bitcoin. In questo articolo:
- Bitcoin: ecco le ragioni del rally
- Cosa aspettarsi ora?
Bitcoin: ecco le ragioni del rally
L’entusiasmo degli investitori verso Bitcoin si può spiegare con l’aspettativa che questa settimana la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti discuta e possibilmente voti una legislazione chiave sulle criptovalute che comprende il Clarity Act, l’Anti-Cbdc Surveillance State Act e il pacchetto di stablecoin Genius approvato dal Senato. Tutto ciò dovrebbe fare chiarezza sul quadro regolamentare del settore crittografico e si inserisce in un contesto in cui l’amministrazione Trump porta avanti la sua agenda volta a favorire un approccio amichevole verso gli asset digitali.
Da quando è stato eletto presidente degli Stati Uniti, Donald Trump si è posto come obiettivo quello di fare degli Usa il centro di riferimento mondiale delle criptovalute. Ciò è bastato per innescare un rally prodigioso del Bitcoin. Tuttavia, a un certo punto gli investitori hanno temuto che la politica commerciale sui dazi distraesse il governo americano dai suoi impegni crittografici. Ora si attendono un cambio di marcia, il che potrebbe dare un nuovo slancio ai mercati.
Secondo alcuni osservatori finanziari, gli ultimi acquisti di Bitcoin sono anche una conseguenza delle nuove tensioni sul fronte delle tariffe. Nella lettera che il capo della Casa Bianca ha inviato a Bruxelles nel fine settimana, sono state indicati prelievi del 30% a partire dal 1° agosto, una cifra ben più elevata rispetto al 10% atteso. In ragione di questo, gli investitori avrebbero comprato i Bitcoin nella veste di bene rifugio.
Da molto tempo è in corso un dibattito se la madre di tutte le criptovalute possa assumere la funzione di porto sicuro come l’oro nei momenti di tensione a livello economico e geopolitico. I più accaniti sostenitori della criptovaluta ritengono che i tempi siano maturi, considerando il fatto che Bitcoin è ormai accettato a livello istituzionale. I detrattori invece ritengono che la moneta virtuale sia ancora troppo volatile per assumere il ruolo di riserva. Tuttavia, sono sempre di più le società che hanno inserito Bitcoin tra le proprie riserve finanziarie. Anzi, alcune hanno proprio modificato il focus della propria attività, concentrandosi sulla gestione di Bitcoin. I cambiamenti avvenuti negli ultimi anni segnalano “una prospettiva matura sulla criptovaluta, non solo come asset speculativo, ma anche come copertura macro e riserva di valore strutturalmente scarsa”, ha affermato George Mandres, senior trader di Xbto Trading.
Cosa aspettarsi ora?
Dopo l’ennesimo record di Bitcoin, i trader guardano ai prossimi obiettivi. A giudizio di Rachael Lucas, analista crypto di Btc Markets, una volta “superati i 120.000 dollari, il vero test è a 125.000 dollari“. A suo avviso, “il trend rialzista è trainato dalla forte domanda da parte degli ETF”; quindi, “il supporto a 112.000 dollari e qualsiasi calo sembrano un’opportunità di acquisto, non un’inversione del trend”.
Della stessa opinione è Jeff Mei, chief operating officer dell’exchange di criptovalute Btse. “Crediamo che l’impennata di Bitcoin sia guidata da acquirenti istituzionali a lungo termine e questo lo spingerà a 125.000 dollari nel prossimo mese o due”. L’esperto ritiene che “le controversie commerciali di Trump con Ue, Messico e altri partner potrebbero causare cali nella prossima settimana, ma è probabile che gli acquirenti istituzionali di Bitcoin stiano scontando questo rischio e mantenendo le loro posizioni ancora nel lungo periodo”.
C’è però chi non è convinto che Bitcoin continuerà a crescere nei prossimi mesi e considera l’ultima impennata casuale. “A mio avviso non si tratta di un rally macro-guidato, ma piuttosto di un evento isolato”, ha affermato Nicolai Sondergaard, analista di ricerca della piattaforma di investimento crypto Nansen. Tuttavia, Sondergaard ritiene che “i recenti sviluppi della politica statunitense, come l’espansione fiscale e le aspettative di un ulteriore allentamento monetario”, abbiano creato un “contesto innegabilmente favorevole per Bitcoin”.









