Bitcoin: ritiri record dagli exchange per gli investitori

Bitcoin: ritiri record dagli exchange per gli investitori

Bitcoin: ritiri record dagli exchange per gli investitori

Il fine settimana non ha riservato grossi movimenti per le criptovalute, sebbene Bitcoin sia tornato appena sotto 17.000 dollari. La situazione per la principale valuta digitale resta in bilico, con le pressioni che non si sono arrestate dopo il fallimento dell’exchange FTX di Sam Bankman-Fried. Lo confermano i dati sui flussi negli ultimi mesi forniti da CryptoCompare, che mostrano come a novembre gli investitori abbiano ritirato dai loro wallet 91,263 monete per un valore di quasi 1,5 miliardi di dollari, tenuto conto di un prezzo medio nel mese di 16.400 dollari.

Anche a ottobre i prelievi sono stati alti, arrivando a 75.294 bitcoin, con i trader che sono fuggiti dalle cripto dopo i fallimenti dei prestatori Celsius e Voyager Digital, nonché dell’hedge fund crittografico Three Arrows Capital. Nei primi giorni di dicembre, invece, si sono registrati deflussi per 4,545 bitcoin, mentre nello stesso periodo dello scorso anno vi furono afflussi per 3.846.

 

Bitcoin: cosa significano questi deflussi

Non si sa con esattezza se questi deflussi siano confluiti in altri portafogli oppure se si tratta semplicemente di un cambio direzionale negli investimenti, fatto sta che il segnale non è positivo per Bitcoin. Molti sperano che la situazione di mercato delle criptovalute nel 2023 si rassereni, dopo il terremoto di quest’anno con l’implosione della stablecoin TerraUSD e la sfilza di fallimenti illustri. È probabile che, a seguito di quanto accaduto, i principali Paesi a livello mondiale decidano finalmente per una regolamentazione del settore e quindi certi estremismi difficilmente verrebbero riproposti.

Allo stesso tempo, si reputa difficile vedere un rally straripante come quello iniziato durante la pandemia che ha portato Bitcoin al record storico di 68.990 dollari. Da allora la moneta virtuale ha perso oltre tre quarti del suo valore e, a meno di clamorosi colpi di scena, una ripresa in tempi brevi sembra obiettivamente improba anche per i più fedeli sostenitori. Secondo Eric Robertsen, responsabile della ricerca presso Standard Chartered, il sell-off continuerà nel 2023. “Sempre più aziende e scambi di criptovalute si trovano con liquidità insufficiente, portando a ulteriori fallimenti e a un crollo della fiducia degli investitori nelle risorse digitali”, ha affermato.

In realtà, ancora il danno derivante dal default di FTX non è stato quantificato in prospettiva. Nelle ultime settimane ha alzato bandiera bianca anche il prestatore BlockFi, che proprio FTX aveva salvato alcuni mesi fa con un finanziamento di 275 milioni di dollari. Mentre altri ugualmente esposti all’exchange con sede alle Bahamas, come Genesis e Gemini, sono fortemente a rischio di ricorrere al Chapter 11. Il punto fondamentale è che, anche se la situazione dovesse stabilizzarsi, il colpo subito dagli investitori, che hanno visto sciogliersi il loro capitale con il crash crittografico, ha minato la fiducia nel settore. E probabilmente occorrerà del tempo per recuperarla.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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