Bitcoin sotto quota 90.000 dollari, cosa sta succedendo?

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Le quotazioni di Bitcoin sono finite sotto la soglia di 90.000 dollari nelle ultime ore, per la prima volta da metà novembre 2024. La criptovaluta ha perso circa il 20% dal record di 109.220 dollari del 20 gennaio 2025. Da quando, cioè, Donald Trump ha fatto ufficialmente il suo ingresso alla Casa Bianca. Si è invertito il rally poderoso partito a novembre, costruito sulla fiducia che il presidente degli Stati Uniti avrebbe creato una riserva strategica di Bitcoin e fatto degli USA l’hub mondiale delle criptovalute.

Cos’è successo ndi così importante da scuotere l’ottimismo degli investitori? Secondo gli osservatori di mercato, hanno contribuito diversi fattori. Uno è stata la posizione “belligerante” di Trump nei confronti dei suoi alleati, in relazione sia ai dazi commerciali che all’intricata questione della guerra in Ucraina. Ciò ha determinato un clima di incertezza economica e geopolitica che ha allontanato gli investitori dalle attività a maggiore rischio. Un altro fattore importante sono le rinnovate preoccupazioni sull’inflazione, che l’ultima lettura negli Stati Uniti ha rilevato in rialzo al 3%. “Il calo dei prezzi di Bitcoin è probabilmente correlato alla più ampia incertezza macro che ha colpito la maggior parte dei mercati finanziari negli ultimi due giorni ed è legata alle  tariffe annunciate dal presidente Trump”, ha affermato Adrian Przelozny, amministratore delegato dell’exchange di criptovalute Independent Reserve. Steven Lubka, responsabile dei clienti privati e dei family office di Swan Bitcoin, vede un certo legame con i cali che hanno subito le azioni nell’ultima settimana a causa di una “maggiore incertezza sotto la nuova amministrazione USA”. La pressione “si è riversata sui mercati delle criptovalute”, ha affermato l’esperto.

Inoltre, gli investitori hanno davvero mal digerito la notizia del più grande hackeraggio di sempre sulle criptovalute che ha colpito l’exchange Bybit. Gli hacker avrebbero rubato circa 1,5 miliardi di dollari di Ether la scorsa settimana, adottando delle tecniche molto sofisticate e hanno immediatamente azionato la rete di riciclaggio. Ciò ha fatto riemergere i dubbi sul livello di sicurezza delle piattaforme di asset digitali. “L’hack di Bybit è stato l’ultimo di una serie di eventi, come i discutibili lanci di memecoin, che hanno riportato alla mente ricordi infelici per i partecipanti al mercato delle criptovalute”, ha dichiarato Caroline Mauron, cofondatrice di Orbit Markets, un fornitore di liquidità per i derivati crypto.

Come conseguenza di tutto ciò, gli ETF spot su Bitcoin hanno visto un’accelerazione dei deflussi negli ultimi giorni. Secondo i dati riportati da Bloomberg, l’iShares Bitcoin Trust ETF ha registrato prelievi per 158 milioni di dollari lunedì, mentre Fidelity Wise Origin Bitcoin Fund ha rilevato ritiri per quasi 250 milioni di dollari lo stesso giorno. Contando i deflussi complessivi dai fondi quotati negli Stati Uniti da inizio febbraio, sono usciti quasi 1.000 miliardi di dollari.

 

Bitcoin: dove finiranno i prezzi?

Le ultime vendite copiose di Bitcoin sono un campanello di allarme oppure un’opportunità per comprare a prezzi più bassi? Secondo Joel Kruger, strategist di mercato presso LMAX Group, “da novembre a gennaio, il mercato è stato molto entusiasta nel valutare un’amministrazione statunitense favorevole alle criptovalute. Ora si tratta di aspettare il prossimo catalizzatore e, nell’attesa, si consolidano le posizioni di vendita”.

Fino a quanto potrà scendere ancora il prezzo? I 90.000 dollari sono la base dell’intervallo ristretto in cui si muove Bitcoin da fine novembre. La violazione di questo supporto, potrebbe far precipitare le quotazioni verso quota 80.000 dollari. “C’è ancora spazio per tornare verso l’area compresa tra 70.000 e 75.000 dollari senza compromettere le prospettive”, ha detto Kruger. “Sospettiamo che ci sarà domanda mentre ci si dirige verso quei livelli”.

Lubka di Swan Bitcoin ritiene che “la mancanza di un catalizzatore visibile a breve termine e la pressione delle azioni creano un ambiente per le prese di profitto e la pressione degli short”. Tuttavia, “Bitcoin riprenderà il suo movimento al rialzo a lungo termine entro metà marzo”, ha aggiunto.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari