BlockFi: in arrivo multa da 100 milioni per tassi prestiti criptovalute
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BlockFi: in arrivo multa da 100 milioni per tassi prestiti criptovalute

BlockFi: in arrivo una multa da 100 milioni di dollari per il prestito di criptovalute

BlockFi pagherà 100 milioni di dollari di multa per aver fornito prodotti nella sua piattaforma che pagano alti tassi d’interesse sul prestito di criptovalute. In questo modo risolverà le accuse lanciate da parte della Securities and Exchange Commission e della Autorità di regolamentazione dello Stato americano secondo cui la compagnia ha offerto asset simili a titoli che dovrebbero essere registrati presso la Commissione di Borsa statunitense. La sanzione dovrebbe essere annunciata la prossima settimana e, se venisse confermata, sarebbe la più dura tra quelle imposte finora alle aziende crittografiche.

L’importo sarà suddiviso equamente tra la SEC e vari Stati federali, secondo alcune indiscrezioni. Inoltre BlockFi non dovrebbe più essere in grado di aprire nuovi conti fruttiferi per la maggior parte degli utenti americani. Il portavoce della società, Madelyn McHugh, si è limitato a dire che l’azienda ha avuto un dialogo molto produttivo con i Regolatori e che i clienti non devono temere sulle proprie risorse nella piattaforma, continuando a guadagnare interessi nelle criptovalute come hanno sempre fatto.

 

Aziende crittografiche: il controllo delle Autorità USA diventa sempre più stretto

Negli ultimi tempi le Autorithy hanno infittito il controllo sulle società che offrono credito agli investitori in valute digitali con ritorni che superano di molto i rendimenti ottenuti sui conti di risparmio tradizionali. Al riguardo il Presidente della SEC, Gary Gensler, ha acceso un monito su molte aziende di credito crittografico in rapida crescita, mettendo in luce il fatto che molte di loro stanno operando nel campo dei servizi finanziari senza rispettare le regole sulla tutela degli investitori che banche, broker e altre società finanziarie sono tenute a seguire. Già lo scorso anno i Regolatori di diversi Stati tra cui il New Jersey e il Texas hanno messo in campo azioni esecutive contro alcune società tra cui BlockFi per aver venduto titoli non registrati con rischi che non sono stati messi a conoscenza del pubblico.

Ad essere coinvolte in questo giro di vite sono state anche altre grosse entità come Celsius, Gemini, Voyager e persino Coinbase. Quest’ultima in particolare è stata avvertita separatamente dalla SEC che le avrebbe fatto causa se avesse portato avanti un progetto di fornire un prodotto di prestito, poi abortito a settembre dello scorso anno. Tuttavia, tutti i vari istituti interessati si sono messi sulla difensiva, affermando di garantire la piena collaborazione con l’Autorità di Borsa nel rispetto assoluto delle regole.

BlockFi comunque continua a sostenere di essere in condizione di pagare rendimenti ai clienti che a volte superano il 10%, perché gli investitori istituzionali sono disposti a pagare di più per prendere a prestito i depositi crittografici. Alla fine dell’intermediazione il margine è positivo per l’azienda. Il problema è che, a differenza dei conti bancari, quelli in cripto non hanno alcuna assicurazione a livello federale, quindi una situazione di estrema volatilità nelle quotazioni dei token digitali potrebbe destabilizzare letteralmente tutto il sistema dei pagamenti. E quindi se l’azienda fallisce, i clienti hanno perso tutti i loro soldi.

 

BlockFi: chi è e che cosa fa

BlockFi è una società privata con oltre 500 mila account al dettaglio ed è stata valutata più di 4 miliardi di dollari. L’azienda è sostenuta da alcuni giant investor di Wall Street, tra cui Bain Capital e Tiger Global Management. Il gruppo offre vari servizi finanziari agli investitori di criptovalute, tra cui conti di trading e prestiti. Tra le ultime iniziative di BlockFi vanno ricordate l’apertura di una filiale per i clienti stranieri nelle Bermuda, l’introduzione di un portafoglio crittografico free interest e un nuovo prodotto con interessi per account crittografici che superano i 3 milioni di dollari.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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