Brookfield Asset Management: pronto spin-off da 75 miliardi
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Brookfield Asset Management: pronto spin-off da 75 miliardi

Brookfield Asset Management: pronto uno spin-off da 75 miliardi di dollari

Brookfield Asset Management sta pensando di scorporare la sua attività di gestione patrimoniale. Una delle più grandi società d’investimento del mondo vorrebbe semplificare la sua struttura con uno spin-off che Robert Lee, analista presso la banca di investimento Keefe, Bruyette & Woods, ha valutato più 75 miliardi di dollari.

La divisione ha in gestione circa 364 miliardi di dollari distribuiti tra investimenti alternativi come immobili, energie rinnovabili, infrastrutture, credito e provate equity. Il piano è stato reso noto agli azionisti nel contesto dei risultati trimestrali pubblicati giovedì mattina, che hanno rilevato un utile netto di 1,1 miliardi di dollari, in aumento del 74% rispetto all’anno precedente, con un dividendo trimestrale di 14 centesimi, in crescita dell’8%.

Ovviamente l’idea deve essere sottoposta all’Assemblea degli azionisti per la votazione e l’eventuale approvazione, ma l’Amministratore Delegato, Times Bruce Flatt, ha dichiarato che c’è una quantità enorme di valore per gli azionisti da smobilizzare, dal momento che i mercati finanziari si sono evoluti. Il CEO ha aggiunto che per 25 anni l’azienda ha trattenuto il capitale e lo ha reinvestito nell’azienda. Oggi, a suo avviso, quel capitale non è così importante nel guidare l’attività come lo era prima.

 

Brookfield Asset Management: ecco come è costituito il suo impero economico

La separazione dalla sua attività di gestione patrimoniale sarebbe per Brookfield un segno molto importante nell’ambito della sua strategia aziendale. In aggiunta a questa attività, il conglomerato ha un portafoglio di immobili che comprende 2 dei più grandi complessi di uffici a New York City e oltre 100 centri commerciali in tutto il territorio statunitense. Lo scorso luglio ha reso privato tutto il ramo immobiliare, in modo da garantirsi un maggiore controllo delle attività.

Oltre gli asset immobiliari, la società canadese con sede a Toronto detiene partecipazioni pubbliche in infrastrutture, energie rinnovabili e investimenti industriali per più di 30 miliardi di dollari. Alcuni di tali investimenti sono stati realizzati internamente e poi separati in questi ultimi 10 anni.

La gestione patrimoniale è stata molto proficua finora, generando per il 2021 guadagni legati alle commissioni per 1,9 miliardi di dollari e 6,3 miliardi di utili distribuibili. Al punto che non sono in pochi a domandarsi se effettivamente tale gestione non sia in qualche modo messa poco in rilievo da un impero economico costituito da tutte le altre attività. Una separazione quindi sarebbe la consacrazione che gli azionisti preferirebbero i flussi derivanti dalle commissioni asset-light piuttosto che quelli generati da strutture come quelle immobiliari di valutazione più difficile.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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