Bufera Bio-On: presidente in manette, sotto sequestro 150 milioni di euro
Cerca
Close this search box.

BUFERA BIO-ON: PRESIDENTE IN MANETTE, SEQUESTRATI 150 MLN

bio-on

Il titolo non è stato ammesso al trading fino a nuova comunicazione: -50% in pre apertura

 

“Siamo intervenuti per interrompere questa artificiosa rappresentazione che la società faceva all’esterno di se stessa, con l’obiettivo di garantire una tranquillità del mercato ed evitare l’esplosione di una bolla economica dagli effetti potenzialmente devastanti”. E’ solo uno dei passaggi della conferenza stampa in cui il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato ha spiegato i motivi che hanno condotto all’apertura dell’indagine su Bio-on Spa, società produttrice di bioplastiche innovative, che ha perso valore in Borsa nell’ultimo anno e le cui azioni non sono state ammesse al trading questa mattina, fino a prossima comunicazione.

Beni sequestrati per 150 milioni di euro

Il presidente e fondatore Marco Astorri è agli arresti domiciliari. Per Guy Cicognani, socio e vice presidente del cda, e per Gianfranco Capodaglio, presidente del Collegio sindacale, sono scattati interdittiva e divieto di esercitare ruoli direttivi di persone giuridica, accusati di falso in bilancio e di manipolazione del mercato, con beni sequestrati in tre regioni per un totale di 150 milioni di euro. Questo è l’effetto dell’inchiesta ‘Plastic Bubbles’, attuata a seguito di un report di 25 pagine da parte del fondo americano Quintessential, guidato da Gabriele Greco, che metteva in dubbio la veridicità dei dati contabili della quotata Bio-on, oltre al modello produttivo e alla fondatezza della tecnologia alla base. In tutto, gli indagati sono nove.

In pre apertura il titolo segnava -50%.

In preapertura, il titolo segnava -50% teorico. La società bolognese ha fatto il suo ingresso in Borsa il 24 ottobre 2014, debuttando sull’Aim, mercato dedicato alle Pmi di cui è presto diventata la stella, superando il miliardo di capitalizzazione. Stando ai dati relativi a martedì 22 ottobre, il valore era sceso a 166 milioni. Oggi il titolo vale praticamente zero, sotto la bufera che ha colpito la società nel luglio scorso fino ad oggi, con la notizia delle misure cautelari per i manager.

“Sotto accusa non è il prodotto ma la gestione”

Il procuratore capo di Bologna ha parlato di un’inchiesta molto complessa: “Dalla denuncia di Quintessential sono partite le indagini e abbiamo trovato una corrispondenza con quanto comunicato dal fondo -ha aggiunto Amato, che non è entrato nel merito del giudizio del prodotto di Bio-on, e cioè il polimero da cui deriva la plastica biodegradabile, ma il tipo di gestione. “I manager di Bio-on sostenevano che lo stabilimento era in grado di produrre mille tonnellate l’anno di polimero. Dopo le nostre indagini è emersa una difformità sostanziale: la produzione era di 19 tonnellate da inizio 2019. Inoltre la società ha rappresentato nel bilancio aziende come controllate, in realtà integralmente riconducibili a Bio-on, con cui instaurava rapporti economici. E alla luce di questo, i ricavi non corrispondevano al vero. Una rappresentazione della realtà non corrispondente al vero che esiste fin dalla nascita della società stessa” spiega la procura felsinea. A cui si potrebbe aggiungere quella di Milano: “Anch’essa ha ricevuto degli esposti” ha aggiunto Giuseppe Amato.

Azionisti chiamati a raccolta dal Siti

Azionisti ed ex azionisti di Bio-on chiamati a raccolta dal Siti, il sindacato Italiano per la Tutela dell’Investimento e del risparmio di Milano. Obiettivo: tutelare tutti coloro che sono usciti in grave perdita e costituire una parte civile nel procedimento penale per il risarcimento del danno e delle ulteriori iniziative necessarie da adottare per salvaguardare investimenti e futuro della società.  Domenico Bacci segretario nazionale del Siti, ha pubblicato questa nota, nel pomeriggio, in relazione alle notizie circa false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato di Bio-on.

Da un miliardo di capitalizzazione a un titolo che vale quasi zero

Il debutto sull’Aim è avvenuto il 24 ottobre 2014 a 5 euro. E’ una Start Up che si propone sul mercato all’insegna dell’innovazione e del green e fa subito scattare gli acquisti, oltre che l’interesse, degli investitori. Solo in fase di collocamento, la società raccoglie 6,875 milioni di euro, con capitalizzazione pari a circa 66,2 milioni di euro.  Ad aprile 2015, sei mesi dopo la quotazione, il titolo arriva a 26,2 euro (+424%): la società non è in grado di spiegare un boom di tale portata neanche alla Borsa stessa. La fiammata dura poco: le azioni tornano a viaggiare in un range vicino ai 15 euro per  una capitalizzazione che comunque supera i 200 milioni di euro. La crescita negli anni successivi è costante e rapida, peraltro in controtendenza rispetto al listino di riferimento. Nel 2018  il titolo supera il miliardo di capitalizzazione e diventa un “unicorno”, con un massimo storico a 71,2 euro. Il 24 luglio, la bomba di Quintessential. La società smentisce le accuse definendole infondate. Ma serve a poco: per Bio-on è un’estate nera. Ieri le azioni erano in area 10 euro per una perdita pari all’80%. L’11 ottobre arriva il minimo: 5,6 euro intraday.

AUTORE

Picture of Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *