Buoni pasto 2026: come funzionano e cosa cambia con la nuova soglia

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I buoni pasto rappresentano da anni uno degli strumenti di welfare aziendale più diffusi in Italia. Si tratta di benefit concessi dalle aziende ai propri dipendenti per coprire, in tutto o in parte, il costo dei pasti durante la giornata lavorativa. Il loro successo deriva da un elemento chiave: il trattamento fiscale agevolato, che li rende vantaggiosi sia per i lavoratori sia per le imprese.
Con la Legge di Bilancio 2026 (art. 1, comma 14, Legge 30 dicembre 2025, n. 199) viene ufficialmente confermata una novità molto attesa: l’aumento della soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici da 8 a 10 euro al giorno. Questo significa che, entro questo limite, il valore del buono non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente.

Ma cosa comporta, in concreto, questa modifica? In sintesi, i principali effetti sono:

  • Per i lavoratori: fino a 10 euro al giorno completamente esentasse (niente IRPEF né contributi), maggiore copertura del costo reale di un pasto e quindi più potere d’acquisto.
  • Per le aziende: nessun contributo dovuto entro la soglia, costo deducibile fiscalmente e maggiore attrattività nei confronti dei dipendenti.

Questa misura si inserisce in un contesto più ampio: l’obiettivo è rafforzare il welfare aziendale come leva strategica per sostenere il reddito e migliorare il benessere organizzativo. Nel corso dell’articolo analizzeremo nel dettaglio tutte le implicazioni, sia per i lavoratori sia per le imprese.

 

In questo articolo:

 

  • Aumento della soglia esentasse: cosa cambia davvero (e cosa resta uguale)
  • Buoni pasto, l’obiettivo dell’aumento della soglia esentasse 2026
  • I vantaggi concreti per le aziende
  • Buoni pasto, i vantaggi concreti per i dipendenti
  • Buoni pasto digitali: una leva strategica per aziende e lavoratori

 

Aumento della soglia esentasse: cosa cambia davvero (e cosa resta uguale)

L’innalzamento della soglia da 8 a 10 euro riguarda esclusivamente i buoni pasto elettronici o digitali. Questo significa che:

  • Il nuovo limite massimo esentasse è 10 euro al giorno;
  • L’impatto stimato può arrivare fino a circa +440 euro annui per dipendente;
  • I buoni cartacei restano invariati, con soglia ferma a 4 euro al giorno.

È importante chiarire una cosa talvolta fraintesa: non si tratta di un obbligo per le aziende, ma di una possibilità e un’occasione! Le imprese possono decidere se aumentare o meno il valore facciale dei buoni, sapendo però che, fino a 10 euro, non ci saranno oneri fiscali aggiuntivi. Restano inoltre invariati alcuni aspetti fondamentali della normativa:

  • Le condizioni previste dall’art. 51 del TUIR, che richiedono l’erogazione alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee;
  • La disciplina dei buoni cartacei, già definita dalla Legge di Bilancio 2020.

Questa differenziazione tra digitale e cartaceo non è casuale. Il legislatore punta chiaramente a incentivare la digitalizzazione, considerata più sicura, tracciabile ed efficiente.

 

Buoni pasto, l’obiettivo dell’aumento della soglia esentasse 2026

L’obiettivo dell’aumento della soglia esentasse 2026 è quello di sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori, soprattutto in un contesto in cui il caro vita rappresenta una delle principali preoccupazioni (si stima sia così per il 60% dei lavoratori!). I buoni pasto diventano così uno strumento concreto e immediato di supporto economico.

Chi beneficia della nuova soglia di esenzione buoni pasto elettronici e digitali? Possono beneficiare della nuova soglia dipendenti full-time e part-time, anche in smart working, collaboratori non subordinati, amministratori che operano come dipendenti o collaboratori.

I vantaggi concreti per le aziende

Per comprendere davvero l’impatto della nuova soglia, facciamo un esempio: un’azienda decide di portare il valore dei buoni pasto elettronici a 10 euro al giorno per ciascun dipendente, per un totale di circa 220 giornate lavorative annue. Quindi, cosa succede? Il lavoratore riceve fino a 2.200 euro l’anno completamente esentasse, senza alcuna incidenza su IRPEF o contributi. Questo importo si traduce in welfare puro, più efficace rispetto a un equivalente aumento in busta paga.

Dal lato aziendale:

  • il costo resta interamente deducibile nei limiti normativi;
  • non ci sono contributi aggiuntivi da versare;
  • i 2 euro aggiuntivi rispetto al passato diventano anch’essi fiscalmente vantaggiosi.

Oltre all’aspetto economico, emergono benefici strutturali sempre più rilevanti, come una maggiore modernizzazione dei processi aziendali, la tracciabilità completa delle operazioni, la riduzione dell’impatto ambientale rispetto al cartaceo e infine semplificazione contabile e controllo delle spese deducibili. In questo contesto, l’adozione di una piattaforma di welfare aziendale come 360 Welfare permette di gestire in modo integrato tutti i benefit aziendali. Non si tratta solo di distribuire buoni pasto, ma di costruire una strategia di welfare più ampia, efficiente e conforme alla normativa.

Buoni pasto, i vantaggi concreti per i dipendenti

Se un’azienda decidesse di aumentare il valore facciale dei buoni pasto da 8 a 10 euro, il beneficio per i lavoratori sarebbe immediato e tangibile. A parità di giornate lavorate, il dipendente riceverebbe un importo maggiore interamente sotto forma di welfare, quindi senza alcuna tassazione: niente IRPEF e nessun contributo applicato. Questo si traduce in un maggiore potere d’acquisto netto, a fronte dello stesso costo lordo sostenuto dall’azienda.

Inoltre, i 10 euro al giorno coprono in modo più realistico il costo di un pasto quotidiano. Su base annua, considerando circa 220 giornate lavorative, il valore esentasse può arrivare fino a 2.500 euro per lavoratore, rispetto ai circa 1.760 euro precedenti.

 

Buoni pasto digitali: una leva strategica per aziende e lavoratori

Alla luce delle novità introdotte nel 2026, i buoni pasto digitali si confermano uno degli strumenti più efficaci per coniugare vantaggi fiscali, efficienza operativa e benessere dei dipendenti. Non sono più solo un benefit accessorio, ma una vera leva strategica: permettono alle aziende di aumentare il potere d’acquisto senza aumentare il costo del lavoro, migliorando l’efficienza e la tracciabilità dei benefit che eroga.

I buoni pasto digitali rientrano così in una strategia più ampia di welfare aziendale, semplificando i processi amministrativi e garantendo conformità alle disposizioni fiscali vigenti. In un quadro economico come quello di oggi, puntare sui buoni pasto digitali significa non solo fare una scelta conveniente, ma anche essere sempre più competitivi.

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Redazione

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