L’Australia ha conosciuto un autentico boom nella formula Buy Now Pay Later, che permette ai consumatori di comprare un determinato prodotto pagandolo comodamente a rate, a tasso d’interesse zero. Questo successo è partito da quando la società di pagamenti Square, guidata da Jack Dorsey, ha acquisito nell’agosto 2021 uno dei principali fornitori di prestiti Buy Now Pay Later, Afterpay, per 39 miliardi di dollari australiani.
Si è trattata della più grande acquisizione mai avvenuta in Australia. L’offerta, completata a febbraio di quest’anno, si è ridotta a 22 miliardi di dollari australiani perché il pagamento non è avvenuto in cash ma in azioni della società acquirente, le quali nel frattempo si erano più che dimezzate.
Buy Now Pay Later: perché si è diffusa in Australia
Afterpay ha da quel momento aperto la strada a questa soluzione di pagamento, sebbene il motivo per cui l’Australia sia diventata una terra molto ricettiva in tal senso non è molto chiaro. Alcuni sostengono che il Paese abbia alle spalle una lunga storia che riguarda il sistema lay-by, che permetteva ai consumatori di pagare a rate articoli di grandi dimensioni. Di conseguenza le persone erano predisposte ad abbracciare la nuova modalità di regolazione degli scambi.
In molti vedono una nuova generazione di lay-by digitali, sfruttando prestiti a tasso zero da 1.000 e 2.000 dollari australiani per gestire le proprie spese. Vi è più che altro una differenza generazionale nel prodotto finanziato. Mentre le vecchie generazioni utilizzavano il servizio per divani o auto, le nuove invece usano il Buy Now Pay Later per vestiti, alcolici, profumi e persino per andare dal parrucchiere.
In buona sostanza, si tende a differire tutto nell’ambito di una gestione ottimale delle risorse finanziarie. L’espansione che si è avuta in Australia del “Compra Ora Paga Dopo” comunque rappresenta sempre un valore esiguo rispetto ai pagamenti con carte di credito e di debito. Da una statistica rilasciata dalla Reserve Bank of Australia risulta che alla fine del 2020 questa quota era a meno del 2% e oggi oltre 30 marchi si stanno spartendo la torta.
I rischi del settore in Australia
Negli ultimi tempi sono emerse delle preoccupazioni in relazione agli alti livelli di crediti inesigibili e al flusso di cassa limitato, oltre al fatto che la prospettiva di aumento dei tassi d’interesse non sia un fattore molto gradito dalle società che forniscono il servizio.
Tutto ciò si è riflesso in Borsa, con le compagnie di Buy Now Pay Later che sono andate incontro a sonore batoste. Ad esempio BeforePay è crollata del 44% rispetto al suo debutto nella Piazza di Sydney avvenuto all’inizio di quest’anno. Mentre la società americana Affirm è naufragata a Wall Street perdendo il 21% dopo la brutta trimestrale e l’abbassamento della guidance.
Le prospettive per il settore cominciano a vacillare e per questa ragione si stanno mettendo in moto tentativi di consolidamento. Ad esempio nelle ultime settimane è in gestazione un possibile accordo di fusione da 2,5 miliardi di dollari australiani tra 2 player del settore, Zip e Sezzle. Nel frattempo gli asset relativi alle carte di credito e a Buy Now Pay Later di Humm hanno ricevuto un’offerta dal colosso del credito al consumo Latitude per 335 milioni di dollari all’inizio di quest’anno.









