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Buy now pay later: ecco perché può essere un problema per gli USA

Buy now pay later: ecco perché può essere un problema per gli USA

La formula di pagamento buy now pay later potrebbe essere un problema per gli Stati Uniti. Secondo i dati forniti dal Consumer Financial Protection Bureau (CFPB), il numero di prestiti attivati attuando questo sistema è cresciuto di quasi 11 volte nel triennio 2019-2021. Ma non si hanno dati recenti che possano dare la misura di quanto il meccanismo si stia espandendo.

Il buy now pay later – tradotto letteralmente “compra ora paghi dopo” – consiste in una soluzione di pagamento in cui viene concessa la possibilità agli acquirenti di un determinato prodotto o servizio di pagare a rate senza interessi. In buona sostanza si viene a creare un rapporto a tre: l’esercente che vende il prodotto e riceve l’intera somma di denaro al netto di una commissione; la società finanziaria che eroga il servizio e che guadagna dalle commissioni applicate e si occupa dell’addebito delle rate; il cliente che acquista il prodotto ed esegue il pagamento rateale.

Ora, se il ritmo di crescita è quello riportato dal CFPB, ci si dovrebbe cominciare a preoccupare, in quanto ove ci sono molti prestiti c’è anche tanto debito, il che riporta alla memoria quanto accadde nel 2008 con la crisi dei mutui subprime. In un rapporto di fine 2023, Wells Fargo ha sottolineato come non si possa sapere quanto il buy now pay later rappresenti un problema poiché non si conosce quanto velocemente stia crescendo.

 

Buy now pay later: un problema di regolamentazione

Il fatto che non ci sia modo per economisti, autorità di regolamentazione e analisti di sapere quanto rapidamente questa tipologia di prestito si stia sviluppando potrebbe portare a conseguenze economiche impreviste. In altri termini non si ha la possibilità di monitorare il merito creditizio delle persone e questo potrebbe far esplodere la situazione. “Al fine di valutare in modo completo e accurato lo stato di salute del settore finanziario, è necessario capire con precisione quanto sia l’onere del debito e come sia gestibile rispetto al reddito delle famiglie” ha affermato Shannon Grein, economista di Wells Fargo.

Come risolvere quindi il problema? Grein osserva che le autorità di regolamentazione stanno cercando di regolamentare il settore esattamente come hanno fatto con le carte di credito. Tuttavia si tratta di due formule di pagamento diverse che non possono essere paragonate. Con il buy now pay later si accende un prestito legato a un acquisto specifico e ciò non rende perfettamente l’idea della posizione finanziaria del consumatore. Al contrario, la carta di credito apre una linea di credito generale, anche se limitata negli importi, a un determinato soggetto.

“Ogni volta che prendi un prestito ‘compra ora, paga dopo’, sembra che tu abbia esaurito il tuo credito” ha affermato Penny Lee, presidente e amministratore delegato della Financial Technology Association, o FTA, un gruppo commerciale che rappresenta quattro dei più grandi fornitori di buy now, pay later: Klarna, Afterpay, Zip e PayPal. “L’industria ha lavorato attivamente con le agenzie di rating del credito per essere in grado di pensare a come modernizzare il punteggio assegnato al consumatore. Ma ancora si è lontani dall’obiettivo” ha aggiunto.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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