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Cacao: prezzi oltre 10.000 dollari, quanto durerà il rally?

Cacao: prezzi oltre i 10.000 dollari, ma il rally potrebbe essere ancora lungo

Le quotazioni del cacao hanno violato la soglia di 10.000 dollari nell’ultima seduta del mercato delle materie prime negli Stati Uniti. I futures del mese di maggio hanno raggiunto un massimo intraday di 10.080 dollari per tonnellata metrica, prima di ritracciare sulle prese di profitto. Secondo quanto riportato da Paul Joule, analista di materie prime presso Rabobank, siamo di fronte in questo periodo al più grande deficit di offerta degli ultimi 60 anni. L’International Cocoa Organization (ICCO) ha previsto per la stagione 2023-24 una fornitura al di sotto delle richieste per 374 mila tonnellate, in aumento del 405% rispetto a un deficit di 74 mila tonnellate nella stagione precedente.

 

Cacao: cosa sta succedendo nel mercato?

Il motivo principale per cui i prezzi del cacao sono arrivati alle stelle riguarda i due più grandi produttori al mondo della materia prima: Costa d’Avorio e Ghana. I due Paesi africani – rappresentativi di circa il 60% della produzione mondiale – hanno frenato le forniture a causa delle condizioni meteorologiche che hanno danneggiato le colture, della malattia del baccello nero e del virus dei germogli gonfi che hanno alterato il ciclo di semina.

Un’altra ragione che spiega il rally incontenibile del cacao è la speculazione che però, secondo Joule, ha avuto un ruolo più che altro nella prima parte del rally, lo scorso anno, quando i trader hanno aumentato le loro posizioni long puntando su un rialzo dei prezzi. In seguito, sostiene l’esperto, gli operatori di mercato hanno monetizzato i profitti, quindi oggi “la recente corsa del cacao è probabilmente dovuta al panico che si è diffuso tra alcuni acquirenti commerciali piuttosto che alla speculazione del mercato”. In altri termini, gli acquirenti cercano di assicurarsi il cacao disponibile perché vedono che c’è scarsità di offerta e così fanno aumentare i prezzi.

 

Cosa aspettarsi ora

Gli analisti non sono molto ottimisti circa un’inversione di tendenza dei prezzi del cacao, almeno nel breve termine. Joule ritiene che “il peggio debba ancora venire”, in quanto i prezzi del cacao si manterranno a un livello elevato ancora per diverso tempo. “Non ci sono soluzioni facili ai problemi sistemici che il mercato deve affrontare”, ha asserito.

L’effetto sui produttori di cioccolato potrebbe essere molto forte, con ripercussioni sui consumatori. Joule parla di shrinkflation, ossia di riduzione delle dimensioni dei prodotti in cioccolato, ma anche di una modifica degli ingredienti, con una minore presenza di cacao. In particolare, il cioccolato fondente verrebbe penalizzato dal momento che conserva un contenuto di cacao più alto.

A giudizio di David Branch, responsabile del settore presso l’Agri-Food Institute di Wells Fargo, già a Pasqua si vedranno i prezzi più alti del cioccolato. In definitiva, le aziende di cioccolato trasferiranno i maggiori costi ai consumatori finali mentre, come osserva Joule, lo scorso anno erano ben coperte dalla volatilità dei prezzi delle materie prime e non hanno avuto bisogno di aumentare i prezzi dei loro prodotti.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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