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Calcolo della pensione: come fare e a chi rivolgersi

Un lavoratore fa il calcolo della pensione

In Italia nel 2023 è cresciuta la previdenza complementare, con posizioni aperte presso i fondi che hanno oltrepassato i 10 milioni per un aumento registrato del 4% rispetto al 2022. In assenza di riforme migliorative e con numerose restrizioni nell’accesso ai diritti, lasciare il mondo del lavoro a 67 anni è un’utopia per molti, in particolare i Millennials. Ma per chi sta riuscendo a porre termine alla propria vita lavorativa ed è ormai prossimo al pensionamento, come funziona il calcolo della pensione?

 

Calcolo della pensione di vecchiaia: come si fa?

Sapere a quanto ammonterà il proprio assegno è fondamentale, considerando che andare in pensione diventa sempre più difficile: per farlo a 67 anni si deve avere un reddito lordo annuo di 17.000 euro per 20 anni di contributi accumulati, una soglia che si alza a 24.000 euro per gli autonomi. È per questo motivo che diventa essenziale conoscere in anticipo quanto si percepirà dal cedolino. Per farlo, bisogna partire dall’età anagrafica e contributiva e applicare questa formula:

 

  • montante contributivo × coefficiente di trasformazione.

 

Il montante contributivo è la somma delle contribuzioni rivalutate, ovvero l’importo complessivo dei contributi individuali versati annualmente e rivalutati fino al momento della liquidazione della pensione. Per determinarlo occorre individuare la base imponibile annua; calcolare l’ammontare dei contributi di ogni anno moltiplicando la base imponibile per l’aliquota di computo del 33%, per i periodi di contribuzione da dipendente (l’aliquota di computo del 24%) e per i periodi di contribuzione da autonomo (per gli iscritti alla gestione separata dell’INPS l’aliquota varia dal 24% al 33%); sommare i contributi di ciascun anno determinando il montante individuale, rivalutato annualmente sulla base del tasso di capitalizzazione risultante dalla variazione media quinquennale del PIL calcolata dall’ISTAT con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare. Un’operazione non proprio comoda e immediata.

Il coefficiente di trasformazione è il valore percentuale, aggiornato ogni biennio, utilizzato nel sistema contributivo per calcolare l’importo dell’assegno previdenziale. Questa percentuale è rapportata all’età anagrafica e rivalutata periodicamente in base all’aspettativa di vita. Il calcolo della rata che risulterà nel cedolino è condizionato da questi coefficienti: nel biennio 2023-2024, quindi per chi si ritira dal mondo del lavoro nel 2023 o nel 2024, i valori sono più favorevoli di quelli del 2021-2022, con una misura del tasso di sconto confermata all’1,5% e percentuali che vanno dal 4,270% con un’uscita a 57 anni al 6,655% con un’uscita a 71 anni. In generale, più alta è l’età e maggiore sarà il coefficiente: per chi ha l’età minima per andare in pensione (67 anni fino al 2026) il coefficiente di trasformazione è di 5,723%. Ai coefficienti vanno applicati pure i dodicesimi, ovvero le frazioni di mese che intercorrono tra il proprio compleanno e il mese in cui si andrà in pensione.

Per fare un esempio, chi è andato in pensione a 67 anni nel 2023 con un montante contributivo di 100.000 euro, ha maturato una quota contributiva mensile di 440 euro lordi (ovvero 100.000 × 5,723% ÷ 13) e 5.720 euro annui. Viceversa, un autonomo che è andato in pensione sempre nel 2023 ma a 70 anni e con un montante contributivo di 200.000 euro, ha un assegno mensile di 984 euro lordi (il coefficiente di trasformazione in questo caso è del 6,395%) e 12.800 euro annui. Riepilogando, per calcolare quanto si prenderà di pensione lorda mensile bisogna:

 

  • calcolare il montante contributivo;
  • moltiplicare il montante individuale per il coefficiente di trasformazione legato all’età anagrafica di uscita;
  • dividere il risultato (la pensione lorda annua) per 13 mensilità.

 

Per determinare l’importo della pensione netta mensile, invece, al risultato della precedente operazione (montante contributivo × coefficiente di trasformazione ÷ 13) bisogna sottrarre le tasse (l’imposta IRPEF sulla base dello scaglione di reddito e le addizionali comunali e regionali) e aggiungere le detrazioni spettanti.

 

A chi rivolgersi per il calcolo della pensione

Calcolare in autonomia il montante contributivo non è semplice: per farlo è molto più facile e tempestivo richiedere all’INPS l’ECOCERT, l’Estratto Conto Certificativo utile per fare richiesta di pensione e Ape sociale. Lo stesso discorso vale per calcolare il totale dei contributi versati, l’età pensionabile e per capire quale coefficiente applicare. Naturalmente per tutto questo esistono numerosi strumenti come i simulatori online che, in base alle leggi in vigore, permettono di scoprire la prima decorrenza personale utile in base all’età, ai versamenti INPS, al sistema (contributivo o misto) e alla formula prescelta: pensione di vecchiaia, anticipata, anticipata contributiva, Quota 103, Opzione donna, precoce, Ape sociale, usuranti e gravosi.

A questo scopo, l’INPS ha lanciato il servizio La mia pensione futura sul suo portale: è uno strumento che simula il calcolo della propria pensione al termine dell’attività lavorativa basandosi sulla normativa in vigore e su tre elementi: l’età, la storia lavorativa e il rapporto retribuzione/reddito. Inoltre, permette di scegliere il fondo su cui basare la simulazione, sapere la data in cui si matura il diritto alla pensione, ottenere una stima del tasso di sostituzione (il rapporto tra la prima rata della pensione e l’ultimo stipendio) e soprattutto verificare che i contributi versati siano in regola. La mia pensione futura si rivolge a lavoratrici e lavoratori con contribuzione versata al fondo pensioni lavoratori dipendenti, alla gestione separata, iscritti alla gestione dirigenti di aziende industriali e con contribuzione versata agli altri fondi e gestioni amministrate dall’INPS. Per sfruttare questo servizio bisogna accedere nell’area riservata MyINPS tramite SPID, CIE o CNS.

In alternativa a La mia pensione futura, l’INPS fornisce il servizio Pensami, un simulatore di scenari pensionistici diretti a cui si accede senza registrazione. Pensami, infatti, è pensato per tutti gli utenti e chiede di inserire pochi dati anagrafici e relativi ai contributi: con un rapido calcolo, il simulatore fornisce informazioni utili sulle pensioni cui è possibile accedere sia nelle singole gestioni previdenziali che cumulando tutta la contribuzione. In aggiunta, la consulenza segnala i casi di pensione anticipata avvalendosi di strumenti come il riscatto della laurea, la maternità e i periodi di lavoro all’estero. Ma chi non ha un buon rapporto con la tecnologia oppure non è pratico di strumenti digitali, come può conoscere quando e come andrà in pensione e sapere nel dettaglio l’eventuale importo del cedolino?

In questi casi, è possibile rivolgersi di persona alle strutture INPS presenti su tutto il territorio nazionale, a CAF e patronati che offrono assistenza fiscale e in materia di previdenza sociale e a consulenti del lavoro, ovvero le aziende e i professionisti che operano nella gestione dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali e nella fiscalità d’impresa. Coordinata dal Consiglio nazionale dell’Ordine che rappresenta i 26.500 consulenti presenti in Italia, la figura del consulente del lavoro è un profilo che si occupa di amministrazione aziendale a 360 gradi: tra le sue funzioni e competenze ci sono proprio la gestione di tutti gli aspetti contabili, economici, giuridici, assicurativi, previdenziali e sociali del rapporto di lavoro e i piani previdenziali e di welfare.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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