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Chi sono Cameron e Tyler Winklevoss, i gemelli di Gemini

Un primo piano di Cameron e Tyler Winklevoss

Oltre a provocare un forte imbarazzo nel Partito Democratico che l’ha sostenuto e nei media che hanno ricevuto ingenti donazioni, la bancarotta di FTX, la mega piattaforma del giovane miliardario Sam Bankman-Fried, ha scatenato un effetto domino che coinvolge tutti i suoi partner decentralizzati, tra cui la Gemini Earn dei gemelli Cameron e Tyler Winklevoss. Genesis Global Capital e Gemini hanno sospeso i prelievi, i rimborsi e i nuovi prestiti a causa delle “turbolenze di mercato senza precedenti” derivate dal crack di FTX.

Poco prima del fallimento della società di SBF con sede alle Bahamas, nella classifica stilata da Forbes dei 400 statunitensi più ricchi del mondo, sono apparsi ben sette volti nuovi legati al mondo delle criptovalute. Alcuni nomi sono meno noti (almeno al grande pubblico) come Jed McCaleb e Chris Larsen, i fondatori di Ripple. Altri sono abbastanza conosciuti per i loro precedenti e tra questi spiccano proprio i gemelli Winklevoss. Oggi i due sono Presidente e Amministratore Delegato di Gemini, l’exchange di criptovalute che è arrivato a gestire la bellezza di 200 milioni di dollari al giorno di transazioni. Ma molti li ricordano per il loro passato davvero sui generis: scopriamo perché.

 

Cameron e Tyler Winklevoss: chi sono i gemelli di Genesis

Nati nel 1981 a Southampton, nello stato di New York, Cameron e Tyler Winklevoss sono i figli di Carol e Howard, quest’ultimo professore di scienze attuariali alla Wharton School della University of Pennsylvania. Cresciuti a Greenwich, nel Connecticut, i due mostrano subito un talento fuori dal comune: Tyler suona il piano, Cameron studia greco e latino, insieme imparano da autodidatti l’HTML e sviluppano siti web per aziende a soli 13 anni. Tyler è destro e analitico, Cameron è mancino e creativo: sono una coppia perfetta.

I due studiano prima ad Harvard e poi a Oxford, dove si laureano e ottengono un Master in Economia. È ad Harvard, nel dicembre del 2002, che Cameron e Tyler Winklevoss partoriscono con l’amico Divya Narendra l’idea di ConnectU: un social network universitario per connettere online gli studenti. Con l’aiuto dei programmatori Sanjay Mavinkurve e Victor Gao nasce HarvardConnection, ma manca ancora un codice per rendere il sito operativo.

Nel novembre del 2003, i Winklevoss assumono nel loro team Mark Zuckerberg, un introverso ma brillante programmatore “segnalato” dai piani alti dell’università per l’hackeraggio e le violazioni della privacy del suo FaceMash. Peccato che Zuckerberg continui a tergiversare con Cameron e Tyler mentre nel frattempo parla di un progetto davvero simile all’amico Eduardo Saverin, chiedendogli di finanziare una piattaforma chiamata The Facebook.

Nel gennaio del 2004, Zuckerberg registra il dominio e comincia così la storia del social network più utilizzato al mondo. I Winklevoss non la prendono bene: quattro anni dopo, nel febbraio del 2008, Winklevoss Chang Group e i2hub intentano una causa civile contro Zuckerberg per furto di proprietà intellettuale e uso illegale del codice sorgente che era stato incaricato di sviluppare.

Il fondatore di Facebook risponde con una contro denuncia e le parti arrivano ad un accordo soltanto un anno dopo: a fronte di una richiesta di risarcimento di 600 milioni di dollari, i gemelli si “accontentano” di una pax da 65 milioni, anche se il Financial Times rivela che la richiesta dei fratelli (20 milioni cash e 45 milioni in azioni di Facebook, rivendute nel mercato secondario) raggiungerebbe la quota complessiva di 120 milioni.

Armie Hammer interpreta i gemelli Winklevoss in una scena del film The Social Network
I gemelli Winklevoss in una scena di The Social Network (foto: Columbia TriStar)

 

Cameron e Tyler Winklevoss, un patrimonio miliardario

Cosa fanno Cameron e Tyler Winklevoss con i soldi ottenuti dal contenzioso con Zuckerberg? Oltre a dribblare la causa che il fondatore di i2hub ed ex partner commerciale Wayne Chang ha intentato loro chiedendo il 50% della somma strappata al creatore di Facebook, i gemelli ampliano il family office Winklevoss Capital Management (Winklevoss Capital è dedicata appositamente agli investimenti di rischio) e nel 2015 lanciano Gemini Trust Company, un exchange di criptovalute (il nome in realtà è preso in prestito dal secondo programma spaziale della NASA) che permette ai clienti di acquistare, vendere, scambiare e custodire asset digitali.

Con sede a New York nel quartiere Faltiron di Manhattan, Gemini opera non solo negli Stati Uniti e in Canada, ma anche nel Regno Unito, in Corea del Sud, a Hong Kong e Singapore. Non mancano le battute d’arresto, come quando il CEO dell’exchange BitInstant sui cui hanno investito 1,5 milioni di dollari è arrestato per un’operazione eseguita senza licenza e la piattaforma viene chiusa perché si scopre che alcuni acquisti di Bitcoin servono a ripulire i soldi per una gang di spacciatori che vende droga nel dark web Silk Road.

Ma contro ogni previsione e nonostante l’ostracismo dei colossi della Silicon Valley, le risorse prese da Facebook investite in Bitcoin (12 milioni per 100.000 BTC ad un prezzo di 120 dollari l’uno: l’1% di tutti i Bitcoin esistenti), l’approvazione dello stato di New York come primo exchange fiduciario di Ethereum e Zcash con licenza degli Stati Uniti, il block trading, l’acquisizione di Nifty Gateway (tra i più importanti marketplace di NFT) e gli investimenti continui in una trentina di start-up di digital assets, fanno la fortuna dei Winklevoss. All’inizio del 2021 il loro patrimonio in criptovalute ammonterebbe a 1,4 miliardi di dollari, cresciuto nel 2022 (secondo le stime di Forbes) a 4,3 miliardi.

I gemelli hanno pure il loro Gemini Dollar, un token basato su Ethereum e ancorato al valore del dollaro americano. Tutto quello che fanno, come il finanziamento del Gemini Frontier Fund per il loro metaverso e lo sviluppo con l’open-source Protocol Labs della rete di archiviazione dati su blockchain Filecoin, lo immaginano sempre come un ponte tra la finanza centralizzata di oggi e il mondo accogliente, decentralizzato e user-based del futuro.

 

Winklevoss tra Olimpiadi e The Social Network

Visionari maghi della finanza un po’ nerd? Mica tanto: i gemelli Winklevoss sono pure abili canottieri sin dall’adolescenza. Allievi del maestro irlandese James Mangan e del coach Harry Parker, difendono la maglia di Oxford in ogni gara di canottaggio stagionale, inclusa la Boat Race, la classica Oxford-Cambridge.

La loro crew si chiama God Squad e ha per miti tre italiani: il velocista Mario Cipollini e ovviamente i fratelli Agostino e Giuseppe Abbagnale. Cameron e Tyler hanno persino partecipato ai Giochi panamericani 2007 di Rio de Janeiro (dove hanno vinto una medaglia d’oro nell’otto e un argento nel quattro senza) e alle Olimpiadi di Pechino 2008: con il timoniere Ted Nash, sono arrivati in finale nel due senza piazzandosi al sesto posto.

Mai soddisfatti e sempre pronti a nuove sfide, i Winklevoss sono sbarcati (senza volerlo) anche al cinema: nel film The Social Network, il biopic che il regista David Fincher e lo sceneggiatore Aaron Sorkin hanno dedicato ai fondatori di Facebook, la coppia è stata interpretata da Armie Hammer. Un attore che, ironia della sorte, è stato scaricato da Hollywood dopo essere stato accusato di molestie, stupro e cannibalismo da un’ex fidanzata e altre donne e ora vive alle Cayman arrabattandosi tra un lavoro da agente immobiliare in una società specializzata in multiproprietà e un impiego da concierge in un resort dell’arcipelago caraibico.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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