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CEO strapagati a Wall Street: ecco i cambiamenti in arrivo

Un manager in giacca e cravatta

I CEO strapagati di Wall Street sono attualmente oggetto di grande dibattito all’interno delle assemblee societarie, in un periodo in cui le aziende stanno licenziando i dipendenti per ridurre i costi e la domanda si contrae per effetto dell’inflazione. Uno studio pubblicato dal gruppo di azionisti attivisti “As You Sow” mette in luce che negli ultimi anni i voti nelle assemblee societarie contro gli stipendi eccessivi dei manager sono aumentati ma inutilmente in quanto i compensi sono cresciuti. Tutto ciò appare ancora più ingiusto se si rapportano i lauti guadagni degli amministratori delegati con i deludenti rendimenti in Borsa delle azioni.

As You Sow classifica lo stipendio dei CEO sulla base di alcuni criteri come i rendimenti degli azionisti, i voti critici per la retribuzione e il rapporto tra i compensi dei manager e i salari dei lavoratori. Dallo studio emerge che nelle società facenti parte dell’indice S&P 500, la media dei voti espressi contro la retribuzione alta dei dirigenti aziendali è passata dal 10,4% del 2020 all’11,7% del 2021 e al 12,6% del 2022. La retribuzione media però è andata in crescendo a partire dal 2019, quando è stata di 15 milioni di dollari. Infatti, nel 2020 è salita a 15,6 milioni e nel 2021 ha raggiunto quota 18,8 milioni di dollari.

 

CEO strapagati a Wall Street: alcuni casi

Nella ricerca di As You Sow viene evidenziato in particolare il caso di Warner Bros Discovery, in quanto il suo CEO David Zaslav ha ricevuto 246,6 milioni di dollari nel 2021, in gran parte con stock option assegnate nel corso degli anni. Una cifra che risalta ancora di più a fronte del rendimento della società per gli azionisti che nel 2021 è stato molto negativo, -68% a Wall Street, mentre l’S&P 500 saliva di quasi 27 punti percentuali. Ma lo stipendio di Zaslav era al riparo dalla pressione degli azionisti, dal momento che sulla sua retribuzione la votazione è prevista una volta ogni tre anni. Secondo Nathaniel Brown, portavoce dell’azienda, Zaslav  il prezzo delle azioni della società dovrebbe più che raddoppiare per giustificare le opzioni una tantum che hanno rappresentato una fetta consistente del salario 2021 di Zaslav.

Un altro caso è quello del produttore di ricambi di auto Aptiv, dove le riduzioni salariali sono state sostenute da voti significativi. Nel 2020 appena il 57% dei voti ha sostenuto la retribuzione di 31,3 milioni di dollari pagati al CEO Kevin Clark. L’anno successivo invece il 92% degli azionisti si è espresso per un pagamento di 14,7 milioni di dollari.

In conclusione, lo studio vuole essere anche un avvertimento per il management che dovrà affrontare i giudizi degli investitori ora che ci si avvia verso la stagione delle assemblee annuali. “I progetti retributivi scadenti alla fine si ritorcono contro, soprattutto perché alcune aziende assegnano ai loro leader enormi pacchetti azionari”, ha affermato Rosanna Landis Weaver, coautrice dello studio annuale sui CEO strapagati.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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