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Certificati Benchmark: cosa sono, caratteristiche e funzionamento

Certificati Benchmark: cosa sono, caratteristiche e funzionamento

I Certificati Benchmark sono dei prodotti appartenenti alla categoria ACEPI degli strumenti a capitale non protetto. Grazie a questi prodotti gli investitori possono replicare la performance di un certo sottostante, che solitamente è un indice di Borsa o un paniere di azioni, materie prime, valute fondi ed ETF. Questi strumenti sono offerti da BNP Paribas, Intesa Sanpaolo, Leonteq, Mediobanca, Société Générale, UniCredit e Vontobel. Vediamone caratteristiche e funzionamento.

 

Certificati Benchmark: le caratteristiche e il funzionamento

L’obiettivo dei Certificati Benchmark è appunto quello di replicare l’andamento del sottostante, in linea di principio in modo lineare. Sono strumenti a capitale non protetto in quanto non presentano nessuna Barriera che possa limitare le perdite: se il sottostante dovesse arrivare ad avere un valore pari a zero, l’investitore perderebbe tutto il suo capitale investito. Tali strumenti non presentano Cap, pertanto il rendimento potenziale non è limitato, e non distribuiscono nessun flusso cedolare. Oltre a questo, non è presente l’effetto leva. La selezione dei componenti è effettuata tramite gestione passiva, con l’Index Provider che fornisce delle linee guida per la selezione dei componenti del sottostante al momento del lancio del Certificato e per il suo ribilanciamento periodico. Sulla base di un punteggio basato sui fattori elencati nei documenti specifici, vengono scelti i componenti dal punteggio più elevato. Questi prodotti possono comparire anche in versione Open-end, ossia senza una data di scadenza predefinita. Da evidenziare il caso degli Strategic Certificate, che si differenziano dai Benchmark classici per la gestione attiva. Lo stock picking è effettuato da un soggetto (detto Index Sponsor o Index Provider) che sceglie le società da includere nel basket sottostante rispettando sempre le linee guida stabilite in fase di emissione.  

 

Le differenze con gli ETF e i fondi di investimento

A differenza degli ETF, i certificati Benchmark non hanno un effetto leva, non presentano l’effetto leva e il prezzo del prodotto riflette quello del sottostante al netto dello spread denaro/lettera. Tuttavia, con l’acquisto di un Benchmark Certificate l’investitore si assume il rischio di insolvenza dell’emittente in quanto non presentano la separazione patrimoniale. 

Per quanto riguarda le differenze con i fondi comuni, è da ricordare come con i Certificati Benchmark non vengano applicate commissioni di entrata e di uscita, sono maggiormente liquidi grazie alla presenza del market maker e non presentino gli elementi tipici della gestione attiva. Inoltre, a livello fiscale i Certificati sono soggetti all’imposta sostitutiva del 26%, permettendo la compensazione delle eventuali minusvalenze registrate negli ultimi 4 anni.

 

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