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Charles Schwab: uno dei principali azionisti vende tutta la partecipazione

Charles Schwab: uno dei principali azionisti vende tutta la partecipazione

La tempesta finanziaria del mese scorso ha destabilizzato gli investitori di Charles Schwab, preoccupati per le perdite potenziali nelle attività in portafoglio del più grande broker statunitense. La società d’investimento GQG Partners, che rappresentava uno dei principali azionisti di Schwab con una quota dell’1% del capitale, ha venduto la sua intera partecipazione del valore di 1,4 miliardi di dollari durante il periodo delle turbolenze bancarie.

Le motivazioni risiedono nel timore che la riduzione dei profitti dei depositi potrebbe intaccare la crescita futura dell’intermediario, ma soprattutto nelle preoccupazioni per la montagna di perdite non realizzate dell’istituto. Alla fine del 2022, Charles Schwab aveva perdite sulla carta per 28 miliardi di dollari, su 7.400 miliardi di asset in gestione.

 

Charles Schwab: ecco quante azioni deteneva GQG Partners

Sulla base di quanto risulta dai depositi normativi, GQG Partners aveva investito su Charles Schwab nel terzo trimestre del 2022, acquistando 17,4 milioni di azioni che al 31 dicembre valevano 1,4 miliardi di dollari. Ancora non è chiaro quanto sia stato il valore realizzato nel momento in cui la partecipazione è stata dismessa. La società di servizi bancari e finanziari è stata tra le più esposte alla crisi bancaria generata dal fallimento in serie di tre banche regionali statunitensi: Silvergate Capital, Silicon Valley Bank e Signature Bank.

Le autorità USA sono intervenute per proteggere i depositi di SVB e Signature Bank nel tentativo di ripristinare la calma sui mercati ed evitare le fuga dei depositi. Con lo stesso intento, 11 grosse banche di Wall Street hanno depositato 30 miliardi di dollari su First Republic Bank, istituto di credito sull’orlo del collasso. Queste azioni non hanno risolto la situazione, perché i clienti di Schwab avevano già intrapreso il percorso per spostare i loro soldi da conti a basso rendimento verso asset a più alto ritorno come i fondi del mercato monetario. “Con tutti gli afflussi verso i fondi del mercato monetario, Charles Schwab sta perdendo entrate dai depositi”, ha affermato Barker.

 

Ora arriva la trimestrale

All’inizio del mese di aprile, in una lettera ai clienti, la società ha scritto che i suoi guadagni potrebbero essere colpiti dal movimento di denaro dei clienti dai conti di deposito ai fondi del mercato monetario. Tuttavia il gruppo bancario ha precisato che 53 miliardi di dollari di fondi dei clienti erano confluiti nell’azienda a marzo, il che rappresentava quasi un livello record. Tutto ciò sarebbe la conferma che “l’attività di Charles Schwab è estremamente robusta”.

Inoltre, la società si aspetta che alla fine i costi di finanziamento più elevati diminuiscano via via che i clienti decidono di detenere più liquidità in deposito, e ciò comporterà il rilancio della crescita complessiva degli utili. “Mentre il primo trimestre è stato sicuramente un periodo difficile, riflettendo il sentiment negativo degli investitori, i continui aumenti dei tassi di interesse e le turbolenze bancarie regionali, il modello di crescita incentrato sul cliente di Schwab rimane saldamente intatto e sta funzionando bene”.

Il prossimo lunedì ci sarà la pubblicazione dei dati trimestrali di Schwab e si avrà un quadro più chiaro dei danni arrecati all’azienda dalla crisi bancaria. Occorre dire che non tutti sono fuggiti dalle azioni del broker americano nel periodo delle forti turbolenze. Ad esempio, il gestore di fondi Ron Baron ha aumentato il suo investimento nell’azienda.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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