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Charlie Munger si è spento a 99 anni, cosa è stato per Berkshire Hathaway

Charlie Munger si è spento a 99 anni, cosa è stato per Berkshire Hathaway

Charlie Munger si è spento all’età di 99 anni. Il vicepresidente di Berkshire Hathaway e socio in affari da oltre quattro decenni di Warren Buffett ha dato il suo addio ieri in un ospedale della California. Da tempo gli investitori si erano preparati a questo momento vista l’avanzata età dell’oracolo di Pasadena, così denominato per via della città in cui aveva scelto di vivere.

Insieme a Buffett, Munger ha trasformato Berkshire in un conglomerato gigantesco da 800 miliardi di dollari. “Berkshire Hathaway non avrebbe potuto essere portata al suo stato attuale senza l’ispirazione, la saggezza e la partecipazione di Charlie”, ha dichiarato Buffett. Il suo posto verrà preso da Greg Abel, indicato proprio da Munger per prendere le redini della società alla scomparsa sua e di Buffett.

 

Charlie Munger: chi era e cosa è stato per Berkshire

Tra poco più di un mese Charlie Munger avrebbe compiuto 100 anni. Nato il 1° gennaio del 1924 a Omaha, nel Nebraska, dopo la seconda guerra mondiale si laureò in giurisprudenza alla Harvard Law School, fondando il suo studio legale nel 1962. L’incontro con Buffett risale al 1959 e da subito l’oracolo di Omaha cercò di convincerlo a entrare nel mondo finanziario. Dopo un’iniziale titubanza, Munger cedette alle lusinghe di Buffett e creò una partnership di investimento conosciuta come Wheeler, Munger & Company, ottenendo rendimenti stellari per oltre un decennio. Nel 1978 entrò a far parte del consiglio di amministrazione di Berkshire Hathaway e lì ci fu il vero salto di qualità.

Essere il secondo di Buffett non ha ridimensionato il suo ruolo. Anzi, spesso Munger è stato una forza trainante negli investimenti, negoziando i dettagli di grandi acquisizioni. Munger è risultato determinante ad esempio nell’acquisto di una quota della casa automobilistica cinese BYD, in virtù anche della sua spiccata attitudine ingegneristica. Il patrimonio personale di Munger è stato valutato da Forbes circa 2,6 miliardi di dollari, ma l’ex-vicepresidente di Berkshire era anche un generoso filantropo. Nel 2013 donò oltre 100 milioni di dollari per la costruzione di alloggi presso l’Università del Michigan.

 

La filosofia di investimento

Come ha scritto Buffett agli azionisti nel 2015, la filosofia di investimento di Munger non era “comprare aziende eque a prezzi meravigliosi, ma comprare aziende meravigliose a prezzi equi“. Entrambi portavano avanti il concetto del value investing di Benjamin Graham, secondo cui bisognava andare alla ricerca di società ben gestite con azioni sottovalutate. Mentre era palese l’avversione dei due per le aziende tecnologiche e per tutte quelle attività che non riuscivano a comprendere. Sulla base di questo credo hanno evitato di coinvolgere Berkshire nello scoppio della bolla delle dot-com a inizio millennio.

Munger non amava molto nemmeno gli investimenti in oro. “L’oro è una grande cosa da cucire nei tuoi vestiti, ma penso che le persone civilizzate non comprino oro ma investano in attività produttive”, dichiarava. Allo stesso tempo detestava letteralmente le criptovalute, definendo Bitcoin “veleno per topi”. Fino all’ultimo, l’ex-vicepresidente di Berkshire ha resistito ai social, rifiutando di aprire qualsiasi account su una piattaforma. “Questo non è il mio ambiente. Non mi piacciono troppe cose che succedono contemporaneamente” aveva detto.

Si è mostrato scettico anche verso l’intelligenza artificiale, ritenendo il clamore intorno a essa esagerato. “Penso che l’intelligenza vecchio stile funzioni abbastanza bene”, disse. Munger abbinava il suo concetto di investimento a quello della vita di tutti i giorni. “Penso che la strada migliore per la felicità umana sia quella di aspettarsi di meno”, aveva detto di fronte all’ultima assemblea degli azionisti.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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