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Chevron: trimestrale deludente, ma la società alza dividendi e buyback

Due tecnici della società petrolifera Chevron

Chevron ha deluso il mercato con una trimestrale al di sotto delle aspettative degli analisti. I deboli rendimenti delle raffinerie estere del colosso energetico statunitense sono risultati decisivi insieme al calo dei prezzi del petrolio e all’aumento dei costi rispetto a un anno fa. I dati insoddisfacenti arrivano mentre l’azienda si appresta a fare una gigantesca operazione di acquisizione del rivale storico Hess Corporation per 53 miliardi di dollari. Soprattutto, assumono valenza dal momento in cui il competitor ExxonMobil ha rilasciato una trimestrale positiva.

Il presidente e amministratore delegato di Chevron Mike Wirth ha cercato di ridurre le preoccupazioni parlando di “solidi risultati trimestrali e forti rendimenti di cassa per gli azionisti”, pari a 20 miliardi di dollari da inizio anno con una crescita del 27% rispetto allo stesso periodo del 2022 ma le azioni a Wall Street sono affondate nelle prime contrattazioni dopo l’apertura, registrando una perdita di circa 5 punti percentuali.

 

Chevron: i numeri della trimestrale

Il colosso di San Ramon ha riportato ricavi complessivi per 54,08 miliardi di dollari nel terzo trimestre 2023, in calo rispetto ai 66,64 miliardi di dollari dello stesso trimestre dello scorso anno. L’utile rettificato è ammontato a 5,7 miliardi di dollari (o 3,05 dollari per azione). Ciò si raffronta con profitti di 10,8 miliardi di dollari (o 5,56 dollari per azione) del terzo trimestre 2022, ma soprattutto con EPS di 3,71 dollari previsti dal consensus. L’utile netto è risultato di 6,56 miliardi di dollari nel 3Q 2023 (o 3,48 dollari per azione) rispetto agli 11,2 miliardi di dollari ( o 5,78 dollari per azione) del 3Q 2022.

A incidere sul risultato finale i seguenti fattori:

 

  • un beneficio fiscale una tantum in Nigeria di 560 milioni di dollari;
  • costi di liquidazione delle pensioni di 40 milioni di dollari;
  • effetti valutari favorevoli per 285 milioni di dollari.

 

Il volume dell’estrazione di petrolio e gas è salito a 3,15 milioni di barili (boed, barili di petrolio equivalente al giorno), grazie all’acquisizione di PDC Energy. Mentre un anno fa Chevron ha pompato 3,02 milioni di boed. Per quanto riguarda l’aspetto finanziario, il flusso di cassa dell’azienda dalle attività operative è sceso a 9,7 miliardi di dollari dai 15,3 miliardi di dollari di un anno fa, mentre nello stesso periodo il free cash flow è passato da 12,3 a 5 miliardi di dollari. Il debito totale nei primi nove mesi dell’anno è sceso da 23,34 miliardi di dollari a 20,56 miliardi di dollari.

 

Dividendi e buyback

I brutti risultati trimestrali seguono l’annuncio di un aumento del dividendo del prossimo anno dell’8% e di riacquisti annuali di azioni proprie del 14% a 20 miliardi di dollari. Riguardo il buyback, si tratta del record di liquidità restituito agli azionisti. “Chevron sta ottenendo ottimi risultati finanziari, investendo al tempo stesso per far crescere in modo redditizio le nostre attività tradizionali e quelle della nuova energia, in modo da generare un valore superiore per gli azionisti”, ha affermato l’amministratore delegato Wirth. Da segnalare che anche Exxon ha deciso di aumentare la cedola per gli azionisti, ma a fronte di un raddoppio della liquidità in un anno.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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