Tasse: chi non le paga in Italia

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Nel 2022 il Fisco italiano ha recuperato dalla lotta all’evasione oltre 20 miliardi di euro. È quanto emerge dal bilancio operativo della Guardia di Finanza: in Italia gli evasori totali sono cresciuti del 54,8% nel corso dell’anno in esame, arrivando a una quota complessiva di 8.924 soggetti. Ma a parte esercenti o autonomi che evadono, lavoratori in nero e irregolari, chi non paga le tasse in Italia rispettando la legge?

 

Chi non paga le tasse in Italia

Non esiste una normativa univoca e generica in materia, valida per ogni tipo di esenzione: l’esonero varia da soggetto a soggetto. Innanzitutto, bisogna fare una distinzione tra le tasse come il ticket per le prestazioni sanitarie, la TARI per la raccolta dei rifiuti, l’occupazione di suolo pubblico e le tasse di registro e le imposte come l’IRPEF, che dipendono dalla capacità contributiva del singolo in base al suo reddito o patrimonio. Se le tasse non si pagano quando non si utilizza il determinato servizio a cui fanno riferimento, le imposte servono a finanziare i beni indivisibili che appartengono all’intera comunità.

In Italia la tassazione è improntata al criterio della progressività: più si possiede e si guadagna, più si paga. Le imposte, dipendendo dalla capacità specifica del contribuente, non si pagano solo nel caso in cui il cittadino non ha redditi e patrimoni. L’IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, è la più pagata dagli italiani. A versarla sono soprattutto lavoratori dipendenti, autonomi (imprenditori, Partite IVA e partecipanti in società di persone e assimilate) e (pochi) pensionati. In tutti questi casi, ci sono scaglioni con aliquote diverse a seconda del reddito. Oltre a chi non ha redditi e patrimoni, fino al 2022 non erano soggetti al pagamento dell’IRPEF quattro categorie di cittadini:

 

  • i pensionati con un reddito annuo inferiore a 8.500 euro;
  • i lavoratori dipendenti con un reddito annuo inferiore a 8.145 euro;
  • i lavoratori autonomi con un reddito annuo inferiore a 4.800 euro;
  • le famiglie monoreddito con due genitori e due figli con un reddito annuo inferiore 16.340 euro.

 

Con la riforma fiscale varata nel 2023 dal governo Meloni, è stata introdotta una no tax area uguale per tutti: i contribuenti che percepiscono redditi fino al limite di 8.174 euro all’anno non dovranno pagare tasse, dal momento che per loro l’imposta non è dovuta.

Per agevolare il settore agricolo, è stata introdotta anche l’esenzione per i redditi dominicali dei proprietari terrieri e i redditi agrari per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli. L’esenzione dal pagamento dell’IRPEF è valida pure per le Partita IVA con regime forfettario, tenute a un’imposta sostitutiva del 5% che diventa del 15% dopo cinque anni dall’apertura. In aggiunta, non rientrano nel reddito imponibile da considerare ai fini del pagamento dell’IRPEF queste entrate:

 

  • gli assegni familiari;
  • l’assegno sociale;
  • gli assegni di mantenimento una tantum nelle coppie separate o divorziate;
  • gli assegni periodici per il mantenimento dei figli;
  • le borse di studio assegnate con fondi pubblici o accordi internazionali;
  • i compensi per il lavoro di scrutatore ai seggi elettorali;
  • la rendita catastale dei fabbricati non affittati;
  • le somme percepite per risarcimento dei danni;
  • le pensioni sociali, di invalidità e ai familiari dei superstiti, di guerra e agli orfani;
  • le maggiorazioni sociali sulle pensioni;
  • le somme una tantum ai familiari dei soggetti morti per infortunio sul lavoro;
  • le rendite INAIL;
  • i lavori svolti con prestazione occasionale se il compenso non supera i 4.800 euro annui;
  • i redditi percepiti dagli sportivi e dai componenti di cori e bande musicali dilettanti fino a 10.000 euro.

 

Su due imposte come il canone Rai e il bollo auto, sono previste esenzioni specifiche. L’esonero dal pagamento del canone Rai è riservato a:

 

  • persone che hanno compiuto 75 anni, con un reddito annuo proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 8.000 euro e senza conviventi titolari di un reddito propri, fatta eccezione per collaboratori domestici, colf e badanti;
  • diplomatici e militari stranieri;
  • cittadini intestatari di un’utenza elettrica residenziale ma che non detengono il televisore.

 

L’esenzione dal pagamento del bollo auto, ovvero la tassa automobilistica gestita dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano, è per:

 

  • i portatori di handicap che usufruiscono dei benefici della 104 (la Legge n. 104 del 5 febbraio 1992), con limiti di cilindrata e per un solo veicolo;
  • i proprietari di auto storiche, ovvero con oltre 30 anni di età;
  • i proprietari di auto elettriche, ibride, a basse o a 0 emissioni, a discrezione della regione di appartenenza.

 

Altri casi di esenzione dal versamento del bollo auto riguardano le macchine delle organizzazioni di volontariato e non governative, con finalità di soccorso sanitario e adibite al servizio di estinzione incendi. In aggiunta, è possibile richiedere la sospensione temporanea quando si porta l’auto all’estero per oltre 12 mesi e quando si effettua la rivendita tramite i concessionari autorizzati. Anche nella categoria delle tasse, ci sono diversi tipi di esenzione. Non pagano il ticket sanitario per le prestazioni:

 

  • i malati cronici;
  • le donne in gravidanza;
  • gli invalidi;
  • i minori sotto i 6 anni e gli anziani sopra i 65, se il nucleo familiare ha un reddito inferiore ai 36.151,98 euro annui;
  • i disoccupati con familiari a carico e un reddito inferiore a 8.263,31 euro all’anno (11.362,05 euro se uno dei coniugi è a carico).

 

Chi ha un reddito di famiglia con valore ISEE inferiore a 20.000 euro annui non è tenuto al pagamento della tassa scolastica del MIUR prevista al quarto e quinto anno di superiori. La tassa di iscrizione all’università non è dovuta agli studenti meritevoli (100 o 100 e lode alla maturità, il massimo dei CFU previsti nell’anno accademico, la discussione della tesi di laurea nell’anno in corso), a chi appartiene a determinate categorie (i disabili con una disabilità certificata pari o superiore al 66%) e a chi ha un reddito di famiglia con valore ISEE inferiore a 20.000 euro annui.

La TARI non si paga esclusivamente per i locali e le aree inutilizzabili che non producono rifiuti; l’IMU (l’imposta municipale unica) si paga su tutte le seconde case ma non si paga su tutti gli immobili identificati come abitazione principale, a meno che non facciano parte delle categorie catastali che li classificano come di lusso: A/1, A/8 e A/9.

 

Che succede a chi non paga le tasse?

La mancata presentazione di IVA, dichiarazione dei redditi e modello 770 entro 90 giorni dalla scadenza o una presentazione fraudolenta, fanno scattare il reato di omessa dichiarazione. Per esserci reato, i redditi non dichiarati devono superare il 5% del totale o l’importo di 1,5 milioni di euro. Per l’imposta non pagata, la soglia deve essere superiore ai 30.000 euro. Per la dichiarazione infedele, il tetto è di 150.000 euro per l’imposta non pagata e del 10% del totale (o di 3 milioni di euro) del reddito non dichiarato.

La dichiarazione fraudolenta è punita con un periodo di carcere che va da 1 anno e 6 mesi a 6 anni. Per la dichiarazione infedele, la sanzione prevista è la reclusione da 1 a 3 anni; stessa pena per l’omessa dichiarazione, ma solo se l’imposta evasa supera i 50.000 euro o i 250.000 euro per l’IVA. L’emissione di fatture false è punita con il carcere da 1 anno e 6 mesi a 6 anni, indipendentemente dall’importo dell’evasione. Chi distrugge oppure occulta scritture contabili rischia la reclusione da 6 mesi a 5 anni. Infine, quando si evade ma rimanendo al di sotto della soglia di punibilità, si rischiano dure sanzioni amministrative, il pignoramento dei beni, l’ipoteca o il fermo dell’auto.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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