Da Strategy a Tesla: chi sono le principali Bitcoin Treasuries, tra cui un’italiana

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Il rebranding di MicroStrategy, che ha deciso di cambiare nome in Strategy e riflettere la nuova identità concentrata su Bitcoin e intelligenza artificiale con l’eliminazione del prefisso Micro e l’adozione della famosa nel suo logo, ha accesso i riflettori sulle cosiddette Bitcoin treasuries, tutte quelle organizzazioni che ridefiniscono l’attività aziendale puntando sugli asset digitali e in particolare sulla regina delle criptovalute. L’esempio di Strategy, società di sviluppo che fornisce business intelligence, software mobile e servizi basati su cloud, con una capitalizzazione di mercato arrivata a 82 miliardi di dollari nel febbraio del 2025, sta ispirando una serie di aziende ad acquistare BTC e a detenere quantità importanti della criptovaluta nelle tesorerie, allo scopo di risollevare i prezzi delle proprie azioni.

 

Le principali Bitcoin treasuries: la top 10

Secondo i dati di Coinkite, si contano 78 società quotate in Borsa e sparse in giro per il mondo che stanno seguendo il percorso di Strategy. Il portale BitcoinTreasuries conteggia invece 159 compagnie pubbliche e private, governi, fondi ed ETF casseforti di Bitcoin. Il modello di Strategy è significativo: nel quarto trimestre del 2024, la software house della Virginia ha registrato una perdita GAAP di 3,03 dollari per azione, perdite complessive per 670,8 milioni e un fatturato totale di 120,7 milioni, -30% rispetto all’anno precedente. “Strategy guida l’innovazione nelle due tecnologie più rivoluzionarie del ventunesimo secolo: Bitcoin e intelligenza artificiale”, ha dichiarato l’amministratore delegato Phong Le. “Dopo 35 anni, il nostro nuovo marchio rappresenta perfettamente la nostra ricerca della perfezione”, ha aggiunto il cofondatore Michael J. Saylor.

Sotto la guida di Saylor e Phong Le, Strategy ha accumulato 471.107 bitcoin, detenuti in bilancio investendo oltre 20 miliardi di dollari. Una riserva costruita a partire dal 2020 e che oggi, con la crypto valutata a 97.304 dollari, vale 45,8 miliardi. Con questa mossa, nel 2025 Strategy punta a un guadagno annuale di 10 miliardi sulle sue partecipazioni in Bitcoin. Grazie alla strategia di accumulazione e a questi numeri, Strategy è diventata la società quotata in Borsa a detenere la quantità maggiore di Bitcoin. Guardando a tutte le aziende pubbliche e private accumulatrici di Bitcoin, incluse le società di mining, la Top 10 delle casseforti di BTC in base ai dati raccolti da BitcoinTreasuries vede in testa proprio Strategy, tallonata da Mara Holdings e con Riot Platforms più distaccata:

 

  1. Strategy: 471.107 BTC;
  2. Mara Holdings: 45.659 BTC;
  3. Riot Platforms: 18.221 BTC;
  4. CleanSpark: 10.556 BTC;
  5. Hut 8 Corp: 10.208 BTC;
  6. Tesla: 9.720 BTC;
  7. Coinbase Global: 9.480 BTC;
  8. Block: 8.363 BTC;
  9. Bitcoin Group SE: 3.589 BTC;
  10. Semler Scientific: 3.192 BTC.

 

Nelle liste stilate e aggiornate da BitcoinTreasuries, divise per società, ETF e fondi, DeFi e smart contracts, private companies e governi nazionali, c’è un solo nome italiano: Intesa Sanpaolo. Con un’operazione avvenuta il 13 gennaio scorso, la principale banca italiana per quota di mercato ha acquistato 11 Bitcoin per un controvalore di 1 milione di euro. “Siamo leader europei in termini di capitalizzazione di Borsa e quindi non dovrebbe stupire se facciamo quello che fanno tutte le altre banche nel mondo – ha spiegato l’amministratore delegato Carlo Messina a margine del convegno Investimenti, innovazione, credito –. Peraltro si tratta di importi limitatissimi: complessivamente abbiamo 100 miliardi di euro in portafoglio titoli. Quindi è un esperimento, un test, una dimostrazione di come si può avere un’attenzione verso canali digitali, molto limitata in termini di investimento. Ma soprattutto questa iniziativa dimostra che siamo pronti nel caso in cui alcuni clienti particolarmente sofisticati ci chiedessero di effettuare queste specifiche forme di investimento. Io personalmente la ritengo una forma di investimento che deve essere riservata a investitori istituzionali e a clienti con grandissima professionalità e grandissime skill”.

 

La mossa di Strategy e gli accumulatori di BTC

La firma di Donald Trump su un ordine esecutivo per la creazione di un fondo sovrano nazionale e le sempre più frequenti indiscrezioni sull’inserimento di Bitcoin e altre criptovalute nella riserva strategica statunitense, trasformerebbero la gestione di una cassaforte di BTC e crypto in un prezioso vantaggio competitivo nel tempo, oltre che in una potente arma politica. Il successo di Strategy e l’inversione di tendenza con il passaggio a Bitcoin-first company, sta già generando imitatori. Non solo brand celebri come BlackRock e Coinbase, Tesla e Reddit, da sempre attenti alla valuta digitale ideata da Satoshi Nakamoto. È il caso di aziende come Semler Scientific e Kulr Technology Group. Nata come società di tecnologia, software e forniture in campo medico e sanitario, Semler Scientific ha rivelato nel maggio del 2024 di aver acquistato 581 BTC per circa 40 milioni di dollari: con questo annuncio, le sue azioni sono aumentate di oltre il 31%.

In seguito Semler Scientific ha utilizzato i fondi degli investitori (nello specifico un’obbligazione convertibile) per acquistare altri 871 Bitcoin pari a una spesa di 88,5 milioni. Stavolta, le sue azioni sono salite del 120%. Non è da meno Kulr Technology Group, società di piattaforme per la gestione dell’energia che sviluppa, produce e concede in licenza tecnologie di gestione termica della fibra di carbonio per batterie e sistemi elettronici a partner importanti, dalla Nasa e la Marina degli Stati Uniti a Edom Technology e altre realtà dell’ecosistema AI. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, Kulr ha acquistato 510 BTC per una spesa di 51 milioni di dollari. Non ancora soddisfatto, l’amministratore delegato e cofondatore Michael Mo ha annunciato l’intenzione di spendere fino al 90% del surplus di cassa per comprare altri Bitcoin.

 

I casi OneMedNet e Metaplanet

L’integrazione tra finanza tradizionale e criptovalute fa crescere le Bitcoin Treasuries e i BTC holders. Nel 2024 OneMedNet, società di servizi di ricerca fisica e biologica commerciale con una capitalizzazione di mercato di 27,7 milioni di dollari, ha raccolto 4,6 milioni tramite un collocamento privato per reagire ad alcuni venditori allo scoperto che stavano deprimendo le quotazioni delle sue azioni. Oltre ad aumentare i ricavi, l’azienda del Minnesota guidata da Aaron Green e Jeffrey Yu ha usato Bitcoin come leva, facendo aumentare il prezzo delle azioni di circa il 20%. Al collocamento di OneMedNet ha partecipato il fondo di investimento Off the Chain Capital: “Bitcoin è come la kryptonite per gli short sellers”, ha dichiarato Brian Estes, responsabile degli investimenti del fondo.

Ancora più “estremo” è il progetto di Metaplanet, la Strategy giapponese e prima Bitcoin Treasury quotata alla Borsa di Tokyo. La società di investimento nipponica è passata dal settore alberghiero a essere una cassaforte di Bitcoin: da allora, il prezzo delle sue azioni è salito del 2.000%. Oggi Metaplanet possiede 1.762 BTC e ha nei piani di raccogliere 116 miliardi di yen (circa 750 milioni di dollari) per acquistarne altri: si tratterebbe della più grande raccolta di capitali nella storia dei mercati azionari asiatici per acquisire BTC. Persino l’albergo che gestisce a Tokyo sarà presto oggetto di rebranding e diventerà The Bitcoin Hotel, con apertura prevista nel terzo trimestre del 2025. “Siamo più di un semplice hotel – spiega Metaplanet in un post su X –: siamo un hub per l’adozione, l’educazione e la comunità Bitcoin. Con la prima galleria mondiale di BTC, un museo d’arte e spazi per connettersi, ci proponiamo di ispirare e unire la comunità Bitcoin”.

Immagine di Redazione

Redazione

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