Chief Artificial Intelligence Officer: chi è, cosa fa, quanto guadagna

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L’AI Priorities Study 2023 di Foundry conferma il boom dell’intelligenza artificiale generativa nelle aziende e rivela che l’11% delle imprese medio-grandi ha già in organigramma un Chief Artificial Intelligence Officer, meglio noto come CAIO, mentre il 21% si sta organizzando per assumerne uno.

D’altronde è una delle figure professionali più richieste per quelle realtà che guardando ad obiettivi aziendali più ampi, vogliono sviluppare una rete potenziata su cui costituire le fondamenta del business del futuro. Negli Stati Uniti, ad esempio, la Casa Bianca sta richiedendo a tutte le agenzie governative di nominare un responsabile di elevato profilo dell’intelligenza artificiale: il Dipartimento di Giustizia è stato il primo ad aderire, scegliendo l’informatico di Princeton Jonathan Mayer come CAIO.

 

Chi è e cosa fa il Chief Artificial Intelligence Officer

Il Chief Artificial Intelligence Officer è un leader tecnologico che si occupa di educare l’azienda o un’organizzazione sull’AI e adattare i modelli di business all’intelligenza artificiale, renderla sicura e affidabile ed elaborare una politica di utilizzo responsabile per regolarne l’uso interno ed esterno.

La normativa sull’AI è infatti in continua evoluzione per tenere il passo con la tecnologia e regolare il lavoro degli operatori che sviluppano e utilizzano questo sistemi. In Europa c’è l’AI Act, il regolamento comunitario sull’intelligenza artificiale e prima legge complessiva che mette al centro dello sviluppo delle tecnologie il rispetto e la tutela dei diritti fondamentali e della dignità delle persone.

Quella del Chief Artificial Intelligence Officer è una posizione di alto livello nella struttura organizzativa di un’azienda: ha un rapporto diretto sia con il CEO che con il CDO, il CTO e il CIO, collaborando con questi ultimi all’implementazione delle IT. Questa figura ha la responsabilità nel valutare i rischi associati all’implementazione delle AI e ridurne l’insorgere attraverso solidi processi di test e monitoraggio.

È compito del CAIO guidare la visione strategica dell’azienda, sviluppare l’implementazione e integrare la strategia IA, monitorare e gestire il processo di controllo dei sistemi e soprattutto assicurare la formazione di lavoratrici e lavoratori (ma anche di amministratori delegati, gruppi dirigenti e membri del consiglio di amministrazione) che si ritroveranno ad utilizzare le AI generative nelle loro mansioni.

Le competenze richieste al CAIO sono una profonda comprensione del business, l’aggiornamento continuo sugli sviluppi della tecnologia e la consapevolezza normativa. Al Chief Artificial Intelligence Officer si richiede la supervisione di ogni passaggio, dalla progettazione all’implementazione, guidando anche gli investimenti interni sull’intelligenza artificiale.

Il CAIO svolge un ruolo cruciale nel garantire che le tecnologie di AI siano sfruttate in modo efficace ed etico per raggiungere gli obiettivi di creazione di valore. Il New York Times lo definisce “il lavoro più hot nelle aziende americane”. Questi manager non sono richiesti solo nelle tech company e nelle startup hi-tech ma nelle imprese di tutti i tipi e settori, dalle grandi aziende alle PMI, dall’industria e la finanza alla sanità e la pubblica amministrazione.

 

Gli studi e lo stipendio: quanto guadagna il CAIO

Il Chief Artificial Intelligence Officer incrocia una formazione manageriale, giuridica e tecnologica, senza mai dimenticare le competenze umane e trasversali che le facoltà umanistiche incrementano più di ogni altra. È possibile partire da uno dei tanti corsi di laurea e master di intelligenza artificiale presenti in Italia, che attraversano l’informatica e l’ingegneria informatica, la matematica, la statistica e la data science, la filosofia e il diritto, la machine e il deep learning.

A laurea e post-laurea si aggiunge un dottorato di ricerca in informatica, fisica, matematica o in un campo di studi simile. Inoltre, per incrementare la creatività necessaria per questo lavoro, i CAIO devono essere spinti da curiosità e passione, guardare a obiettivi a lungo termine, incrementare la valorizzazione del lato creativo, l’apprendimento continuo e la capacità di adattamento.

Il portale specializzato Glassdoor stima in 35.000 dollari all’anno lo stipendio medio di un Chief Artificial Intelligence Officer negli Stati Uniti. Naturalmente è un salario che varia in base all’esperienza e al tipo di azienda: alcune realtà garantiscono stipendi simili a quelli degli AI Engineer che si aggirano ben oltre i 40.000 dollari.

Quella del Chief Artificial Intelligence Officer è una posizione sempre più ambita e richiesta, anche se la sua definizione è ancora in fase di elaborazione. Stando ai dati raccolti da LinkedIn, il numero di aziende con una posizione di CAIO è più che triplicato negli ultimi cinque anni, con un aumento del 13% a partire dal 2022.

Un esempio del lavoro del Chief Artificial Intelligence Officer è fornito da Nguyen Xuan Phong, CAIO di FPT Software, multinazionale vietnamita fornitore globale di servizi IT. In un’intervista pubblicata sul sito dell’azienda, il manager spiega come ha sviluppato l’approccio dell’impresa all’intelligenza artificiale.

FPT ha creato un ecosistema completo e innovativo per l’AI, concentrandosi su tre aree chiave: ricerca e sviluppo; servizi per un’integrazione fluida nelle operazioni aziendali; investimenti in prodotti e soluzioni. Il nostro obiettivo principale nello sviluppo dell’intelligenza artificiale è l’efficienza e il miglioramento dell’esperienza del cliente. Ormai navighiamo nell’era della trasformazione digitale e l’AI e l’apprendimento automatico sono al centro dell’attenzione. Pertanto, la nostra strategia di sviluppo mira a consentire alle organizzazioni di garantirsi un futuro, digitalizzare le proprie operazioni e ottimizzare i costi aziendali.

Il compito di Nguyen Xuan Phong è lanciare una community che condivida la passione per i progressi dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico in tutte le aree strategiche. Per raggiungere questo obiettivo, ha formato un team chiamato AI4Code, composto da scienziati, ingegneri e professionisti esperti che possiedono una vasta competenza internazionale nella ricerca.

I membri del gruppo di lavoro collaborano per migliorare la conoscenza dell’AI e scambiare idee, con un’attenzione particolare agli ultimi progressi nell’intelligenza artificiale, tra cui gli LLM (i Large Language Models), per migliorare le attività di programmazione. Questa sfida è solo l’inizio della ricerca di FPT, mirata ad aumentare la produttività degli sviluppatori e a favorire un approccio lavorativo più efficiente in tutta l’organizzazione.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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