ASIA POSITIVA, SEMPRE PIÙ VICINI ALLE RESISTENZE DI BREVE - Borsa e Finanza

ASIA POSITIVA, SEMPRE PIÙ VICINI ALLE RESISTENZE DI BREVE

Indice cinese con barre giornaliere

Copione analogo a quello di venerdì in Asia, indici coralmente positivi ad eccezione di Hong Kong che si muove sulla parità. I listini risentono della decisione della Banca Centrale Cinese di tagliare la riserva obbligatoria per le banche presso la Pboc (la banca centrale).

Le piazze finanziarie risentono anche di un clima più disteso sul commercio internazionale, con la possibilità di nuovi colloqui ad ottobre e dei possibili stimoli che verranno messi in campo dalle Banche Centrali.

Nel week end ci sono state proteste ad Hong Kong con le richieste dei manifestanti di sostegno all’amministrazione americana.

Nel dettaglio queste le chiusure: Bombei +0,60% (ancora aperta), Shanghai +0,61%, Tokyo +0,56%, Seul +0,52%, Hong Kong -0,05% (ancora aperta).

Così tecnicamente

Tecnicamente gli indici si muovono oramai a ridosso delle principali resistenze di breve. Gli indici hanno tutti confermato l’impulso rialzista, la seduta di Hong Kong rimane però neutrale.

Quanto ai trend sono tutti in tendenza positiva di breve dopo aver abbandonato la congestione di agosto. L’unica è l’India che si muove ancora nella lateralità estiva.

Valute

Il dollaro chiude contrastato la seduta asiatica, si apprezza nei confronti dello Yuan e ed è sulla parità nei confronti dello Yen.

Dollaro Yen è in tendenza positiva dalla metà di agosto. La sessione asiatica chiude neutrale a 106,90. La prossima resistenza è a 107,50. Segnali di debolezza sotto 106,50.

Dollao Yuan, come detto, ha toccato i massimi intraday a 7,19 59 ad un passo da 7,20 all’inizio della settimana precedente per poi ritracciare nelle sedute successive.

Il cambio rimane all’interno di un impulso ribassista. La seduta di oggi è tuttavia neutrale con chiusura della sessione asiatica a 7,12 90 (+0,02%). Il successivo supporto è a 7,06.

Prosegue l’impulso ribassista per Euro Dollaro partito venerdì. La sessione asiatica termina a 1,10 31. +0,07%. I minimi di periodo sono in area 1,09.

Materie Prime

Il petrolio rimane all’interno di una figura di congestione a forma di triangolo ascendente. Nel momento in cui si scrive il greggio scambia a 57,18 dollari con un rialzo di oltre l’1% rispetto a venerdì. Sul breve decisiva è la chiusura sopra 57,50 dollari. Nella settimana passata c’è stata una falsa rottura.

Nel fine settimana è stato comunicato l’avvicendamento al vertice della Ministero dell’Energia dell’Arabia Saudita. Re Salman dell’Arabia Saudita ha sostituito il ministro dell’Energia Khalid Al Falih con uno dei suoi figli: il principe Abdulaziz bin Salman. Al Falih ha perso anche la presidenza del Consiglio di Amministrazione di Saudi Aramco. In un colpo solo quindi 2 novita: è la prima volta che un componente della famiglia reale diventa Ministro del Petrolio ed è sempre la prima volta che la Presidenza di Saudi Aramco non coincide con il titolare del Ministero del Petrolio.

Il rame ha reagito dai minimi di periodo a 2,52 di inizio settimana. L’impulso rimane positivo anche se la chiusura asiatica è ancora neutrale tecnicamente, algebricamente chiude la sessione asiatica a 2,62 invariato rispetto a venerdì.

Quanto all’oro, la chiusura della sessione asiatica è leggermente positiva 1.508 -0,04%. Ritraccia dai massimi di periodo e resistenze di breve in area rispettivamente a 1.555 e 1.550. L’impulso rimane ancora negativo.

Tassi di interesse

In salita i prezzi dei bond decennali, con un ribasso dei rendimenti. Il decennale giapponese rende -0,25% con -0,09 basis point, quello australiano quota 1,03% -0,6% basis point di rendimento.

I rendimenti sono all’interno di impulsi rialzisti.

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