Cobalto: la domanda oggi proviene soprattutto dalle auto elettriche

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Le auto elettriche hanno fatto incetta di cobalto nel 2021, superando la domanda per la materia prima che si è registrata nel settore degli smartphone e dei PC. Secondo i dati rilasciati dal Cobalt Institute, lo scorso anno le case automobilistiche hanno consumato globalmente 59 mila tonnellate di cobalto, pari al 34% della domanda complessiva di 175 mila tonnellate. La produzione di cellulari invece ha richiesto circa 26 mila tonnellate del minerale, mentre quella di laptop e tablet circa 16 mila.

Tutto questo ha un significato molto importante per l’industria automobilistica, che ora deve affrontare l’ardua sfida di riuscire ad accaparrarsi una quantità sufficiente della materia prima vista la crescita del settore. Secondo le stime, entro il 2026 la metà della domanda di cobalto dovrebbe provenire proprio dal settore automobilistico, il che aumenta le speculazioni che grandi produttori di auto elettriche possano effettuare delle acquisizioni di grosse società minerarie.

Il numero uno di Tesla Elon Musk non ha escluso questa eventualità, a una conferenza del settore la scorsa settimana. Il miliardario 50enne ha precisato che in questo momento la società da lui capitanata non ha in programma di acquisire società che operano nel settore minerario ma, se questo è l’unico modo per accelerare sulla transizione energetica, il passo sarà fatto.

 

Cobalto: un minerale problematico

Il cobalto è insieme a litio e nichel uno degli elementi chiave nella costruzione delle batterie per auto elettriche. Il punto è che si tratta di una materia prima rara e particolarmente problematica. L’offerta infatti è molto concentrata, dal momento che il 75% della fornitura mondiale proviene dalla Repubblica Democratica del Congo, dove la produzione è appannaggio di alcune società cinesi e di Glencore, la multinazionale anglo-svizzera con sede a Baar. Nello scorso anno dal Paese africano sono stati prodotte 118 mila tonnellate di cobalto, mentre il secondo Paese fornitore, l’Australia, è arrivato appena a 5.600 tonnellate.

Le batterie contenenti cobalto rappresentano i tre quarti della domanda globale riguardo le auto elettriche, ma sono dominanti nei modelli in USA ed Europa. In Cina invece le auto sono per lo più alimentate da batterie al litio-ferro fosfato, che sono sicuramente a basso costo ma dotate altresì di un’autonomia inferiore e con prestazioni minori.

Lanciando uno sguardo al futuro, il Cobalt Institute prevede una crescita della domanda di cobalto nei prossimi 5 anni fino a raggiungere un picco di 320 mila tonnellate, quasi il doppio rispetto al livello dello scorso anno. In particolare la richiesta dovrebbe essere alta nel biennio 2022-23, per iniziare la discesa nel 2024. Nei 2 anni successivi fino al 2026, l’istituto stima una crescita dell’offerta media dell’8%, rispetto a oltre il 12% della domanda, il che determinerà deficit rilevanti. Negli ultimi anni le quotazioni del cobalto hanno registrato un incremento sostenuto, raddoppiando di valore lo scorso anno a 32 dollari la libbra. Il rally è continuato nei primi 5 mesi del 2022, con il minerale che scambia in questo momento a circa 37 dollari la libbra.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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