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Codice fiscale inverso: cos’è e come si calcola

Per molti resta ancora un mistero, ma il codice fiscale inverso è in realtà qualcosa di estremamente semplice. In sostanza, si tratta della verifica del codice fiscale e della conferma della sua correttezza. Il procedimento permette, a partire dal normale codice fiscale di una persona fisica composto da una sequenza di 16 lettere maiuscole e numeri, di risalire ai principali dati anagrafici del titolare: sesso, data, comune e provincia di nascita. È più difficile individuare con esattezza nome e cognome, e adesso vediamo perché.

 

Codice fiscale inverso: come si calcola?

Il calcolo del codice fiscale inverso non è nient’altro che l’applicazione contraria dell’algoritmo necessario per generare un tradizionale codice fiscale, una procedura regolata dal Decreto del Ministero delle Finanze n. 2227 del 12 marzo 1974. Di solito, le prime tre lettere del codice fiscale sono le prime tre consonanti del cognome. Ad esempio, la signora Luciani avrà come prima, seconda e terza lettera del codice fiscale LCN. Ma partendo da LCN, il cognome potrebbe essere anche Lucioni o Liciani. Dunque, ci sono numerose situazioni nelle quali non è possibile identificare esattamente il cognome perché le prime tre consonanti saranno le stesse.

Lo stesso discorso del cognome vale per il nome: quarta, quinta e sesta lettera del codice fiscale corrispondono a prima, terza e quarta consonante del nome proprio. Quindi, determinare con esattezza un nome è impossibile, anche se si possono fare delle ipotesi e avvicinarsi molto a quello corretto. LSN potrebbe essere Alessandra (nel 95,86% dei casi), ma queste tre lettere includono pure tutti i nomi doppi.

I caratteri nelle posizioni dalla settima all’undicesima del codice fiscale sono gli ultimi due numeri che definiscono l’anno di nascita (vanno da 00 a 99), una lettera che identifica il mese (A = gennaio, B = febbraio, C = marzo, D = aprile, E = maggio, H = giugno, L = luglio, M = agosto, P = settembre, R = ottobre, S = novembre, T = dicembre) e una doppia cifra per il giorno di nascita. Per le donne, si somma sempre 40 al giorno di nascita. Se la signora Luciani ha 78E52 dopo LCN e LSN, è sicuramente nata il 12 maggio del 1978.

Gli ultimi cinque caratteri del codice fiscale sono una lettera, tre numeri e un’altra lettera: la prima lettera e le tre cifre successive sono il codice del comune; l’ultima lettera in chiusura è il codice di controllo generato automaticamente dal sistema per verificare la correttezza del codice. Il codice del comune si chiama codice catastale ed è usato dall’amministrazione per identificare un comune italiano o uno Stato estero se il cittadino è straniero. Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile questa tabella dove cercare e scoprire il codice del proprio comune di nascita. Per proseguire con lo stesso esempio, se la signora Alessandra Luciani ha nel codice fiscale il codice ente C933, vuole dire che è nata a Como.

Quindi, riepilogando, per sesso, data e comune di nascita l’affidabilità è del 100%; per nome e cognome c’è un margine di errore e una correttezza mai del tutto completa. Ma che cosa fare nei casi di omocodia, ovvero di persone “gemelle fiscali” (anche più di due) che si ritrovano ad avere lo stesso codice?

 

Omocodia sul codice fiscale: cosa fare?

Non è così raro che ci siano persone che si chiamano allo stesso modo o in maniera simile, nate lo stesso giorno e magari con un luogo di nascita identico. Considerando che il codice di controllo pesca una delle 21 lettere dell’alfabeto italiano, non è nemmeno così improbabile vedersi assegnata la stessa lettera. Secondo le statistiche, si contano in media circa mille casi di omocodia all’anno in Italia.

È l’Agenzia delle Entrate a risolvere le omocodie. Chi scopre di avere un codice fiscale “già usato” deve rivolgersi all’ente e a quel punto sono le Entrate a provvedere al cambio di alcuni caratteri del codice. Di norma, vengono modificate le lettere del nome o del cognome ed è aggiornato il carattere di controllo.

Nel secondo caso, l’Agenzia sostituisce gli ultimi tre o quattro caratteri del codice fiscale partendo da destra e convertendo le tre cifre del codice comune e a volte la lettera di controllo sempre con lo stesso schema: ad ogni numero corrisponde una lettera.

  • 0 = L
  • 1 = M
  • 2 = N
  • 3 = P
  • 4 = Q
  • 5 = R
  • 6 = S
  • 7 = T
  • 8 = U
  • 9 = V

 

Tornando all’esempio precedente, se la signora Luciani si accorge di avere un codice fiscale omocodico che finisce per 933L e segnala il caso all’Agenzia delle Entrate, l’ufficio preposto terrà il medesimo codice di controllo ma trasformerà le cifre finali del suo codice nei caratteri PPV. Il suo rinnovato codice fiscale terminerà dunque con PPVL.

L’Agenzia mette a disposizione dei cittadini un programma per verificare la correttezza del codice fiscale. Il software, disponibile sul sito ufficiale per verifica del codice e per verifica della corrispondenza tra codice e dati anagrafici, confronta i dati inseriti con quelli registrati all’anagrafe tributaria. Se la persona che inserisce il codice è correttamente registrata, il messaggio di risposta è “Codice fiscale valido”.

 

Codice fiscale inverso: uno straniero che deve fare?

Infine, come funziona il codice fiscale per i cittadini stranieri? Il fenomeno delle omocodie in Italia potrebbe crescere esponenzialmente proprio perché numerosi stranieri residenti sul territorio indicano soltanto la nazione di nascita per la determinazione del codice: molti, in particolare asiatici e africani, non conoscono l’anno, il mese e il giorno esatto di nascita (soprattutto in Africa, dove il concetto di passato non esiste) e scelgono la data simbolica del 1° gennaio.

In ogni caso, l’attribuzione del codice fiscale ai cittadini stranieri avviene dopo che il soggetto interessato presenta domanda di ingresso nel territorio agli sportelli unici per l’immigrazione, per lavoro subordinato e ricongiungimento familiare. A quel punto gli stessi sportelli attivano l’iter attraverso il sistema telematico di collegamento con l’anagrafe tributaria. Sono poi le questure a collegarsi con l’anagrafe e ad attribuire il codice fiscale agli stranieri che ne sono sprovvisti e ne hanno richiesto il rilascio oppure a quelli che hanno avanzato domanda di rinnovo del permesso di soggiorno.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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