Dal Governo 25 miliardi per l'emergenza: i decreti salva imprese e famiglie

CORONAVIRUS, IL GOVERNO STANZIA 25 MILIARDI PER L’EMERGENZA

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Blocco del mutuo per chi perde il lavoro, cassa integrazione speciale. Più difficile rinviare il pagamento delle bollette. Conte: “L’Europa sta dalla nostra parte”

 

Il governo ha stanziato 25 miliardi di risorse per l’emergenza economica determinata dalla diffusione del coronavirus che, di fatto, sta bloccando il paese. Non tutte le risorse verranno spese nell’immediato. Anzi, il premier Conte e il ministro dell’Economia Gualtieri hanno spiegato che saranno 12 i miliardi adoperati subito per tamponare l’emergenza attraverso misure straordinarie. In sostanza è come se fossero due decreti, che andranno a formare quella che di fatto è una vera e propria manovra: il primo (il decreto salva imprese) è quello che verrà preparato per venerdì. L’altra metà (il decreto salva famiglie) andrà a supporto degli interventi da definire in futuro.

 

La nuova manovra porterà a un aumento del debito?

Il primo pacchetto di misure che il governo si appresta a varare entro la settimana, grazie allo scostamento ulteriore dagli obiettivi di deficit programmati per il 2020 “vale lo 0,6% del Pil, il che porterebbe il disavanzo previsto per il 2020 al 2,7% del Pil”.
È quanto ha scritto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri nella lettera inviata al Vice presidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, e al Commissario all’Economia, Paolo Gentiloni. L’indebitamento netto per il bilancio dello Stato equivale a 20 miliardi, cinque in meno dunque rispetto alla somma prevista. Si tratta dell’1,1% del Pil. Inizialmente, le risorse previste erano pari a 7,5 miliardi, che avrebbero determinato un alzamento del deficit dello 0,35% del Pil.

 

 

Quali sono gli obiettivi dei due decreti del governo?

Piena disponibilità di nuove risorse al sistema sanitario e alla Protezione civile. Sostegno all’occupazione. Garantire liquidità delle famiglie e interventi sulle scadenze fiscali.

 

 

Cosa prevede il decreto per quanto riguarda i lavoratori?

Una Cassa integrazione speciale andrà a tutelare tutti i lavoratori, indipendentemente dal settore a cui appartengono. Per il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, attraverso questo provvedimento, nessuno perderà il posto di lavoro a causa del coronavirus, a fronte di un inevitabile rallentamento dell’economia tuttora impossibile da quantificare, provocata dalle misure prese per arginare la diffusione dell’epidemia. Il governo prevede inoltre “un allargamento degli ammortizzatori sociali, con la possibilità di utilizzo del fondo di integrazione salariale per le imprese da 5 a 15 dipendenti”. Ha detto Catalfo: «Ci muoviamo in un quadro di finanza pubblica solida, di fiducia e di forte coesione e unità a livello europeo».

 

Cosa cambia per le aziende e i lavoratori autonomi?

Con la riduzione del livello di attività e di fatturato, con conseguente impatto sulla liquidità, il governo ha predisposto misure di sospensione dei versamenti tributari e contributivi. Per imprese, lavoratori autonomi e professionisti con un calo del fatturato significativo (almeno il 25%) è allo studio una sospensione per qualche mese del pagamento di imposte e contributi. Sul fronte previdenziale, i fondi a disposizione dovrebbero essere di circa 2 miliardi. Le tasse non pagate potrebbero valere come forma di «indennizzo», nel senso che quelle somme non le dovrai più versare. L’importante, ha spiegato il governo, è rifornire di liquidità le piccole e medie imprese per non farle fallire.

 

 

I mutui: sono previste proroghe?

E’ prevista una sospensione dei mutui prima casa fino a 18 mesi, in caso di riduzione o sospensione dell’orario di lavoro. Questo vale sia per le famiglie che per le imprese, a patto che abbiano subito conseguenze economiche dirette dall’emergenza di questi giorni. “Sospendiamo inoltre -ha detto il ministro dell’Economia Gualtieri- le rate di mutui e prestiti bancari prolungandone la durata con sostegno parziale di garanzie statali e la possibilità di aumentare la percentuale di garanzie”. Più delicata la questione degli affitti: da una parte ci sono gli affittuari che potrebbero trovarsi nelle condizioni di non poter versare il canone mensile, dall’altra ci sono i proprietari che potrebbero rimetterci pagando le imposte su rate di affitto impossibili da riscuotere. In questo caso sono in corso valutazioni su quali misure adottare.

 

 

Stop al pagamento delle bollette e delle tasse: difficile

Il dibattito su questo tema è acceso perché sospendere le scadenze per tutti non è possibile, lo Stato rischierebbe di rimanere senza liquidità per pagare stipendi pubblici e pensioni. E’ comunque in fase di valutazione un blocco, o quantomeno uno slittamento, dei pagamenti di bollette e tasse. La prima scadenza è quella del 16 marzo per i veramente dell’Iva. Al momento il provvedimento appare però difficile. Più probabile lo stop alla riscossione delle cartelle fiscali, distacchi di luce e acqua per i morosi.

 

 

Ci sono altri provvedimenti per le famiglie?

Al vaglio anche il congedo parentale di 15 giorni retribuiti al 30% dello stipendio ripartiti tra padre e madre in modo proporzionale per chi deve gestire figli fino a 14 anni di età, e un voucher di almeno 600 euro per le spese di baby sitter e aiuti familiare. La cifra potrebbe crescere fino a 1.000 euro, nel caso di operatori sanitari e di ricercatori.

 

 

Cosa dice Conte, cosa dice l’Europa

“Sono lieto del clima che si sta definendo a livello europeo”, ha detto il premier a fine conferenza. “Ieri con il Consiglio europeo era anche in collegamento la presidente Bce Christine Lagarde. Abbiamo ricevuto aperture sul fatto che è necessaria maggiore liquidità per attivare tutti gli strumenti in grado di far fronte a questa emergenza. Grazie anche alla presidente della Commissione Ursula Von der Leyen, con cui oggi pomeriggio avrò una videoconferenza”.

 

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