Coronavirus: keep calm and carry on. E' la fase dell'accettazione?

CORONAVIRUS: KEEP CALM AND… CARRY ON!

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28 febbraio – 6 marzo 2020: La settimana dei mercati a cura di Mark Dowding, CIO di BlueBay

La diffusione del Covid-19 ha continuato a essere il tema dominante sui mercati nelle scorse settimane. È cresciuta la consapevolezza che ci siamo spostati da una fase di contenimento a una di accettazione. Tutto ciò in un contesto in cui si cerca di rallentare e mitigare il livello di infezione, nella speranza che il clima più caldo delle prossime settimane aiuterà a far scendere il tasso di trasmissione.

Le misure di sospensione dei viaggi, di chiusura delle scuole e di chiusura temporanea delle aziende e l’aumento del lavoro da casa rischiano di avere effetti notevoli sull’economia nel breve termine. Con la paura, e a tratti il panico, che guidano il sentiment, tale situazione potrebbe aggravarsi ulteriormente, portando a una combinazione pericolosa di shock dell’offerta e della domanda a livello globale.

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La risposta economica

In questo contesto in continua evoluzione e alla luce del “flight to quality” della scorsa settimana sui mercati finanziari, che ha portato a un improvviso inasprimento delle condizioni finanziarie, il fatto che i policymaker abbiano deciso di intervenire non è stata una sorpresa. La Fed ha tagliato i tassi nella fase inter-meeting per la prima volta dal 2008. Nei meeting con i policymaker a Washington questa settimana, è risultato chiaro che qualsiasi mossa della Fed avrebbe necessariamente implicato un taglio minimo di 50 punti base, con possibili nuove mosse se dovessero essere necessarie per la stabilità finanziaria. Abbiamo percepito una certa ansia alla Fed riguardo al fatto che l’adesione al framework adottato potrebbe vedere i tassi muoversi verso lo zero.

La politica fiscale potrebbe gonfiarsi a causa dell’aumento della spesa e delle tasse. Di conseguenza, sul lungo termine, si teme ciò che potrebbe accadere la prossima volta che l’economia rallenterà, dato che lo spazio di manovra a disposizione potrebbe essere molto limitato. Tuttavia, queste preoccupazioni sono state accantonate per ora, data la natura altamente incerta e senza precedenti del Coronavirus e della pandemia globale.

L’isteria prima della calma

Siamo portati a credere che, nelle settimane e nei mesi a venire, tutti impareranno a convivere con l’esistenza del Covid-19 come una delle tante realtà della vita. Tuttavia, prima di arrivare a questo punto, è probabilmente inevitabile che vi sia ancora isteria nel breve termine, finché le autorità e l’opinione pubblica non si adegueranno. Sebbene i mercati finanziari cerchino di avere una visione di lungo periodo, al momento semplicemente non c’è abbastanza visibilità e di conseguenza gli attuali livelli di volatilità potrebbero persistere per un certo tempo, con la riduzione del rischio che sarà all’ordine del giorno. Realisticamente, non c’è molto che si possa fare per contenere la diffusione del virus e le conseguenti ricadute, a nostro avviso. Tagliare i tassi non servirà a risolvere uno shock dell’offerta, ma può contribuire a stabilizzare i mercati. Per questo, siamo inclini a credere che sia probabile un ulteriore taglio nella riunione del FOMC di maggio e che anche le altre banche centrali, comprese la BoE e la Bce, saranno persuase ad attivarsi.

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In Europa, la Bce deve prendere in mano la situazione e adottare misure decise per contenere l’allargamento degli spread e l’inasprimento delle condizioni finanziarie nella periferia. Siamo convinti che sarebbe segno di negligenza e di incompetenza da parte di Christine Lagarde lasciare che la dinamica attuale metta nuovamente a repentaglio la stabilità dell’Eurozona. Ci aspettiamo anche che vengano annunciate misure di stimolo fiscale. L’Eurozona rimane vincolata da un regime eccessivamente rigido, a nostro avviso, e perciò potrebbe essere l’area dove il rallentamento economico in corso sarà più pronunciato e dove il rimbalzo sarà più lento e limitato.

La politica statunitense

L’altro sviluppo della settimana degno di nota è stata la rimonta a sorpresa di Joe Biden nelle primarie del Partito Democratico. I mercati ora favoriscono decisamente l’ex Vice Presidente a Bernie Sanders. In questo contesto, un calo della percezione del rischio associato all’agenda più socialista di Bernie ha contribuito a rassicurare i mercati. Continuiamo a credere che Trump alla fine rimarrà in corsa per la rielezione. Essendo il più giovane tra i candidati in corsa, è impressionante come la profondità del sentimento contro il Presidente non sia riuscita a galvanizzare un movimento con un candidato di opposizione forte e ben posizionato per batterlo.

Guardando avanti…

Ci saranno momenti nel 2020 in cui vorremo aumentare il rischio. Tuttavia, nelle prossime due settimane prevarrà la sensazione che potrebbe succedere di tutto. Per ora sembra opportuno adottare un approccio di cautela, anche se quando i comportamenti diventano irrazionali, in genere si creano opportunità.

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Redazione

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