Coupon Plus Certificates: l’ossimoro redditività e protezione

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L’economia mondiale procede lungo un periodo prolungato di espansione moderata, accompagnato dall’attenuazione dell’inflazione che apre spazi per l’allentamento delle politiche monetarie iniziate nel 2022. Il reddito globale stimato è cresciuto oltre il 3% lo scorso anno e dovrebbe conservare tale ritmo anche nel biennio 2025-26.

In questo contesto l’economia statunitense ha fatto da traino in tutti i trimestri del 2024, entrando in quest’anno con un trend di crescita superiore al 2% che potrebbe aumentare ulteriormente in relazione all’effettiva implementazione degli stimoli previsti dalla nuova amministrazione Trump.

Per l’Eurozona, il quadro è stato segnato da una congiuntura sorprendentemente forte nei mesi estivi, ma in ristagno a fine anno, a seguito delle crisi politiche vissute dalle due maggiori economie (Francia e Germania) e dell’incertezza generata dalle iniziative protezionistiche annunciate dagli Stati Uniti.

La Cina ha centrato il target di crescita del 5% fissato dal governo centrale, pur conservando problemi strutturali derivanti dall’insufficiente spinta dei consumi interni e dalla crisi immobiliare, il cui peso sul Pil nazionale – sommando i fattori indiretti – è stimato intorno al 30%. L’allentamento delle politiche monetarie, realizzate con stimoli repentini, ha comunque fornito un sostegno importante alle prospettive di crescita, sullo sfondo di un calo generalizzato dell’inflazione.

A dicembre, la Fed ha ridotto per la terza volta il costo del denaro, portandolo al 4,25-4,50%. L’orientamento per l’anno in corso resta espansivo, ma il numero di tagli che il mercato sconta si è ridotto a due: lo stallo generato dalla disinflazione nei mesi finali dell’anno e la forza del ciclo hanno indotto maggiore cautela.

Anche la BCE ha tagliato a dicembre per la quarta volta nell’anno. La scarsa spinta ciclica e l’inflazione quasi a target (è stato raggiunto il 2,2% a novembre) fanno prevedere la continuazione dell’allentamento, facendo presumere una serie sino a quattro tagli del costo del denaro nel 2025.

In uno scenario come quello attuale, in cui vi sono aspettative di riduzione dei tassi di interesse, il potenziale rimborso anticipato dei Certificates, la cosiddetta “Autocallability”, un’opzione di rimborso anticipato dello strumento nel caso si verifichino le condizioni definite nelle condizioni iniziali, potrebbe impedire all’investitore di impiegare l’ammontare rimborsato a un livello di tassi di interesse in linea con quello precedente.

La riduzione della duration di un investimento azionario, che avviene con il rimborso anticipato, se, da un lato, riduce il tempo in cui l’investitore è esposto al rischio di andamento negativo dei mercati, dall’altro riduce l’incasso dei potenziali proventi periodici previsti successivamente all’evento di rimborso anticipato.

Esistono sul mercato delle varianti di certificati a protezione incondizionata del capitale, quali gli Equity Protection, che rappresentano una forma di investimento particolarmente adatta allo scenario attuale. Ad esempio gli Equity Premium Coupon Plus Certificates, che prevedono il pagamento del doppio della cedola in caso di rimborso anticipato, e quindi attribuiscono all’investitore un rendimento particolarmente appetibile proprio in caso di rimborso prima della scadenza.

Il rimborso anticipato risulta infatti favorevole per l’investitore, che incassa, in questo caso, un flusso maggiorato, pari a due volte la cedola: tanto prima avviene tale rimborso, tanto maggiore sarà il rendimento su base annua ottenuto.

A titolo di esempio, il Tasso Interno di Rendimento (TIR) a scadenza di un certificato di durata tre anni acquistato a 100, che paga una cedola trimestrale pari a 2,50%, è indicativamente, a 10,38%, nell’ipotesi che tutte le cedole vengano pagate.

Se ipotizziamo che il rimborso anticipato avvenga dopo un anno, al prezzo di 105 (100 + 2 volte la cedola), il TIR aumenta a 12,98%. Tale rendimento tende a diminuire di trimestre in trimestre, rimanendo tuttavia sempre superiore al rendimento ottenibile in caso di rimborso a scadenza.

È possibile che questo tipo di certificati preveda anche un effetto “memoria” sulle cedole, tale per cui, nel momento in cui una cedola non venisse pagata, perché il sottostante ha un valore inferiore alla soglia predefinita, sarebbe mantenuta in memoria, così da poter essere corrisposta alla prima data di valutazione in cui l’evento si verifichi.

 

I Coupon Plus Certificates rappresentano un’evoluzione ulteriore rispetto agli Accelerator Coupon.

Gli Accelerator, in caso di rimborso anticipato, riconoscono infatti tutte le cedole future che l’investitore avrebbe ricevuto fino alla scadenza naturale del certificato, giustificandone il nome. Questa caratteristica rende il prodotto particolarmente interessante per l’investitore che lo acquista nei primi periodi di vita, ma introduce un innalzamento nei prezzi (bid) sul mercato secondario che tendono ad aumentare in una fase di mercati azionari crescenti, perché scontano il pagamento di tutte le cedole future.

I Coupon PlusCertificates, invece, presentando flussi più contenuti in caso di rimborso anticipato, mantengono una maggiore stabilità di prezzo sul mercato secondario, con in bid contenuto, risultando così maggiormente negoziabili durante tutta la loro vita.

Nel caso degli Accelerator, gli importi di rimborso anticipato tendono a diminuire nel tempo, poiché si riduce il numero di cedole future residue incluse nel calcolo del rimborso. Questa dinamica può influenzare negativamente l’attrattività del certificato nelle fasi finali della sua vita.

Al contrario, nei Coupon Plus gli importi di rimborso anticipato rimangono costanti, in misura pari al valore nominale maggiorato del doppio della cedola, indipendentemente dal momento in cui avviene il rimborso anticipato.

Per entrambe le tipologie è possibile fissare soglie per il rimborso anticipato decrescenti, rendendo così più probabile la scadenza anticipata e il conseguente pagamento dei flussi maggiorati.

In fase di strutturazione del prodotto, la presenza di queste caratteristiche riduce, a parità di tutte le altre condizioni, l’ammontare percentuale delle cedole previste, attribuendo in cambio all’investitore una maggiore tutela in termini di maggiore probabilità di realizzare il rendimento potenziale atteso.

Si tratta di un ulteriore esempio di come i Certificates siano strumenti estremamente flessibili, che possono essere adattati a molti contesti di mercato, rispondendo alla richiesta degli investitori di contenere il rischio rispetto all’investimento sul sottostante, anche attraverso la riduzione della durata dell’investimento.

In uno scenario in cui, dopo anni di crescita dei mercati azionari, le incertezze geopolitiche, insieme a quelle sull’entità e i tempi della riduzione dei tassi di interesse da parte delle Banche Centrali, possono portare a un aumento della volatilità, i certificati di tipo Accelerator o Coupon Plus rappresentano quindi un modo per comprimere il rischio assunto dall’investitore, riducendo la durata media dell’investimento, ma non il rendimento.

 

A cura di Alberto Amiotti – Investment Products – Banca Akros e Giovanna Zanotti – Professore Ordinario Università di Bergamo e Direttore Scientifico ACEPI

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