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Criptovalute: gli hacker trafugano 570 milioni di dollari da Binance

Criptovalute: gli hacker trafugano 570 milioni di dollari da Binance

Un altro colpo degli hacker mina la sicurezza delle criptovalute. Ad essere attaccata stavolta è la blockchain di Binance, il più grande exchange del mondo. Il colpo è stato di circa 570 milioni di dollari e ha interessato all’incirca 2 milioni di token BNB, dal valore di 284 dollari ciascuno. Binance a inizio giornata aveva stimato un danno di circa 100-110 milioni di dollari, interrompendo il funzionamento della piattaforma per svariate ore. In realtà si tratta di un passivo più pesante.

Il misfatto è avvenuto attraverso BSC Token Hub, un ponte che consente il trasferimento di token da una catena all’altra. Changpeng Zhao, fondatore e Amministratore Delegato di Binance, ha riferito che l’hack ha approfittato di una debolezza del sistema che ha creato token BNB extra sulla rete. “Un exploit su un bridge cross-chain, BSC Token Hub, ha portato a BNB extra. Abbiamo chiesto a tutti i validatori di sospendere temporaneamente BSC”, ha scritto il CEO aziendale su Twitter. BNB Chain ha 26 validatori attivi al momento e 44 in totale in diversi fusi orari, ha aggiunto un portavoce di Binance.

Quest’ultima è una delle blockchain che funzionano su tecnologie separate e utilizzano token diversi. Questo implica che è possibile spostare facilmente tali token su una blockchain diversa per utilizzarli e scambiarli da altre parti. Ad ogni modo, l’azienda ha stimato che circa 7 milioni di dollari di token erano stati congelati attraverso le sue operazioni di sicurezza, mentre Zhao sui social ha scritto che il problema ora è contenuto e i fondi degli utenti sono al sicuro.

 

Criptovalute: cosa significa l’ennesimo furto digitale

Le criptovalute quindi subiscono un’altra mazzata in un momento delicato, in cui stanno cercando di rialzarsi dopo la tempesta dei mesi scorsi determinata dall’implosione della stablecoin TerraUSD e della sua cripto collegata LUNA, che è valso un mandato di arresto internazionale per il creatore coreano Do Kwon. Ricordiamo che il crollo delle quotazioni sul mercato delle valute digitali che ne è derivato ha comportato il default di importanti attori del mondo crittografico come il prestatore Celsius, l’exchange Voyager Digital e l’investitore Three Arrows Capital. Tutti e tre hanno chiesto la protezione del Chapter 11, secondo la legge fallimentare statunitense.

Bisogna dire che i furti dei criminali informatici sfruttando le falle della blockchain non sono nuovi. Secondo i dati rilasciati da Chainanalysis, quest’anno fino alla fine di luglio quasi 2 miliardi di dollari sono stati trafugati, quasi il doppio rispetto ai primi sette mesi del 2021. Il furto di criptovalute è ormai diventata una preoccupazione globale, che va al di là dell’atto criminale e ha anche sfumature politiche. Ad esempio, Paesi come Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone hanno concordato di raddoppiare gli sforzi per bloccare il finanziamento nucleare e missilistico della Corea del Nord realizzato attraverso l’hackeraggio crittografico.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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