Criptovalute: in USA ordine esecutivo per dollaro digitale
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Criptovalute: in USA ordine esecutivo per dollaro digitale

Criptovalute: in USA ordine esecutivo per dollaro digitale

Minacciato, auspicato, temuto per anni: in USA è arrivato il primo ordine esecutivo della Casa Bianca sulle criptovalute e l’introduzione del dollaro digitale nel sistema monetario americano. Per ora nessun vincolo né ordine preciso: il fatto che Joe Biden non abbia imposto divieti, ma solo aperto una fase di studio su rischi e benefici delle monete virtuali, è stato comunque preso dai mercati come un segnale molto positivo.

A differenza della Cina che ha introdotto con molta rapidità lo yuan digitale, ma ha messo al bando le criptovalute private come Bitcoin ed Ethereum, l’Amministrazione Usa sceglie di esplorare la possibilità di dare una nuova dimensione al denaro e ai sistemi di pagamento, purché l’innovazione sia un reale volano di crescita dell’economia e non siano lasciati aperti varchi per degenerazioni criminali delle transazioni finanziarie.

Gli operatori della finanza innovativa non potevano sperare di meglio: le quotazioni delle criptovalute che, dopo le impennate dello scorso anno, da dicembre hanno registrato cali continui e apparentemente inarrestabili, la scorsa settimana hanno mostrato i primi segnali di ripresa.

E’ presto per formulare giudizi, ma è comprensibile che i mercati festeggino lo scampato pericolo, visto che Gary Gensler, il capo della SEC, il “poliziotto” delle Borse americane, aveva annunciato una severa regolamentazione di un settore finanziario innovativo che fin qui ha operato con totale libertà attirando capitali da tutto il mondo, ma senza garantire agli investitori un minimo di protezione da possibili abusi e lasciando spazio al finanziamento di attività criminali.

La fissazione da parte di Biden di sei aree specifiche di indagine a partire dalla protezione dei consumatori, le garanzie di stabilità finanziaria, la repressione delle attività illecite e il recupero di competitività, vuole testimoniare l’impegno della Casa Bianca a evitare abusi e a verificare le controindicazioni per l’ambiente dell’estrazione di criptovalute il cui valore è determinato dalla cosiddetta proof of work: l’esecuzione di complesse operazioni matematiche per completare le quali i computer dei “minatori” consumano grandi quantità di energia.

Più lineare e, apparentemente, con meno incognite, il percorso dell’altro ordine di Biden: quello relativo all’introduzione del dollaro digitale denominato CBDC (Central Bank Digital Currency). E’ una strada già battuta da altri Paesi, sulla quale Washington si muove in ritardo. In Cina, ad esempio, ci sono già 140 milioni di cittadini che hanno yuan elettronici nei loro “borsellini” digitali.

Qui i rischi di abusi sembrano limitati e con una moneta elettronica l’autorità monetaria potrebbe intervenire con più tempestività in varie aree (dalla tassazione alla stabilizzazione finanziaria, allo stimolo all’economia). Ma una valuta digitale certificata attraverso il meccanismo della blockchain potrebbe rendere superflue molte funzioni d’intermediazione delle banche che sono, perciò, contrarie a questa rivoluzione. Torna d’attualità un’antica profezia di Bill Gates che, quando fu pronunciata, sembrò una stranezza: «Ci sarà sempre un’attività bancaria, ma non è detto che ad esercitarla saranno sempre le banche».

 

Bitcoin: quotazioni all’interno di un ampio trading range laterale per il re delle criptovalute

Il Bitcon sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri (+2,42%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 39.300, non riuscendo a proseguire a causa della resistenza rappresentata dalla propria media mobile a 25 periodi. Nel corso del pomeriggio, poi, i corsi hanno invertito la rotta andando a chiudere nell’intorno dei 38.700 dollari dopo un lento e prolungato ritracciamento.

Dall’inizio dell’anno il Bitcoin è assolutamente privo di direzionalità e il suo movimento è laterale con un ampio trading range compreso tra i livelli 35.000 e 45.000. In compenso non manca la volatilità, alternandosi settimane molto positive ad altrettante decisamente ribassiste. In situazioni come queste è impossibile riuscire a prevedere l’andamento futuro del mercato ma è estremamente semplice individuare la strategia da adottare. In particolare, in caso di congestione, l’analisi tecnica suggerisce di “comperare sui supporti e vendere sulle resistenze”. Di solito funziona. E poiché il Bitcoin si trova attualmente sulla parte bassa del canale orizzontale di cui sopra (area di supporto), potrebbe diventare conveniente procedere con alcuni acquisti prudenti ipotizzando la continuazione del rialzo anche nelle prossime giornate.

L’impostazione grafica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 46. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 39.300 con target nell’intorno dei 41.900 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 37.500 con obiettivo molto vicino al livello 35.000.

 


L’andamento di breve termine del BITCOIN

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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