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Criptovalute: nuovo crollo, ecco spiegate tutte le ragioni

Criptovalute: nuovo crollo, ecco spiegate tutte le ragioni

Nuovo tracollo delle criptovalute sui mercati. Bitcoin è precipitato sotto la soglia psicologica di 40.000 dollari facendo segnare il livello più basso degli ultimi 5 mesi e perdendo circa il 9% negli ultimi 7 giorni. Ether invece è scesa sotto i 3.000 dollari, arretrando con la stessa intensità. Ma per tutte le valute digitali è stata una settimana di passione, con una capitalizzazione complessiva che si è sgonfiata di circa 1.000 miliardi di dollari dal massimo di novembre 2021. L’indicatore di momentum di Bitcoin, che segnala la forza relativa settimanale del token, suggerisce che il crollo possa essere dovuto a una pausa. Quest’oggi è finito in un’area dove in passato si sono registrati minimi di vendite.

 

Crollo determinato dall’avversione al rischio

Cosa sta succedendo alle criptomonete? Quali sono le ragioni reali per le quali il sentiment degli operatori di mercato è radicalmente cambiato in questo periodo? La prima cosa che si osserva immediatamente è che le monete virtuali rientrano nell’alveo degli investimenti speculativi che si sono ritirati a causa della politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve. Gli investitori sono in fuga dalle azioni più rischiose in questo periodo, come conferma soprattutto il sell-off nei confronti dei titoli tecnologici.

Gli investimenti nelle criptovalute stanno seguendo a ruota, smentendo clamorosamente quanti sostenevano che la blockchain rappresentasse il rifugio perfetto nei momenti di grande incertezza e volatilità dei mercati. Se fosse così, questo ancora non si è visto. Secondo gli strateghi di Fundstrat Digital Asset Research, le criptovalute rimangono soggetti ai capricci delle variabili macro in questo momento.

 

Criptovalute: la minaccia che viene dalla Russia

Ad aver contribuito al peggioramento degli umori del mercato anche la proposta da parte della Bank of Russia di eliminare l’estrazione e il trading dei token digitali, seguendo il modello cinese. In un rapporto rilasciato nella giornata di ieri, la Banca Centrale russa ha citato 2 grossi problemi che portano le criptovalute. Il primo allude alla minaccia della sovranità della politica monetaria, con potenziali rischi per la stabilità finanziaria del Paese. Il secondo fa riferimento al danneggiamento dell’economia verde conseguente all’estrazione, con effetti negativi sull’approvvigionamento energetico da parte della Russia.

Mosca già vieta l’uso delle criptovalute per effettuare i pagamenti e alla fine dello scorso anno i fondi comuni d’investimento sono stati inibiti a investire nelle valute digitali. Se la proposta dell’istituto guidato da Elvira Nabiullina dovesse trovare concretezza, sarebbe un colpo non da poco per il mercato crittografico, essendo che la Russia è il terzo Paese al mondo per mining, dopo Stati Uniti e Kazakistan.

 

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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