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Criptovalute: perché il sell-off di questi giorni è salutare

Criptovalute: perché il sell-off di questi giorni è salutare

Le criptovalute sono state colpite da una nuova ondata di vendite mentre le Borse chiudevano in verde. Ha colpito in particolare il crollo delle quotazioni di Bitcoin, Ethereum e altre valute digitali quando il NASDAQ è arrivato a guadagnare il 3%. Da diverso tempo si discute della correlazione esistente tra il mercato crittografico e quello azionario, in particolare quello tech. Fino allo scorso anno, molti pensavano che addirittura le risorse digitali potessero servire come asset rifugio quando nei mercati azionari si scatenava la tempesta. In effetti, durante le fasi più cruente della pandemia, le azioni sono state falcidiate da uno dei peggiori sell-off che si sono visti negli ultimi decenni e allo stesso tempo le criptovalute hanno iniziato una cavalcata spaventosa.

Questa tendenza però si è rovesciata a partire dagli ultimi mesi del 2021, quando monete virtuali e soprattutto azioni tecnologiche hanno seguito lo stesso percorso. Ora lascia perplessi l’ennesimo crollo crittografico, nonostante le azioni in salita. Qualcuno addirittura comincia a sospettare che la grande bolla cripto stia piano piano sgonfiandosi, rievocando quanto sostenuto da Warren Buffett: “Bitcoin è veleno per i topi”.

 

Criptovalute: gli esperti vedono il lato positivo delle vendite

Alcuni grandi esponenti del mondo delle criptovalute considerano invece questo crollo addirittura salutare, perché serve per ripulire il settore da certe scorie nocive. Forse queste possono fare allusione a quanto accaduto alla stablecoin TerraUSD e al token collegato Luna, sparite praticamente dalla scena dopo che un’ondata gigantesca di vendite le ha letteralmente soppiantate.

Bertrand Perez, CEO della Web3 Foundation, ha affermato al World Economic Forum di Davos, che il mercato delle cripto ora è ribassista ed è una cosa positiva perché tutti quei progetti illegittimi sono spariti. Quindi, ora l’attenzione può essere rivolta allo sviluppo e alla costruzione di token di valore. Perez ha aggiunto che vi è una mentalità sbagliata, contrassegnata dal fatto che quando i mercati sono rialzisti non si pensa a costruire, ma solo a fare fortuna.

Della stessa opinione è Mihailo Bjelic, co-fondatore della società blockchain Polygon, che ha definito la svendita delle criptovalute necessaria. L’esperto ha sottolineato come il mercato sia diventato irrazionale e sconsiderato, quindi alla fine una correzione si rende indispensabile. Secondo Brett Harrison, Presidente dell’exchange di criptovalute FTX US, le ragioni del crollo vanno ricondotte a una presenza più massiccia rispetto al passato degli investitori istituzionali, che stanno guidando i movimenti di prezzi. Mentre Brad Garlinghouse, Amministratore Delegato di Ripple, ha esortato gli investitori ad adottare una visione a più lungo termine. Basti pensare che Bitcoin solo 2 anni fa era a 8.000 dollari e ora si trova a 30.000.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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