Crollo criptovalute: ecco i motivi dei crolli di questi giorni - Borsa e Finanza

Crollo criptovalute: ecco i motivi dei crolli di questi giorni

Criptovalute: ecco i motivi dei crolli di questi giorni

Crollano le quotazioni delle criptovalute, protagoniste da questo fine settimana di saliscendi continui e una volatilità impazzita. Il prezzo di Bitcoin ad esempio è precipitato fino a perdere il 20% del suo valore a 42.000 dollari nella giornata di sabato 4 dicembre, salvo poi risollevarsi a 49.200 dollari nella serata di domenica e scivolare nuovamente verso 48.300 dollari nel pomeriggio di oggi. Anche Ethereum ha avuto un andamento simile, sebbene ieri avesse cancellato tutte le perdite del giorno prima. Mentre le meme cripto come Dogecoin e Shiba Inu sono arrivate a perdere oltre il 20% di capitalizzazione.

 

Crollo criptovalute: a cosa è dovuto?

Questo andamento fortemente altalenante fa riemergere sempre il tema che ruota intorno alle criptovalute sulla volatilità e quanto questa possa aumentare il rischio. Ciò rinforza le tesi dei detrattori delle monete virtuali che le stesse non possono funzionare come bene rifugio nelle situazioni di incertezza dei mercati o come copertura all’inflazione.

In effetti sembra che i token seguano spesso la direzione del mercato azionario nei momenti di turbolenza, come sta accadendo in questo periodo a causa della variante Omicron del Covid-19. E con una crescita dei prezzi che non si arresta, al punto da portare anche Jerome Powell a non considerarla un fenomeno transitorio, non sembra che le valute digitali stiano agendo granché nella veste di porto sicuro.

Spiegare quindi il motivo dietro al crollo delle criptovalute di questi giorni non è un semplice esercizio didattico, anzi sovente le ragioni sfuggono alla comprensione dei più. Pertanto si possono solo abbozzare alcune ipotesi. Probabilmente uno dei fattori è stato indirettamente accennato. L’inquietudine del mercato azionario e i timori che la Fed possa alzare i tassi anticipatamente per arrestare l’inflazione hanno svolto un ruolo importante.

Tassi più alti rendono notoriamente meno attraenti gli assets speculativi come le cripto, proprio perché si riduce il costo opportunità di detenere titoli a rendimento fisso. Una cosa simile è successa tra il 2017 e il 2018, quando la Fed ha alzato il costo del denaro e i prezzi di Bitcoin e simili sono sprofondati nel mercato crittografico.

Questo significa che, piuttosto che attirare liquidità quando le nubi si addensano all’orizzonte, i token la tolgono dal mercato con le svendite che abbiamo visto. Un’altra possibile spiegazione è stata la richiesta di ricostituire i margini liquidando le posizioni nei derivati. Molti trader utilizzano questi strumenti in alcune piattaforme e, vista l’alta volatilità, probabilmente i cali hanno innescato una serie di margin call.

 

Perché il crollo di Ethereum è stato diverso da quello di Bitcoin?

Un distinguo importante anche nel caos di questi giorni è da fare tra Bitcoin ed Ethereum. Proprio nei momenti più concitati non si può fare a meno di notare come Ethereum abbia una tendenza a riprendersi più rapidamente dalle batoste. Secondo Stephane Ouellette, Amministratore Delegato di FRNT Financial, la seconda valuta più capitalizzata ha un andamento che è più associato a sottosettori del mondo crittografico come la finanza decentralizzata e i token non fungibili, piuttosto che al trading anti-inflazione a cui potrebbe essere legato Bitcoin.

Quest’ultimo sta avendo inoltre una crescente istituzionalizzazione e ciò spiegherebbe anche il motivo della capitolazione più marcata in questi ultimi 3 giorni. Alla fine Ethereum risentirebbe meno del linguaggio aggressivo della Fed, ad esempio. Quest’anno Ether è aumentato di 5 volte il suo valore, mentre Bitcoin solo del 70%.

 

Criptovalute: El Salvador aumenta gli acquisti di Bitcoin

Crollo delle criptovalute certo ma anche movimenti repentini al rialzo. Uno dei motivi per cui a un certo punto durante questi 3 giorni di fuoco il prezzo della madre di tutte le criptovalute ha ripreso a salire è perché El Salvador è tornato nuovamente protagonista. Il Presidente Nayib Bukele ha twittato che il Paese aveva acquistato 150 token a una media di prezzo di 48.670 dollari, approfittando della discesa delle quotazioni.

Questa non è la prima volta che la Nazione assume posizioni rialziste durante un calo repentino delle monete virtuali. Sembra quasi che stia cercando di arricchire le proprie finanze impoverite attraverso le speculazioni sui mercati delle criptovalute. Una scelta questa molto contestata da alcune istituzioni sovranazionali come il Fondo Monetario Internazionale.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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